Prospettive sempre molto grigie per i #ghiacciai 🇨🇭, anche dopo un anno come lo scorso che presentava condizioni di partenza promettenti, invano. Il consueto 🧵 di bilancio annuo, un po’ in ritardo, sulla stagione 2023/24. (1/18)
Dopo le circostanze estreme del 22-23 – durante il quale se ne è andato il 10% del volume complessivo - non si intravede alcun sollievo. Nonostante i volumi di neve elevati in inverno, la combinazione T a livelli record di luglio e agosto /
(2/18)👇Aletsch tinyurl.com/u7p4yhy6
+ le polveri dal Sahara hanno causato una perdita del 2,5% del loro volume. Si tratta di 1/8 del tot. perso in soli 3 anni! Questo ha portato alla disintegrazione di grandi lingue glaciali (p.e.Rodano👇) e alla scomparsa di molti piccoli ghiacciai.
(3/18) tinyurl.com/3jbxu3fs
In sintesi ecco le cause: 1) T molto elevate in luglio e agosto, 2) ☀️ in luglio e agosto, senza ❄️ fresca, 3) grandi quantità di polvere sahariana depositata in inverno e soprattutto primavera che ha scurito la superficie della neve e accelerato la fusione. (4/18)
Per quanto riguarda i ghiacciai, l'anno 2024 è stato caratterizzato da forti contrasti. Hanno goduto di condizioni estremamente favorevoli fino a giugno, grazie al 30% di neve tardo-invernale in più rispetto alla media e a un inizio estate caratterizzato da precipitazioni. (5/18)
Tuttavia, le polveri, che hanno ricoperto la superficie della neve, hanno accelerato il processo di fusione e, inoltre, agosto ha visto la più grande perdita di ghiaccio del mese e la seconda complessiva (dopo il luglio 2022) dall'inizio delle misurazioni 110 anni fa! ↘️(6/18)
Nel complesso, dunque, i ghiacciai hanno subito una fusione impressionante anche nel 2024, come dimostrano i dati registrati dalla rete Glacier Monitoring in Switzerland (GLAMOS).
(7/18) doi.glamos.ch/pubs/annualrep…
Il ritiro delle lingue dei ghiacciai e la loro disintegrazione continuano senza sosta a causa dei cambiamenti climatici. Come detto, negli anni precedenti è scomparsa una percentuale mai registrata prima (6% nel 22, 4,5% nel 23).
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La perdita del 2,5% nel 2024 è anche > del valore medio dell'ultimo decennio. I grandi volumi di neve invernali sono riusciti a rallentare la perdita, ma non a fermarla. Ad esempio, a metà maggio si potevano ancora misurare 6 m di neve sul Claridenfirn (a ~ 2800 mslm) / (9/18)
ma a settembre questa era completamente scomparsa. D'altra parte, i ghiacciai a livelli inferiori a 3000 m si sono fusi completamente, con perdite fino a 2 metri del loro spessore medio di ghiaccio (ad esempio, i ghiacciai Giétro, Plaine Morte e Silvretta). (10/18)
Con la linea di equilibrio ormai già ⬆️ ai 3000 m, non c’è + da sorprendersi molto, persino in presenza di stagioni invernali così generose. La perdita registrata nei ghiacciai nella🇨🇭centrale e meridionale è stata legg. <, grazie all'abbondanza di neve nel tardo inverno. (11/18)
L'inverno 2023/24 è stato caratterizzato da un contrasto tra montagne e valli su entrambi i versanti delle Alpi. ⬇️ i 1400 m di altitudine, l'innevamento è stato nettamente < alla media e, al contrario, nettamente > alla media ⬆️ i 2200 m, in particolare in primavera. (12/18)
Questo è dovuto alle abbondanti precipitazioni e alle T relativamente alte. L'altezza media della neve tra novembre e maggio è stata tra le più alte da quando sono iniziate le misurazioni (p.e. al sesto posto nei quasi 90 anni di misurazioni sul Weissfluhjoch, 2700 mslm). (13/18)
Confrontando il 2024 con gli anni precedenti si nota come non sia stato eccezionale in termini di perdita di massa complessiva a causa della presenza di molta neve invernale, ma il tasso di fusione in estate è al quarto posto, dopo gli anni estremi 2022, 2003 e 2023. (14/18)
I volumi di neve accumulati sono scomparsi rapidamente, a causa delle T molto elevate registrate in luglio e agosto. Il mese di agosto sullo Jungfraujoch (a 3460 mslm) è stato addirittura + caldo delle torride estati del 2003 e del 2022. (15/18)
L’estate alpina, partita in ritardo come un diesel, è stata infatti connotata da un numero record di ondate di calore (eguagliando quelle ben più lunghe del 2003 e 2022) ed ha finito per posizionarsi al quinto posto delle più calde da inizio serie. (16/18)
Pure il deposito di polvere dal Sahara in primavera ha accelerato la fusione della neve, che ha assorbito + energia solare grazie a questo strato rosso-giallastro al di sopra: in luglio sono fusi rapidamente strati di neve spessi fino a 5 m!
(17/18)👇Gries tinyurl.com/4ay2pw93
In più, tra metà giugno e metà settembre è caduta pochissima neve fresca, anche a 3000 m di quota. Un fenomeno eccezionale che però si sta verificando sempre più spesso negli ultimi anni. Un ulteriore segnale del forte aumento di T a cui è soggetto il territorio alpino. (/end)
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Qui la consueta proiezione stagionale europea, sulla scorta di anni analoghi in base ad alcuni indicatori significativi. Questi sono: evoluzione delle anomalie dell'altezza del geopotenziale a 500 hPa (z500) nei mesi pregressi, correlazione a lag differenti fra z500 e indice NAO/
alcuni indicatori oceanici, quali stato dell'ENSO (Nina moderata), IOD (-), PDO (-), SSTA attuali sul Nordatlantico. E infine stato della QBO (-) e del ciclo solare undecennale (MAX +1).
Gli anni scelti vengono soppesati per n. di indicatori analoghi, perciò alcuni si ripetono /
Ecco quindi i compositi delle anomalie del z500, buon indicatore del carattere meteo della stagione.
Prima di tutto la consueta verifica con i mesi autunnali che precedono la proiezione. Direi che più o meno ci siamo.
Quanto stiamo vivendo, in termini di precipitazioni intense ed estreme, potrebbe essere solo un’anticipazione di quello che ci potrebbe attendere nei prossimi decenni. I fenomeni estremi non sono infatti più delle eccezioni. Ma prima di tutto, un breve 101 con esempio. 🧵 (1/14)
Fisica dell’atmosfera: l’📈 dei gas serra come la CO2 riscalda la troposfera e, in questo modo, il contenuto di vapore acqueo aumenta, di circa il 7% ogni grado C in ➕, mentre l’umidità relativa non cambia molto. 👇
Immaginiamo un secchio (contenente vapore) riempito dall'"evaporazione" (E), mentre il traboccamento è rappresentato dalle "precipitazioni" (P). Ora immaginiamo che il secchio sia elastico, dilatabile o restringibile a seconda del variare delle temperature dell’aria. (3/14)
Abbiamo appena finito l’ennesima estate torrida in area alpina: in 🇨🇭 è stata la settima estate ➕ calda da inizio serie, dopo quelle del 2003, 2022, 2015, 2019, 2023 e 2024. A sud delle Alpi addirittura la quinta, dopo quelle del 2003, 2022, 2019 e 2015. X (1/11) #heatwave2025
Giugno è stato estremo, il 2o ➕ caldo dopo quello del 2003 e davanti a quelli del 2019 e 2022, concentrando – nella 2a e nella 3a decade – la metà delle 6 heatwaves (HW) che hanno connotato la stagione. La 4a ad inizio luglio, le ultime 2 durante la 2a decade di agosto. (2/11)
Le HW, una delle conseguenze più evidenti e impattanti del GW, non sono più un’eccezione ma una realtà con la quale dobbiamo convivere in tutta Europa, e non solo. 👉🔗 . Sappiamo già che mettono a rischio le persone più fragili, ma quello che non / (3/11)tinyurl.com/tbjxw85t
Sono stato un po’ in giro in montagna, in questi ultimi giorni. Sempre sopra i 2000 m, spesso anche fino ai 3500. La situazione criosferica è pessima. La pochissima neve caduta durante l’ennesima stagione di magra, ha posto basi pessime per la salute dei ghiacciai. 🧵❄️🧊🔥(1/10)
P.e., qui siamo sul passo carrozzabile + alto della🇨🇭, Novena 2500m, il 17/6. L’anno scorso c’era molta neve e il passo era ancora chiuso a quella data. Quest’anno la poca neve se ne stava andando a vista d’occhio. Si vede anche lo stato pietoso del vicino ghiacciaio Gries.(2/10)
La feroce seconda e ancora attuale #heatwave2025 di questa torrida estate appena iniziata, che ci ha consegnato il secondo giugno ➕ caldo di sempre sta facendo il resto con gli interessi. Fonde già ghiaccio vivo, a giugno e con ancora almeno 3-4 mesi di fusione! 😱(3/10)
Come già previsto tempo fa, l’#estate2025 in area alpina sta partendo con il botto: a differenza della scorsa, quest’anno il primo mese estivo si sta rivelando molto caldo e stabile e lo sarà fino a fine mese. Ora la domanda è la seguente: / (mini-🧵) (1/7)
sarà un’estate che parte col turbo ma si inceppa subito, come successo alcune volte negli ultimi 25 anni, per es. durante le estati del 2002, 2005, 2014 o 2021, tutte connotate da mesi di giugno molto caldi ma poi da diffusa e persistente instabilità a luglio e agosto? (A) (2/7)
Oppure sarà una stagione dove il caldo e la stabilità persisteranno fino alla fine, come è stato p. e. il caso durante le estati del 2003, in parte 2012, del 2017, 2018 e 2022 (B)? In pochi casi, la stabilità si è protratta solo fino a luglio, come nel 2006 e nel 2019 (C). (3/7)
Domenica è stato il #WorldOceansDay @WorldOceansDay. 🌊
Per l’occasione, in questo lungo 🧵 parlerò di un importante lavoro di attribuzione che è uscito lo scorso 4 giugno e che riguarda gli oceani, in particolare uno. 👇(1/29) 🌊 🔥🌡️ nature.com/articles/s4158…
Si tratta di un lavoro che stabilisce le cause della potente e protratta heatwave marina che ha colpito il Nord Atlantico (NATL) fra metà 2023 e gran parte del 2024, con strascichi che ancora oggi persistono. Se ne è parlato tanto, ora il punto. (2/29)
Questa ondata di calore marina (MHW) senza precedenti registrata nel NATL è stata, a sua volta, all’origine di una sorta di caos meteorologico estremo e di heatwaves atmosferiche, soprattutto in Europa, in particolare durante l’estate 2023 ma anche nei mesi a seguire. (3/29)