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Feb 1 19 tweets 9 min read Read on X
Prospettive sempre molto grigie per i #ghiacciai 🇨🇭, anche dopo un anno come lo scorso che presentava condizioni di partenza promettenti, invano. Il consueto 🧵 di bilancio annuo, un po’ in ritardo, sulla stagione 2023/24. (1/18) Image
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Dopo le circostanze estreme del 22-23 – durante il quale se ne è andato il 10% del volume complessivo - non si intravede alcun sollievo. Nonostante i volumi di neve elevati in inverno, la combinazione T a livelli record di luglio e agosto /
(2/18)👇Aletsch tinyurl.com/u7p4yhy6Image
+ le polveri dal Sahara hanno causato una perdita del 2,5% del loro volume. Si tratta di 1/8 del tot. perso in soli 3 anni! Questo ha portato alla disintegrazione di grandi lingue glaciali (p.e.Rodano👇) e alla scomparsa di molti piccoli ghiacciai.
(3/18) tinyurl.com/3jbxu3fsImage
In sintesi ecco le cause: 1) T molto elevate in luglio e agosto, 2) ☀️ in luglio e agosto, senza ❄️ fresca, 3) grandi quantità di polvere sahariana depositata in inverno e soprattutto primavera che ha scurito la superficie della neve e accelerato la fusione. (4/18) Image
Per quanto riguarda i ghiacciai, l'anno 2024 è stato caratterizzato da forti contrasti. Hanno goduto di condizioni estremamente favorevoli fino a giugno, grazie al 30% di neve tardo-invernale in più rispetto alla media e a un inizio estate caratterizzato da precipitazioni. (5/18)
Tuttavia, le polveri, che hanno ricoperto la superficie della neve, hanno accelerato il processo di fusione e, inoltre, agosto ha visto la più grande perdita di ghiaccio del mese e la seconda complessiva (dopo il luglio 2022) dall'inizio delle misurazioni 110 anni fa! ↘️(6/18) Image
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Nel complesso, dunque, i ghiacciai hanno subito una fusione impressionante anche nel 2024, come dimostrano i dati registrati dalla rete Glacier Monitoring in Switzerland (GLAMOS).
(7/18) doi.glamos.ch/pubs/annualrep…Image
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Il ritiro delle lingue dei ghiacciai e la loro disintegrazione continuano senza sosta a causa dei cambiamenti climatici. Come detto, negli anni precedenti è scomparsa una percentuale mai registrata prima (6% nel 22, 4,5% nel 23).
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La perdita del 2,5% nel 2024 è anche > del valore medio dell'ultimo decennio. I grandi volumi di neve invernali sono riusciti a rallentare la perdita, ma non a fermarla. Ad esempio, a metà maggio si potevano ancora misurare 6 m di neve sul Claridenfirn (a ~ 2800 mslm) / (9/18)
ma a settembre questa era completamente scomparsa. D'altra parte, i ghiacciai a livelli inferiori a 3000 m si sono fusi completamente, con perdite fino a 2 metri del loro spessore medio di ghiaccio (ad esempio, i ghiacciai Giétro, Plaine Morte e Silvretta). (10/18) Image
Con la linea di equilibrio ormai già ⬆️ ai 3000 m, non c’è + da sorprendersi molto, persino in presenza di stagioni invernali così generose. La perdita registrata nei ghiacciai nella🇨🇭centrale e meridionale è stata legg. <, grazie all'abbondanza di neve nel tardo inverno. (11/18) Image
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L'inverno 2023/24 è stato caratterizzato da un contrasto tra montagne e valli su entrambi i versanti delle Alpi. ⬇️ i 1400 m di altitudine, l'innevamento è stato nettamente < alla media e, al contrario, nettamente > alla media ⬆️ i 2200 m, in particolare in primavera. (12/18) Image
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Questo è dovuto alle abbondanti precipitazioni e alle T relativamente alte. L'altezza media della neve tra novembre e maggio è stata tra le più alte da quando sono iniziate le misurazioni (p.e. al sesto posto nei quasi 90 anni di misurazioni sul Weissfluhjoch, 2700 mslm). (13/18)
Confrontando il 2024 con gli anni precedenti si nota come non sia stato eccezionale in termini di perdita di massa complessiva a causa della presenza di molta neve invernale, ma il tasso di fusione in estate è al quarto posto, dopo gli anni estremi 2022, 2003 e 2023. (14/18) Image
I volumi di neve accumulati sono scomparsi rapidamente, a causa delle T molto elevate registrate in luglio e agosto. Il mese di agosto sullo Jungfraujoch (a 3460 mslm) è stato addirittura + caldo delle torride estati del 2003 e del 2022. (15/18)
L’estate alpina, partita in ritardo come un diesel, è stata infatti connotata da un numero record di ondate di calore (eguagliando quelle ben più lunghe del 2003 e 2022) ed ha finito per posizionarsi al quinto posto delle più calde da inizio serie. (16/18) Image
Pure il deposito di polvere dal Sahara in primavera ha accelerato la fusione della neve, che ha assorbito + energia solare grazie a questo strato rosso-giallastro al di sopra: in luglio sono fusi rapidamente strati di neve spessi fino a 5 m!
(17/18)👇Gries tinyurl.com/4ay2pw93Image
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In più, tra metà giugno e metà settembre è caduta pochissima neve fresca, anche a 3000 m di quota. Un fenomeno eccezionale che però si sta verificando sempre più spesso negli ultimi anni. Un ulteriore segnale del forte aumento di T a cui è soggetto il territorio alpino. (/end) Image
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Jan 23
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A partire da fine dicembre 1984, le T 📉 in modo marcato. Ad inizio gennaio, una massiccia invasione di aria gelida di origine artica raggiunse l’Europa centrale e mediterranea dove diede origine a un forte calo delle T e intense nevicate sull'Italia centro-meridionale. (2/10) Image
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Jan 6
La #CO2 atmosferica sta aumentando così rapidamente che il punto più basso del 2024 è *più alto* del picco di CO2 registrato nel 2022. H/T @ryankatzrosene (1/3) Image
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Dec 27, 2024
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