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Aug 5, 2023 20 tweets 6 min read Read on X
Certo che sapevo di poter essere un bersaglio della mafia.
Davanti ai contadini che avevano sfilato per le vie di Corleone gridando “Terra per tutti” c’ero io, malgrado la mia giovane età.
Avevo 34 anni, sindacalista, l’uomo che turbava il sonno al boss Don Michele Navarra. Image
Don Michele Navarra, capo di Luciano Liggio.
Una bella coppia.
Nella primavera del 1948 i contadini del feudo Drago, guidati da un giovane sindacalista come me, turbavano il sonno di Navarra e dei suoi scagnozzi.
Gli oppressi si stavano ribellando, finalmente.
Mi detestava non solo per quello.
Da segretario della locale sezione combattenti e reduci gli avevo rifiutato il titolo di socio onorario.
«Lei non è stato combattente, tanto meno reduce». Un rifiuto che non mi aveva mai perdonato.
Non mi importava, avevo altro a cui pensare.
Nato il 2/01/1914 a Corleone, nella II guerra mondiale prestai servizio nel Regio Esercito sui monti della Carnia, in Friuli-Venezia Giulia, con il grado di caporale prima, poi caporal maggiore e infine di sergente.
Dopo l’8 settembre mi unii ai partigiani delle Brigate Garibaldi
Mi unii al sindacato dei braccianti agricoli nel 1943 e iniziai a organizzare gli agricoltori per migliorare le loro condizioni di lavoro e lottare contro lo sfruttamento. Non solo.
Avevo dato pure manforte a un gruppo di ex partigiani aggrediti da una pattuglia di mafiosi.
La mafia non mi intimoriva.
A tal punto che un giorno presi Luciano Liggio per il bavero della giacca e lo appesi a una cancellata con delle punte acuminate.
Dovevate vedere la sua faccia.
Chi è che ha detto pochi giorni fa che con la mafia si deve scendere a compromessi?
Placido Rizzotto, questo il suo nome, partigiano e socialista, uscì di casa il 10 marzo 1948.
Erano le 18 e si avviò in direzione di una «trazzera» (strada di campagna per il transito degli animali). L’ultima volta fu visto verso le 22.30 in compagnia di tale Pasquale Criscione. Image
Uomo appartenente alla famiglia del boss Navarra.
Fu lui ad attirarlo in una trappola.
Da quel momento di lui si perse ogni traccia.
Qualche giorno dopo un giornale di Palermo pubblicò la notizia che un pastore dodicenne era in grado di dare notizie sulla sparizione di Placido.
Il bambino si chiamava Giuseppe Letizia e si trovava ad accudire il proprio gregge nelle campagne in cui era avvenuto, a parer suo, il delitto.
Aveva visto alcuni uomini uccidere Rizzotto rimanendo sconvolto.
Il padre lo aveva trovato che delirava.
E lo aveva portato in ospedale. Image
Il primario dell’ospedale era proprio lui, il boss Don Michele Navarra.
In preda a febbre alta il pastorello aveva raccontato di aver visto uccidere il Rizzotto.
La sua testimonianza non arrivò mai in tribunale. Dopo un’iniezione praticata dal dottor Ignazio Aira, Giuseppe morì.
Ufficialmente la morte fu provocata da una tossicosi. Molti i dubbi. Mai fugati.
Il dottore che gli aveva praticato l’iniezione espatriò poco tempo dopo.
Il 26 marzo il quotidiano “La Voce della Sicilia” scrisse che Rizzotto fu caricato su una Fiat 1100, la stessa auto di Liggio.
Furono i carabinieri di Corleone a denunciare Liggio (che nel frattempo era sparito) e tre complici, per sequestro di persona.
Il 30 settembre il giudice istruttore prosciolse Liggio e gli altri.
Al comando di quei carabinieri c’era lui, Carlo Alberto dalla Chiesa Image
L’arresto di due mafiosi fu fondamentale.
Rivelarono che era stato Liggio a uccidere Placido per poi gettare il corpo in una voragine.
Grazie a un giornalista, travolto da un treno pochi giorni dopo, il 13 dicembre i carabinieri ritrovarono il luogo dell’omicidio. E la voragine.
Sul fondo furono ritrovati i resti di tre cadaveri.
Per esplorare a fondo la grotta sarebbe stata necessaria una spesa di un milione e mezzo, ma la Corte d’Assise di Palermo non ritenne necessaria tale spesa.
E data la mancanza della prova certa assolse tutti, Liggio compreso. Image
Nel 2009, in quella voragine di Rocca Busambra a Corleone, furono ritrovati resti umani.
Nel 2012 l’esame del DNA, comparato con quello estratto dal padre di Placido, Carmelo Rizzotto, morto da tempo, confermerà l’appartenenza al sindacalista siciliano dei resti rinvenuti. Image
Nella foiba, profonda 50 metri, furono trovati altri resti umani e i resti del mulo usato per trasferire il cadavere di Placido.
Sono stati ritrovati anche dei filamenti di cuoio (forse le redini del mulo) e una moneta da 10 centesimi coniata negli anni ‘20 Image
"Nel 1948, Rizzotto venne ucciso dalla mafia siciliana per il suo impegno sindacale. Il suo assassinio fu un evento significativo e scosse profondamente l'opinione pubblica italiana, contribuendo a sollevare l'attenzione sulla presenza e l'influenza della mafia nell'isola". Image
In quegli anni furono uccisi, solo in Sicilia, ben 47 capi del movimento contadino.

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri, il 24 maggio 2012 a Corleone (PA), si sono volti solenni funerali di Stato per Placido Rizzotto
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Dopo la morte di Rizzotto il suo posto fu preso dal politico comunista Pio La Torre che Dalla Chiesa conobbe proprio in quella occasione.
Pio La Torre verrà ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982. Carlo Alberto dalla Chiesa verrà ucciso il 3 settembre dello stesso anno.
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“Non si nasce schiavi o padroni; chi ci vuole diventare ci diventa. Noi dobbiamo restare uniti, compagni, perché da soli non si cambiano le cose.
Perché da soli non si cambiano le cose”.
(Placido Rizzotto) Image

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Feb 11
"Ilia Malinin ha sconvolto le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 riportando sul ghiaccio il backflip" riportano i giornali.
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Feb 3
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Il luogo?
Ceretto Lomellina.
Il tempo?
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Egli fece la spola tra le città esportatrici e riuscì ad assicurare importanti scritture».
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Si avvia su per le scale per spegnerla.
Una volta spenta si avvicina alla finestra per chiudere l’anta.
Vede i fascisti sparare alla gente per strada. Image
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Jan 29
“Nessun fiocco di neve si sente mai responsabile in una valanga.”
(Stanisław Jerzy Lec)

Quello che segue è il testo della canzone "Matamoros Banks", cantata da Bruce Springsteen.
Racconta la storia del mio viaggio alla ricerca di un futuro migliore.
“Ogni anno molte persone
muoiono attraversando deserti
montagne e fiumi dei nostri confini meridionali
in cerca di una vita migliore
qui seguo il viaggio al contrario
dal corpo sul letto del fiume
all’uomo che cammina per il deserto
verso le rive del Rio Grande.
Per due giorni il fiume ti tiene giù
poi sali alla luce senza un suono
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scali di smistamento
le tartarughe mangiano la pelle dai tuoi occhi
così giacciono aperti alle stelle.
Dai via i tuoi vestiti
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Jan 27
Tempo fa vi ho parlato dei 20 bambini ebrei del campo di Neuengamme.
Provengono da Francia, Paesi Bassi, Jugoslavia, Polonia, e uno dall'Italia.
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Vengono assegnati alla baracca n. 11. Image
Iniziano gli esperimenti.
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Sotto l’ascella destra, con tagli a X, lunghi circa cinque centimetri.
Poi introduce con una spatola i bacilli della tubercolosi. Image
Image
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E' il diciannove aprile del 1945.
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Jan 20
Quando tutto ebbe inizio?
Esattamente il 6 gennaio 1929, nevicava e faceva freddo.
Chi lo conosceva lo definiva “un essere insignificante”, ventinove anni, miope, tale da costringerlo a portale lenti molto spesse.
Proveniva alla classica famiglia borghese di Monaco di Baviera.
Lui ci aveva provato a fare carriera in ambito militare, ma non era andato più in là del grado di allievo ufficiale.
Essendo lui e la famiglia in difficoltà economiche aveva deciso di donare le sue braccia all’agricoltura.
Voleva diventare agronomo
Per questo si era iscritto all’università.
Mettendosi subito in mostra.
Tranquilli, non come studente.
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Jan 17
Come è potuto accadere che una civiltà come quello tedesca, tra le più colte e tolleranti del mondo contemporaneo, abbia potuto condividere un male assoluto e incomprensibile come il nazismo?
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E questa la loro storia.
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Faccio parte della prima compagnia del battaglione cui è stato assegnato il compito di pacificare una zona appena conquistata.
Almeno credo
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