Vance oggi a Monaco: la più grande minaccia all’Europa non è la Russia, ma la regolamentazione (dei social media) che soffoca il free speech.
Vance a settembre 2024: se l’Europa proverà a regolamentare i social media, prenderemo in considerazione lo scioglimento della Nato.
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Dovremmo prestare più attenzione a quello che dice il vicepresidente Jack Vance, che a volte racconta il pensiero dei wannabe autocrati americani in modo più trasparente di quanto vorrebbe.
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Dobbiamo chiederci perché, per l’amministrazione Musk-Trump, la regolamentazione della disinformazione sui social è talmente importante da essere paragonata esplicitamente a un’alleanza che per mezzo secolo ha costituito un pilastro degli equilibri mondiali.
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Fino a sfidare il ridicolo affermando che stabilire delle regole contro l’hate speech è più pericoloso della minaccia russa.
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La ragione è che i social media non sono più quel giocattolo su cui il giovane Zuckerberg si divertiva a dare i voti all’aspetto fisico delle studentesse di Harvard.
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X e i social Meta sono armi di information warfare di portata globale, possedute da oligarchi che sostengono un'agenda politica eversiva in armonia con la dittatura russa, e le utilizzano per minare le democrazie occidentali e favorire la disgregazione politica dell’Europa.
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Più Vance e gli altri ripetono le loro cialtronerie, più dovrebbe essere chiaro a tutti che le istituzioni europee devono porre un freno alla disinformazione e alla propaganda anti-democratica e razzista sui social media.
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Dapprima attraverso la vituperata regolamentazione e poi, se non dovesse funzionare, con la chiusura delle piattaforme.
PS: per chi è interessato, un pensiero più articolato sulla regolamentazione ed eventuale chiusura si trova qui 👇
PPS: X è parte del problema. I quattro gatti che fossero interessati possono trovarmi anche sull'altra piattaforma, per il momento assai più salubre 🦋👇
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🧵Oggi è il giorno in cui metabolizziamo il “piano di pace” di Trump, che consiste sostanzialmente nel chiamare Putin, chiedergli cosa vuole, e dargli quello che vuole.
Per chi non lo avesse capito, Trump non sta trattando la pace, ma la resa dell’Ucraina.
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Mentre a Mosca stappano bottiglie di vodka, faremmo bene a riflettere su cosa implica per noi il tradimento dell’occidente da parte del presidente degli Stati Uniti (e dei suoi sostenitori).
Anzitutto, l’Europa adesso dovrà fronteggiare da sola l’espansionismo russo.
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Se si afferma il principio che è lecito conquistare con la forza i territori desiderati, nessun paese sarà più al sicuro.
L’Europa dovrebbe regolamentare in modo stringente ed eventualmente chiudere X e i social di Meta.
Perché l'opzione chiusura dovrebbe essere normalizzata nel dibattito pubblico: 👇
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La loro natura di "piattaforme", su cui chiunque può guadagnare attenzione, ci porta a considerare i social delle infrastrutture neutrali, per certi versi simili a istituzioni.
Non lo sono.👇
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X è posseduta dal presidente ombra degli Stati Uniti, che ha un’agenda politica di ultradestra e usa spregiudicatamente la propria piattaforma come macchina di propaganda al servizio di tale agenda, negli Stati Uniti e nel resto del mondo.
🧵 In sole due settimane, Musk sta smantellando il sistema pubblico della ricerca negli Stati Uniti, con danni incalcolabili e duraturi per gli interessi americani e il benessere del resto del mondo.
Perché dovremmo preoccuparcene tutti, anche in Europa. 👇🦠
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USAID, NSF, CDC e gli altri presi di mira finora sono solo l'inizio. Un patrimonio di dati prodotti dalle agenzie governative già non è più accessibile e i ricercatori dovranno farne a meno.
Su @ScienceMagazine trovate una sintesi in progress. 👇
Anche le università non sono al sicuro e plausibilmente affronteranno presto nuove minacce e limitazioni. Ricordate gli slogan di J.D. Vance, "Universities are the enemy", "Professors are the enemy", "We must aggressively attack the universities".
🧵 Un aspetto tragicomico dei dazi di Trump è che gli elettori repubblicani credono che a pagarli saranno i paesi colpiti, cioè i contribuenti canadesi, messicani, cinesi e, prossimamente, quelli europei.
Mi dispiace, non funziona così.
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A beneficio dei sostenitori nostrani del protezionismo che scimmiottano la propaganda di Maganomics è utile spiegare gli effetti dei dazi che entreranno in vigore domani negli USA: 25% sulle importazioni da Canada e Messico (per ora sospese) e 10% su quelle dalla Cina.
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Nelle intenzioni dichiarate da Trump, i dazi servono sia a negoziare accordi più vantaggiosi con i partner commerciali, sia a promuovere l’immagine di un’amministrazione forte che antepone gli interessi dei cittadini statunitensi agli equilibri internazionali.
Non vuoi crescere generazioni di analfabeti scientifici, che si oppongono alle teorie evoluzionistiche o contestano i benefici della scienza (come i vaccini)?
Allora insegna più scienza nelle scuole.
Piccolo thread 🧵
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Tempo fa, durante un open day in una scuola secondaria cui avrei potuto iscrivere mia figlia, sono stato accolto da un insegnante di religione che mi ha spiegato con orgoglio che, nella sua materia, la creazione divina viene insegnata in modo "partecipato ed efficace".
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Mi è tornata in mente la presentazione di un working paper - appena pubblicato su QJE - di Benjamin Arold, che studia l’effetto dell’istruzione scientifica sulle attitudini antiscientifiche e le successive scelte di vita degli studenti. 3/ academic.oup.com/qje/article/13…
In un lavoro pubblicato sul @JPubEcon, @geraci_a, @mattia_nardotto, @tommasoreggiani e io mostriamo che la penetrazione della banda larga ha causato un significativo declino del capitale sociale in UK.
Con il termine capitale sociale, gli economisti indicano quegli elementi della vita sociale, come le reti di relazioni, la partecipazione civica e la fiducia, che aiutano le persone a coordinarsi meglio per raggiungere obiettivi condivisi.
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Per esempio, secondo Robert Putnam, le associazioni volontarie possono funzionare come “scuole di democrazia” che coltivano il rispetto delle norme sociali e l’attenzione per il bene comune.