In poco più di 5 ore, la falsa notizia era già stata vista più di 800mila volte sull’account BRICS News. Nella stessa cerchia di pupazzetti è stata ripresa da “Sprinter” che ha pensato di aggiungere una “fonte”.🦄
👉⛔️🦄Sempre in queste ore è stato pubblicato un altro post/spot in favore di Giorgia Meloni da un altro account sovranista e “anti-woke” in spagnolo, da circa 150mila follower, il quale diffonde, senza precisarne la data, sue dichiarazioni contro Macron pronunciate a fine 2018.
🦄 Nella serata di ieri la falsa notizia di cui ai primi due post di questo thread è stata ripresa anche da un account di disinformazione italiano, “Il Politico Web”.
La giornata di oggi si presenta difficile.
👉🦄Un altro grosso account pubblica la fake news su Meloni e i missili ma tipicamente lo fa in maniera più cauta e sfumata. Non è una novità: DD sa quando scrive una grossa minchiata. All’appello mancano ancora Lord Bebo e Megatron, probabilmente per ragioni di fuso orario.
🚫🦄Molti account minori, magari in buona fede, condividono la falsa notizia di Meloni e i missili lanciata in primis, se non sbaglio, da “BRICS News” (anche stavolta). Sommandole, sono comunque migliaia e migliaia di visualizzazioni. Oltre a Bebo e Megatron, manca ancora “Adam”.
👉⛔️🦄Come prevedibile, il fake iniziale su #Meloni e i missili è stato tradotto anche in portoghese. Questo ha più di 4000 follower su X e un canale Telegram.
❌🦄La versione francese della bufala è garantita da “BRICS News Africa” che l’aveva pubblicata già ieri, più o meno contemporaneamente a “BRICS News”. Tipica la linea iniziale “JUST IN” che, su questi account, caratterizza le #fakenews in maniera quasi infallibile.
👉🚫🦄Figurarsi se Jackson Hinkle non giocava il carico con il suo account “Legitimate Targets”. Qua addirittura #Meloni “condanna” i bombardamenti di #Biden e #Zelensky su territorio russo. La seconda foto è relativa al rilancio della #fakenews da parte di #Russia Today (RT).
Si noti come anche Russia Today dia una versione sfumata della bufala: se non fosse per la frase iniziale, sarebbe una semplice mistificazione dialettica sul tema della “scelta diversa”. Pure, si citano parole effettivamente dette da Meloni, come fa DD che se non sbaglio è serba.
🚩Ancora account minori che hanno rilanciato o rilanciano in queste ore e minuti la falsa notizia di #Meloni che si oppone a #Biden sul tema dei bombardamenti diretti dall’#Ucraina al suolo russo. Il primo è indiano; l’ultimo, italiano, ha più di 11mila follower. 🦄
👉🦄Il post apparentemente iniziale di BRICS News con la #bufala su Meloni e i missili è stato condiviso oltre 15mila volte e citato altre 2mila, con versioni cinesi, giapponesi, in olandese. È stato ricondiviso da account tra i più strani, a volte con un buon numero di follower.
Sprinter ha fatto altri 2 post con dichiarazioni falsamente attribuite a #Meloni. Questi sono a distanza di pochi minuti tra loro, con qualche errore e comunque successivi a BRICS News; precedono d’un paio d’ore quello di cui ho già allegato lo screenshot in un post precedente.🦄
👉🦄Ancora account che si sono fatti portavoce della #bufala pro-#Meloni che la vorrebbe contraria alla scelta di #Biden di permettere all’#Ucraina di colpire la #Russia in profondità. Abbiamo un truth-seeker che ha condiviso da Il Politico Web e un “Richard” da 100mila follower.
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🚨Stragi del 7 ottobre o 10/7 nella #Gaza envelope | Kibbutz Be’eri: caso Bachar | Un servizio televisivo della rete israeliana i24NEWS diventa a tutti gli effetti una nuova versione che chiamerò A4. È del marzo 2024 e contiene testimonianze dirette di Avida con variazioni sui pilastri degli orari e delle ferite (Avida “perde” la ferita al braccio che era comparsa il 23 gennaio) oltre a un video della presunta chiamata della figlia Hadar ai servizi d’emergenza, da cui ho estrapolato una molto fugace immagine del presunto Avida Bachar.
▶️ Dettagli, a scopo di raffronto, del volto di Avida Bachar e di quello dell’uomo immortalato sul divano. Impossibile non notare la posizione molto anomala del divano rispetto al muro che si vede sullo sfondo, dove sono presenti altri divani. C’è un problema di logica spaziale.
👉 La nuova (per me) versione A4 del caso Bachar, risalente al marzo 2024, non copre tutta l’azione ma offre davvero elementi interessanti. Per la prima volta abbiamo una specie di diagnosi per la morte di Dana: emorragia interna, incompatibile con la prima versione H1 del 16.10.
📍Quando il NYT, unico media a farlo, aggiunge una ferita decisiva all’addome e sposta in avanti di alcune ore il ferimento di Carmel, figlio di Avida Bachar ucciso da ignoti il 7.10 a Be’eri, non lo fa solo per adattare la storia alle prime immagini in assoluto mostrate della stanza, come scrissi in questo thread.
Lo fa anche per giustificare la morte in quanto tale: le versioni proposte sino a quel momento, di una morte avvenuta per dissanguamento e dopo un’agonia di molte ore per una ferita a una mano, erano clinicamente inconsistenti. Semplicemente, non si può morire per dissanguamento in otto ore per una ferita a mano. O la ferita è tale che la persona si dissangua in meno tempo, o l’emorragia si ferma.
A gennaio 2024, Avida Bachar non riprende la ferita all’addome aggiunta a dicembre dal New York Times per il semplice fatto che le versioni ad uso interno israeliano non ne avevano mai parlato e il pubblico avrebbe notato la discrasia. Per lo stesso motivo, riporta indietro l’orario del ferimento anche se trova una via di mezzo. Aggiunge però una ferita alla seconda mano del ragazzo, per sostenere l’ipotesi che egli stesse tenendo chiusa la porta, insieme al padre, al momento del ferimento.
Contestualmente, aggiunge letteralmente dal nulla una sua propria ferita al braccio sinistro, sempre legata alla necessità di trovare per tutti i personaggi una collocazione spaziale definitiva e per armonizzare la propria azione a quella del figlio.
Nella versione di gennaio 2024, che chiamo A3, Avida Bachar aggiunge un altro elemento fondamentale: anche se non spiega come e perché, alla fine dell’azione è steso sul divano. È un’evenienza assolutamente incompatibile con tutte le versioni precedenti ma è resa necessaria dalla pubblicazione di questo screenshot evidentemente falso, da parte del New York Times il 22 dicembre.
Se questo screenshot fosse vero, vorrebbe dire che un uomo di circa 100 chili si è issato su un divano, dopo aver giaciuto per ore ferito e semi-incosciente sul pavimento, completamente da solo e con tre arti inutilizzabili.
Non si capisce nemmeno perché l’avrebbe fatto, dal momento che così facendo si sarebbe esposto ulteriormente all’eventuale fuoco dei fantomatici assalitori (di cui manca peraltro qualsiasi descrizione visiva) e al lancio di eventuali altre “granate”.
Nella piccola safe-room dei Bachar, in pressoché tutte le versioni sino alla “ricostruzione” di dicembre 2023 del NYT, i quattro Bachar sono stesi a terra, con Carmel che ha la testa appoggiata al divano, con l’eccezione di Hadar che si ripara con un trolley.
Il padre Avida è gravemente ferito e in alcune versioni addirittura incosciente. La madre Dana è anch’ella stesa al suolo e con la figlia Hadar si prodiga per curare il marito Avida e il figlio Carmel, feriti da due raffiche attraverso la porta.
Nessun ferito viene fatto stendere sul divano e addirittura, nella primissima versione del 16 ottobre, Hadar sostiene che per assistere il fratello e cercare di limitarne il sanguinamento, gli solleva le gambe… ma il ragazzo era ferito a un braccio.
Tra l’altro, nonostante il già notevole affollamento sul pavimento, dalla terza versione in poi (A2, a novembre) per qualche ragione il cassettone alla base del divano è aperto. Questo elemento viene introdotto per spiegare come mai due granate a distanza così ravvicinata non hanno ferito in maniera più grave Hadar, o non hanno ferito Avida alla parte superiore del corpo: il cassettone porta-biancheria “assorbe” la maggior parte delle schegge di granata.
Per come è fatta la stanza, non aveva nessun senso che Avida si inerpicasse sul divano, soprattutto con gli assalitori ancora in azione. Farlo avrebbe significato esporsi maggiormente.
💥#Spagna | NEW | Murcia | Gravi tensioni e violenze tra comunità nel municipio di Torre-Pacheco, posto tra la “capital” e Cartagena, dove l’estrema destra violenta e razzista ha scatenato una “caccia al moro” dopo l’aggressione subita da un anziano.
👉 #Spagna | Violenza etnica a #Murcia | L’aggressione che ha fatto da casus belli ha avuto luogo verso le sei di mattina di mercoledì 9 luglio, mentre le immagini di cui al post precedente si riferiscono al tardo pomeriggio di venerdì 11. Il gruppo informale “Deport Them Now” (“Deportateli Ora”) ha convocato via Telegram una “caccia al moro” per i giorni 15, 16 e 17 mentre alle 11.30 di oggi, sabato 12, è atteso un concentramento di Vox presso il municipio con la presenza del presidente regionale e membro del Comitato esecutivo nazionale, José Ángel Antelo.
Il municipio di Torre-Pacheco ha poco più di 40mila residenti, il 30% dei quali sono stranieri prevalentemente originari del #Marocco. L’aggredito, un 68enne di nome Domingo, ne è uscito malconcio ma non ha avuto ferite particolarmente gravi e ha cercato in queste ore di gettare acqua sul fuoco. Si tratta sicuramente di un episodio minore ma chi conosce il contesto non è per nulla sorpreso da questa preoccupante dinamica e il ricordo di molti va ai terribili incidenti di El Ejido (Almería) dell’anno 2000.
Anche se tecnicamente le notizie non sono collegate, nella serata di venerdì la Polizia Locale ha sgomberato, a Murcia capoluogo, alcune decine di migranti che vivevano da circa tre mesi accampati sotto l’autostrada A-30 ai margini della cerchia urbana nei pressi del Paseo de Malecón. Quello di Murcia è un territorio prevalentemente agricolo, a forte immigrazione e non nuovo ad episodi di squadrismo di estrema destra. Proprio in questi giorni di crisi politica e giudiziaria del PSOE a Madrid, il leader nazionale di Vox, Santiago Abascal, ha inasprito la propria retorica contro i migranti invocando deportazioni di massa.
Per quanto vi sia il massimo riserbo, a compiere l’aggressione sarebbe stato un piccolo gruppo di giovani non ancora identificato, con ogni probabilità “immigrati di seconda generazione”, ovvero cittadini marocchini non immigrati ma nati in Spagna. Secondo alcune testimonianze, il movente sarebbe stato più il balordo desiderio di filmarsi durante un’azione violenta che non l’intenzione vera e propria di compiere una rapina.
▶️ #Spagna | Violenza etnica a #Murcia | In questo breve video girato venerdì 11, è possibile vedere la Policía Local che immobilizza e porta via il giovanissimo, apparentemente marocchino, che viene picchiato mentre è a terra nel video di cui al primo post di questo thread.
🔴#Congo #RDC - #Ruanda | Guerra in Nord e Sud Kivu | SOMMARIO alle 17,30 di venerdì 31 gennaio (18,30 a Goma e Bukavu).
🔺Chiuso da pochissimo e apparentemente senza sorprese, nello Zimbabwe, il summit straordinario della SADC. Kinshasa chiede un rinforzo della missione SAMIDRC ma le molte perdite degli ultimi giorni inducono alla cautela e alla ricerca di una mediazione mentre si alza la retorica tra Ruanda e #Sudafrica.
🔺M23 e RDF ruandese avanzano in Sud Kivu con prossimo obiettivo Kavumu e il suo aeroporto militare. Alleggerite le posizioni nei territori di Nyiragongo e Rutshuru ma Kigali ha pronte oltre 500 forze speciali fresche di diploma.
🔺Si alza il livello della provocazione in #Uganda dove, secondo lo spin doctor Andrew Mwenda, l’instabile generale Kainerugaba figlio del presidente Museveni avrebbe chiesto al governo di Kinshasa di poter fare avanzare le sue truppe in territorio congolese, a difesa di presunte “popolazioni ugandese-parlanti”, nella guerra contro le ADF aderenti allo Stato Islamico.
🔺Mercoledì 29 gennaio un raid attribuito alle ADF ha ucciso in Nord Kivu almeno 12 civili nel villaggio di Lumba, circa 30 km a nord-ovest di Butembo dove si trovano le retrovie del fronte nord della guerra con M23 e RDF. Il bilancio è provvisorio, molti rapiti.
🔺La città di Beni è dichiarata capoluogo provvisorio della provincia del Nord Kivu sino alla riconquista di #Goma: insediato oggi il nuovo governatore militare, generale Evariste Kakule Somo.
🔺Domenica 26 e martedì 28 gennaio il ministro degli Esteri congolese, Thérèse Kayikwamba Wagner, ha partecipato alle riunioni urgenti del Consiglio di Sicurezza #ONU da lei sollecitate. Un breve video e la sintesi delle sue richieste urgenti:
🔸ritiro immediato delle truppe ruandesi dall’est del Congo e cessazione delle ostilità;
🔸sanzioni mirate;
🔸embargo sulle risorse minerarie che il Ruanda dichiara come proprie;
🔸revoca dello status del Ruanda di contributore alle missioni internazionali di pace;
🔸trasparenza totale sui trasferimento di armi al Ruanda.
🚩#Congo #RDC - #Ruanda | Guerra in Nord e Sud Kivu | Diplomazia formale, guerra psicologica e lobbying a stelle e strisce.
📍Come il congolese Félix Tshisekedi poche ore prima, il presidente ruandese Paul Kagame ha parlato ieri, 30 gennaio, con l’omologo angolano Lourenço che presiede il processo di pace di Luanda.
📍La provocazione on-line dello spin doctor di Muhoozi Kainerugaba, Andrew Mwenda, è stata in primo luogo criticata dai suoi stessi lettori ugandesi che gli rinfacciano di voler prendere il posto del portavoce dell’esercito, gli ricordano che gli ugandesi non vogliono la guerra con il Congo, lo accusano di essere appunto uno spin doctor al servizio del Ruanda.
📍L’imprenditore congolese dei media, Litsani Choukran, ha fatto qualche ricerca che evidenzia con alcuni dati un importante elemento della crisi di cui ho già parlato: se M23 sta lavorando a un regime-change a Kinshasa per conto del Ruanda, c’è anche l’intenso lavoro di auto-promozione del businessman e politico congolese del Katanga, Moïse Katumbi, per accreditarsi presso gli Stati Uniti come uomo giusto per avvicendarsi al debole Tshisekedi. Katumbi si serve da anni di una società di lobbying il cui terminale è, in questo caso, il deputato statunitense Chris Smith. [segue]
👉 Classe 1964, Moïse Katumbi è un imprenditore originario della ricca regione meridionale del Katanga di cui è stato governatore dal febbraio 2007 al settembre 2015, quando si dimise anche dal PPRD, il partito fondato da Joseph Kabila.
Katumbi voleva sfidare lo stesso Joseph Kabila alle elezioni presidenziali del 2016 alla guida d’una coalizione di 7 partiti ma questi, giunto al secondo mandato non rinnovabile, non volle lasciare il potere. Si aprì così una grave crisi politica, caratterizzata anche da violente repressioni e risolta temporaneamente dalle elezioni del 2018. Colpito da una condanna, Katumbi scelse l’esilio dal 2016 al 2019.
📍La crisi politica del 2016 è una delle pietre miliari della storia recente del Congo-Kinshasa ed è determinante nello svolgimento delle vicende successive, cioè quelle odierne. Sono tutti passaggi storici che hanno avuto o hanno un’influenza enorme sugli eventi in corso, perciò li ricordo anche se sommariamente.
🔸La guerra civile ruandese del 1990-94, vinta dall’attuale presidente Paul Kagame, rovesciò il sistema politico del Ruanda uscito dalla lotta per l’indipendenza. Spodestò gli Hutu ripristinando la storica governance della minoranza Tutsi, portò il Paese dall’orbita franco-belga all’Anglosfera e provocò un enorme flusso di profughi verso l’est del Congo.
🔸Nel 1996-97 il nuovo regime ruandese di Kagame, con l’Uganda di Yoweri Museveni dalle cui milizie proveniva lo stesso Kagame, aiutò alcune formazioni armate di oppositori congolesi a rovesciare l’odiato e degradato regime di Mobutu Sese Seko che governava il Congo dal golpe del 1965. È quella che chiamiamo la “prima guerra del Congo”.
🔸Con la prima guerra del Congo, Paul Kagame installò a Kinshasa come presidente un leader ribelle, Laurent-Désiré Kabila, che molto presto cercò di smarcarsi dalla tutela degli alleati Ruanda e Uganda, provocando così una loro nuova invasione e la “seconda guerra del Congo”. Una delle motivazioni degli invasori era la presenza, nell’est del Congo, di cellule di oppositori e criminali di guerra mischiati al milione e mezzo almeno di profughi della prima guerra del Congo.
🔸La seconda guerra del Congo durò dal 1998 al 2003. Nel mezzo di essa, Laurent-Désiré Kabila fu assassinato e gli succedette il figlio, Joseph, senza che Ruanda e Uganda ottenessero un vero cambio di regime a Kinshasa e senza che risolvessero il problema delle milizie e degli oppositori che facevano base nell’est del Paese sulla scorta del flusso di profughi della guerra precedente. Anche per questo si dice che l’attuale guerra di M23 ne è la coda; lo stesso vale per il conflitto in Ituri tra la milizia CODECO e il gruppo armato Zaïre, alleato di M23.
Dopo un periodo di transizione, Joseph Kabila vinse in maniera ritenuta da molti dubbia le elezioni del 2006 e del 2011. Arriviamo così al 2016, con Kabila non ricandidabile che però non se ne vuole andare.
🔸La crisi del 2016 si concluse con un accordo sottobanco tra Joseph Kabila e l’attuale presidente, Félix Tshisekedi. Con esso, Kabila e i suoi si dissero disposti ad abbandonare la stanza dei bottoni con la garanzia che il vincitore delle elezioni sarebbe stato Tshisekedi. Questo avvenne con la supervisione e l’avvallo dell’attuale “coordinatore” del braccio politico della milizia M23, Corneille Nangaa, che allora era a capo della Commissione Elettorale.
📍Moïse Katumbi riuscì poi a candidarsi alle presidenziali del 2023, anche quelle fittizie, inficiate da enormi vizi e boicottaggi, arrivando secondo con il 18%. Il suo lavoro di lobbying gli è valso un invito al giuramento di Donald Trump da dove, non riuscendo a farsi fotografare con nessuno di importante, è tornato a casa con uno scatto in cui stringe la mano a un suo stesso collaboratore.
Nelle ultime settimane Katumbi s’è riavvicinato a Kabila nell’opposizione alle modifiche costituzionali richieste da Tshisekedi e poche ore fa un suo portavoce ha attaccato duramente il presidente per la caduta di #Goma. [segue]
🔴💥#Congo #RDC: secondo l’agenzia Fides che cita il coordinamento ONU, OCHA, più di 290mila persone hanno dovuto abbandonare le loro case per i combattimenti nel solo territorio di Lubero, provincia del Nord Kivu, nel mese di dicembre 2024. Nella stessa provincia gli sfollati sono circa 2,7 milioni mentre il solo Ospedale Generale di Masisi-Centre ribolle di oltre 10mila sfollati, secondo Medici Senza Frontiere.
Venerdì 10 gennaio si è combattuto in diversi settori, senza novità clamorose ma con almeno 3 morti e 6 feriti civili a Buleusa, nel groupement di Ikobo, territorio di Walikale, secondo Kivu Morning Post.
È esploso un caso internazionale intorno ad Al Jazeera dopo una nuova incursione della ricercatrice della Harvard University, Bojana Coulibaly, che senza accredito né visto è andata a intervistare in territorio occupato un leader politico della milizia M23 la quale, insieme alle forze regolari del #Ruanda (RDF), sta occupando ampi settori di 5 dei 6 territori del Nord Kivu (nel sesto c’è lo Stato Islamico).
Critical Threats ha appena pubblicato due nuove mappe dell’area di operazioni di M23 e RDF in relazione agli avanzamenti recenti (foto 1) e ai giacimenti di oro, coltan e cassiterite (foto 2).
Questo e altro in un nuovo thread con dettagli, aggiornamenti, eventuali approfondimenti e altre notizie dalla Repubblica Democratica del Congo. [segue]
🚩È stato diffuso da pochi giorni il nuovo rapporto semestrale sui conflitti nell’est del #Congo #RDC #DRC redatto dal Gruppo di esperti incaricati dalle Nazioni Unite #ONU. Il documento conferma il pesante coinvolgimento diretto del #Ruanda nell’invasione e nel sostegno strategico e logistico alla milizia M23, fornendo cifre, dettagli, dati relativi alla catena di comando e molto altro.
Il report tratta anche la questione del minerale saccheggiato alla Repubblica Democratica del Congo, con almeno 150 tonnellate di coltan finite in #Ruanda tra maggio 2024 e oggi dalla sola miniera di Rubaya, come pure i rapporti tra M23 e gli altri gruppi armati attivi nell’est del Congo tra cui le ADF associate allo Stato Islamico in #Africa Centrale (ISCAP).
Altresì si occupa dell’utilizzo, da parte delle FARDC regolari di Kinshasa nel contrasto all’avanzata ribelle, di milizie irregolari quali le FDLR o i reparti di volontari “Wazalendo”.
Sono 160 pagine molto dense e quasi impossibili da affrontare per un non addetto ai lavori: anche per questo sono molto utili lavori come quello di Cristophe Rigaud @afrikarabia che ne ha appena pubblicato un compendio analitico sufficientemente esauriente ed estremamente più agile del report completo.
Il report è in inglese, l’articolo di Cristophe è in francese. Anche se forse non in maniera organica, tornerò senz’altro su molte delle questioni salienti nel corso della tragica cronaca quotidiana o in eventuali thread separati. [segue]
💥Sul versante militare, arriva da Ngungu (territorio di Masisi, Nord Kivu, #Congo #RDC) questa foto che testimonia la riconquista della località da parte di FARDC regolari e milizie alleate Wazalendo ma ieri, 10 gennaio, Kivu Morning Post riportava che la battaglia è costata almeno 3 morti e 69 feriti tra i civili. Il bilancio è purtroppo parziale. [segue]
E se il muro di propaganda e fake sulla #Siria degli influencer pupazzetto dell’estrema destra anglosassone così rilanciati dalla sinistra (Lord Bebo, Sprinter, Richard, Megatron per dirne alcuni) fosse anche il preludio a un intervento diretto di Donald #Trump in Medio Oriente?
Provo a spiegare brevemente il perché di questa domanda. Il suo motore è sicuramente il fatto di assistere a una campagna enorme, molto ben coordinata e organizzatissima ma apparentemente senza ragione e perciò sono alcuni giorni che mi chiedo perché lo fanno. Parliamo di account gestiti da team di una dozzina di persone ognuno, il cui lavoro costa e che fanno andare gli account in continuazione e quasi sempre sulla stessa campagna. I post che ogni tanto parlano d’altro servono semplicemente a non annoiare la platea che è target dell’operazione.
Il lavoro di manipolazione delle fonti è lungo e richiede tempo e attenzione; me ne sono reso conto facendo il percorso a ritroso nel debunkare diverse delle bufale propalate in questi giorni da alcuni dei pupazzetti citati. Dunque, abbiamo una rete costosa e corposa di account apertamente e storicamente filo-Trump e pro-Musk che di colpo si preoccupa della tutela delle minoranze islamiche; sono team di persone che di solito, quando vedono profughi o poveracci sbarcare a Lampedusa o in Grecia, si rallegrano se vengono presi a fucilate.
Anche la campagna su Gaza, che mi pare ormai conclusa per i pupazzetti citati, era piuttosto sospetta ma finché c’era Biden alla Casa Bianca e Trump non aveva ancora vinto le elezioni, era perfettamente spiegabile in chiave anti-dem come quella sull’Ucraina. [segue]
Quale può essere - mi sono chiesto - l’obiettivo di tutta questa enorme flotta di influencer? La monetizzazione e le “tips” non bastano, semplicemente non possono bastare a sostenere il lavoro di parecchi umani, delle macchine, i bot e quant’altro. Inoltre, qualsiasi lavoro manuale o intellettuale ha sempre uno scopo, un obiettivo soprattutto se a svolgere quel lavoro è una complessa macchina di propaganda.
Le tips sono lavoro autonomo ma questa gente lavora per clienti molto grossi, con contratti presumibilmente su singole campagne. Le farm come quella di cui parlo costano un botto e non ha senso tenerle ferme a postare gatti volanti o a lisciare la giacca del padrone con i soliti temi (woke, bitcoin, migranti) e nulla più. Dunque, qual era lo scopo di tutto questo attivismo? [segue]