Fabio Sabatini Profile picture
Associate Professor of Economics and Chair of the European PhD in Socio-Economic and Statistical Studies at @SapienzaRoma | Fellow at @IZA_bonn and @SU_HSE
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23 Oct
Il sistema scolastico pubblico di Washington D.C. ha pubblicato i dati sul rendimento scolastico durante la pandemia.

In un anno, l'alfabetismo dei bambini al primo anno di scuola primaria è sceso di 22 punti percentuali rispetto agli obiettivi prefissati.

Thread 👇

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Il dato si basa sui test somministrati online dagli insegnanti a ottobre (purtroppo non è possibile discernere l'effetto della didattica a distanza da quello della modalità di esame).

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washingtonpost.com/local/educatio…
Per gli studenti delle classi superiori (fino alla secondaria), il calo è di 9 punti (thanks @PerryStein).

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22 Oct
Cosa sarà mai perdere qualche giorno, settimana o mese di scuola, di fronte all'enormità della pandemia? Nel dubbio, non è meglio chiudere?

Ogni chiusura ha un costo altissimo che gli studenti pagheranno nel corso intero della loro vita.

Thread 👇

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In generale, prima di chiudere le scuole bisognerebbe valutare ogni possibile intervento alternativo. Adesso che la situazione sembra già fuori controllo, è grave che non sia stato fatto tutto il possibile per salvare la scuola.

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In questi quattro mesi di "liberi tutti" si è scelto di salvare attività scarsamente controllabili e a basso valore aggiunto, che danno un contributo risibile allo sviluppo del paese, mettendoci nella condizione di discutere, nuovamente, di scuole chiuse.

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20 Oct
Qualche giorno fa ho postato un thread per descrivere il lavoro di un team di ricercatori tedeschi che mostrano come, in Germania, la riapertura delle scuole abbia diminuito leggermente i contagi. Qualcuno ha giustamente obiettato: l'Italia non è la Germania.

[Thread 👇]
In effetti, la Germania ha mostrato di essere molto più efficiente in ogni aspetto della lotta al virus, dalla messa in sicurezza delle scuole alla riorganizzazione dei trasporti, dal tracciamento dei contatti dei casi rivelati al trattamento dei malati in isolamento.

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Salvatore Lattanzio (@salva_lat PhD candidate in Economics a Cambridge) è andato oltre e ha svolto sull'Italia un'analisi simile a quella tedesca, giungendo a conclusioni diverse: da noi le regioni che hanno riaperto prima le scuole sono più avanti nella curva dei contagi.

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19 Oct
Hey #EconTwitter, free access to webinars worldwide is one of the few bright sides of the pandemic. I am glad to share a weekly newsletter I started for my Ph.D. students about the seminars being held on Zoom every week.

Thread 👇

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If you would like to be in the loop, drop me an email at fabio.sabatini@uniroma1.it. I plan to send one email per week, usually on Monday.

I will also share the announcements in a weekly (very long) thread on Tw and Fb.

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Monday, October 19

3.30 UTC (17.30 Rome): Augustine Denteh (Tulane), "The Effect of SNAP on Obesity in the Presence of Endogenous Misreporting".

Host: Virtual Seminar on the Economics of Risky Health Behaviors.

Zoom link: cornell.zoom.us/j/98504144973?… (ID: 985 0414 4973 Pw: VERB)
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16 Oct
Chiudere le scuole è utile a contrastare la diffusione della #COVID19, adesso che abbiamo imparato le misure essenziali per contenere il contagio?

Ancora non possiamo saperlo con certezza, ma le prime evidenze empiriche suggeriscono di NO.

[thread 👇]

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In un lavoro appena pubblicato nella collana dei discussion papers @iza_bonn, non ancora sottoposto a peer review, @IngoIsphording, Marc Lipfert e @NPestel83 hanno stimato l'effetto della riapertura delle scuole in Germania.

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newsroom.iza.org/en/archive/res…
Gli autori hanno approfittato del fatto che i lander iniziano l'anno scolastico in date diverse per stimare l'impatto della riapertura sulla diffusione della #COVID19, a parità di spostamenti misurati tramite la geolocalizzazione degli smartphone e i Google Mobility Data.

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5 May
Dunque abbiamo ripreso a uscire.

È andato tutto bene?

No. Sono morte decine di migliaia di persone e ci siamo ancora dentro.

Andrà meglio?

Non lo sappiamo. Dipende.

Lo scenario peggiore è sempre preoccupante (si vedano le aree in rosso), ma possiamo evitarlo.

Thread 👇

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Il team di ricercatori sulle malattie infettive dell'Imperial College di Londra, @MRC_Outbreak, ha diffuso ieri le sue stime sull'evoluzione dell'epidemia in Italia dopo il rilassamento del #lockdown: bit.ly/3c8gcsM.

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Anzitutto, il lavoro stima la relazione tra la variazione della mobilità (indicatore dell'attuazione delle restrizioni, misurato mediante i Google Mobility Data: tiny.cc/vpmfoz) e quella del tasso di riproduzione dell'infezione (l'ormai famoso R).

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4 May
Dopo aver sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare.

Dopo essere diventata nel mondo un modello di come NON si deve affrontare la pandemia.

Dopo la morte di almeno 14mila persone, senza contare chi è morto in casa senza aver mai visto un medico.

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Dopo l'ostinato rifiuto a decretare le zone rosse nelle provincia di Bergamo.

Dopo i cortei funebri dei camion dell'esercito colmi di bare.

Dopo aver mandato allo sbaraglio il personale sanitario senza adeguate protezioni.

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Dopo aver ignorato ogni suggerimento di implementare una strategia di test, tracciamento e trattamento in isolamento.

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3 May
"I parchi aperti sono una concessione che ci viene fatta dal presidente del consiglio. Ma dobbiamo meritarcela davvero" (la sindaca di Roma).

"Noi abbiamo fatto al meglio la nostra parte, da lunedì tocca davvero a voi" (il commissario straordinario per l'emergenza).

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Due perle di comunicazione nel giorno in cui il governo ci stordisce con la storia dei "congiunti". Molti l'hanno vista come un segno di autoritarismo: lo Stato etico che stabilisce *chi* è davvero importante per noi, anziché spiegarci *come* dobbiamo incontrare chi ci pare.

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Ma è (anche) l'ennesimo segno di una comunicazione istituzionale sistematicamente orientata a scaricare la responsabilità della crisi lontano dal governo.

Non sappiamo che pesci pigliare, perciò vedetevela voi.

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28 Apr
C'è bisogno di un piano. Per la scuola, la sanità decentrata, il contact tracing, i test a campione? No, per le messe. Mentre il Papa esorta i fedeli alla prudenza e alla pazienza, i ministri di un governo inadeguato dalla testa ai piedi invocano decisioni pericolose.

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Siamo in grado di garantire il distanziamento sociale in chiesa? Appena fuori dalla chiesa, le persone avranno l'accortezza di rispettare ancora le distanze?

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Naturalmente la stessa preoccupazione vale anche per la scuola, ma: 1) Le chiese sono frequentate dai più vulnerabili. 2) Le scuole riguardano un'attività *indispensabile* non solo per il benessere di una generazione ma anche per il presente e il futuro dell'intero paese.

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27 Apr
Non sappiamo come fare.

Nessun progetto per la scuola, la sanità e l'assistenza. Niente contact tracing digitale, né altri metodi per interrompere rapidamente le catene di contagio.

Nessun programma di testing coordinato tra le regioni, a campione o a tappeto o chissà.

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Niente covid-hospitals dove isolare i pazienti, e zero programmi di assistenza sanitaria e sociale sul territorio.

Nessun sostegno ai genitori che devono tornare al lavoro e ai bambini che non si saprà più dove parcheggiare.

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Non siamo in condizioni migliori di quelle che ci hanno fatto chiudere, ma non possiamo stare ancora chiusi.

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26 Apr
L'International Journal of Recent Scientific Research su cui pubblica Giulio Tarro è una rivista predatoria che millanta un alto impact factor.

Ma è una truffa: la rivista NON ha impact factor.

Il suo editor è uno sconosciuto docente di uno sconosciuto ateneo dei Caraibi.

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Leggete l'ultimo articolo "scientifico" di Tarro sul Covid-19: due paginette di pensierini privi di qualsiasi valore analitico, la cui parte più impegnativa è una menzione per le statistiche diffuse dall'ISS.

Neanche un blog.

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recentscientific.com/sites/default/… ImageImage
Il board della "rivista" si riserva di stabilire volta per volta, privatamente, l'Article Publication Charge (APC). È un modo per nascondere la natura predatoria della "rivista". Mettere in bella evidenza il prezzo per la pubblicazione darebbe nell'occhio.

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25 Apr
Vedo che molti sui social usano il bollettino ISS di ieri per sostenere che abbiamo fermato l'economia per nulla, perché non è sul lavoro che avviene il contagio.

Tuttavia le statistiche ISS suggeriscono* l'esatto contrario.

Thread 👇

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(*suggeriscono, non "dimostrano". Tra le due parole c'è un abisso).

L'equivoco nasce da una tabella che mostra la distribuzione dei contagi per luogo di contagio su di un campione piccolo e non rappresentativo di infetti: bit.ly/3eR1tUO.

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Solo il 4,4% di loro sembra aver contratto l'infezione sul luogo di lavoro. Da cui l'interpretazione che non sia sul luogo di lavoro che avviene il contagio.

Avremmo potuto evitare di chiudere tutto quindi.

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23 Apr
Dunque il piano è: riapriamo tutto senza avere un piano, non perché le condizioni epidemiologiche per la riapertura siano finalmente soddisfatte ma perché non possiamo permetterci di restare chiusi (che pure è vero).

[Thread: dal piano "aspetta e spera" al piano "senza" 👇]

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Finché il contagio riprenderà inevitabilmente a crescere, le terapie intensive a intasarsi e la gente a morire.

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Perché in due mesi di emergenza il governo e molte regioni non sono stati capaci di fare altro che aspettare e sperare, mentre la conta dei morti superava i venticinquemila.

Abbiamo sprecato il tempo, e ora siamo pronti a metà. Anche meno.

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20 Apr
Sul @Corriere è da ieri in home page un pezzo intriso di fallacie logiche che giunge a conclusioni inaffidabili e fuorvianti.

Si sostiene che il lockdown è inutile, perché l'evoluzione di un'epidemia dipende solo dall'andamento dei contagi nei primi 17 giorni.

Thread 👇

1/
Per "dimostrarlo", lo studio malamente raccontato nel pezzo stima il numero atteso di contagi SENZA lockdown.

Poiché i casi previsti approssimano bene quelli effettivamente osservati CON il lockdown, allora l'articolo sul Corriere conclude che il lockdown non serve.

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Scrive la giornalista:

"I numeri sembrano quasi magici: è il 10 marzo, in Italia si registrano 631 morti e il modello prevede, ad esempio, per il 18 aprile 23.873 morti, indipendentemente dalle misure restrittive".

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19 Apr
Il comunicato con cui i giornalisti del @sole24ore prendono le distanze dall'articolo delirante che mette in discussione utilità ed efficacia del lockdown usando "ragionamenti" fallaci e "dati" inesistenti è opportuno e benvenuto.

MA:

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Mi chiedo se in redazione si siano accorti che i due autori dell'articolo, noti propagandisti sovranisti, scrivono già da tempo editoriali non meno deliranti sul Sole, anche sul giornale cartaceo, anche in prima pagina.

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Dare spazio ad autori che scrivono corbellerie per strizzare l'occhio a nicchie di lettori (in questo caso i sovranisti no-euro) è legittimo, ma ha un costo reputazionale.

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18 Apr
Smettete di far girare l'articolo del @sole24ore che contesta l'efficacia delle misure restrittive. È una cialtronata utile solo a spiegare agli studenti come NON si fa policy evaluation.

Gli autori confondono il fattuale con il controfattuale.

Thread 👇

1/
Nel pezzo si commenta il modesto numero di decessi in presenza di #lockdown per sostenere che il lockdown è una misura eccessiva e suggerire di interromperlo.

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Il problema è che non sappiamo cosa sarebbe accaduto senza le restrizioni. In altri termini, non abbiamo il controfattuale.

Gli autori invece credono che il controfattuale sia proprio ciò che abbiamo sotto gli occhi.

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18 Apr
Sul Sole 24 Ore c'è un editoriale da usare a lezione come esempio di errori marchiani di policy evaluation. Gli autori danno prova di non conoscere i principi più elementari della disciplina e confondono il fattuale con il controfattuale.

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Nel pezzo si commenta il numero di morti in presenza di lockdown per sostenere che il lockdown è una misura eccessiva e suggerire di allentarlo. Il problema è che non sappiamo cosa sarebbe accaduto senza il lockdown. In altri termini, non abbiamo il controfattuale.

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Nell'articolo ci sono altri errori grossolani su cui non vale la pena soffermarsi. Gli autori sono un professore di Filosofia del diritto e un trader che nella 4a di un suo pamphlet si presenta come "dottorato in Economia all'Università di Roma" (qui, tuttavia, non risulta).

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17 Apr
Il governo dovrebbe imitare la Commissione Europea e comunicare con estrema chiarezza e senza reticenze ogni aspetto della strategia che adotteremo nei prossimi mesi. In continuazione e con ogni mezzo disponibile.

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La Commissione Europea ha proposto una tabella di marcia europea per la riapertura e la convivenza con il virus.

Linee guida molto semplici cui il nostro governo è certamente arrivato già da solo, anche grazie alla consulenza degli esperti.

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Tuttavia per i cittadini è importante poter leggere "un piano" scritto dalle istituzioni. Sapere cosa dobbiamo aspettarci e che una guida esiste.

Così non ci sentiremo persi e troveremo la forza di resistere e collaborare per il bene comune.

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16 Apr
Lo sforzo di chi si reca ogni giorno al lavoro nonostante la paura è eroico. È eroica anche la resistenza di chi da più di un mese è barricato in casa. I genitori che lavorano a casa con i bambini costantemente insediati sulla scrivania sono degli eroi.

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Per non parlare di chi in casa ci è rimasto per guarire da solo, e in tanti casi per morire.

Ma tale eroismo non durerà in eterno se le istituzioni non si premureranno di farci sapere, con chiarezza e certosina abbondanza di dettagli, qual è il piano.

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Per resistere abbiamo bisogno di conoscere il piano.

La cooperazione dei cittadini è legata alla fiducia nelle istituzioni, che è anche una questione di reciprocità: dipende dall'equità, dall'efficienza e dalla trasparenza delle istituzioni.

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16 Apr
Il "contact tracing" è essenziale per contrastare l'epidemia e si può realizzare nel pieno rispetto della privacy. Ma da solo non basta, proprio come il lockdown.

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Spoiler: per continuare a stare chiusi in casa senza impazzire abbiamo bisogno di un piano.

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È necessario un insieme di misure complementari integrate in un'unica strategia, coordinata tra le regioni, che ci deve essere comunicata con chiarezza e trasparenza.

Altrimenti sarà difficile resistere al lockdown e cooperare con il contact tracing.

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Per quanto ne sappiamo, Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Irlanda stanno sviluppando delle applicazioni mobili per il contact tracing, che si avvarranno del protocollo di Apple e Google che consentirà ai rispettivi device di comunicare tra loro via bluetooth.

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13 Apr
Facciamo il punto della situazione e proviamo a delineare una strategia contro il #Covid19.

Da un mese e mezzo contrastiamo l'epidemia restando chiusi in casa, in ossequio a un piano imperniato sul principio "aspetta e spera".

Le opzioni che abbiamo di fronte sono:

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A) Rilassare il lockdown. Il virus è pericoloso come prima ed è perfino più diffuso di prima. Un minuto dopo l'allentamento delle restrizioni, l'epidemia riprenderebbe una traiettoria esponenziale.

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Se siete giustamente preoccupati per l'economia, immaginate cosa accadrebbe all'economia con altri milioni di contagiati, altre decine di migliaia di morti e il collasso definitivo del sistema sanitario.

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