24 agosto 2014. I miliziani filorussi legano a un palo a Donetsk Iryna Dovhan. Per ore, passanti locali filorussi e mercenari russi arrivati a Donetsk la:
- offendono
- picchiano
- prendono a calci
- sputano
- insultano chiamandola “nazista”
- le tirano rifiuti
Le foto scattate da due celebri fotoreporter fecero esplodere il caso a livello internazionale e salvarono Iryna: l’indignazione globale costrinse i miliziani a fermare la tortura.
Fu rilasciata pochi giorni dopo, gravemente provata.
Le hanno appeso un cartello con scritto: “Вона вбиває наших дітей” — “Lei uccide i nostri bambini”. Tutto perché sul suo telefono c’erano semplicemente messaggi e foto legati a militari ucraini, senza alcun coinvolgimento in attività di spionaggio.
La tortura subita da Iryna Dovhan nel 2014 non è un episodio isolato: è un modello.
Lo stesso schema si è visto a Bucha, Izium, Kherson: sequestri, umiliazioni, minacce e violenze psicologiche.
Iryna è il primo volto della crudeltà russa in Ucraina.
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1/ La Russia ha invaso l’Ucraina “per denazificare” — ma ora ospita a San Pietroburgo una CONFERENZA INTERNAZIONALE DEI NEONAZISTI provenienti da mezza Europa. Il raduno è stato preceduto da un corteo religioso di migliaia di persone guidate dal Patriarca Kirill.
2/ Il 12 settembre, il Palazzo Mariinskij di San Pietroburgo, sede del parlamento cittadino, ha ospitato "ISL Paladins" organizzato da Konstantin Malofeev — miliardario russo vicino ai servizi, già accusato di frode, coinvolto da anni in iniziative filorusse.
3/ Fra gli invitati: movimenti neofascisti/neonazisti da molti Paesi. Italia inclusa: Forza Nuova, Lealtà Azione e Rete dei Patrioti erano presenti alla conferenza. Il “meglio del meglio” del panorama neofascista italiano.
Come spiegare la guerra all'amico disinteressato?
- i russi hanno invaso l'Ucraina perchè rivogliono il controllo dei territori ex-URSS per un vantaggio geopolitico e commerciale
- gli ucraini schifano i russi e quindi combattono: si sentono occidentali e vogliono entrare in UE
La Russia per ottenere questo obiettivo è convinta di poter distruggere l'identità nazionale ucraina (illusi) uccidendo e distruggendo: la lingua ucraina, la cultura, i simboli nazionali, la gente. Le persone patriottiche che amano l'Ucraina vengono etichettate come "nazisti".
Non riuscendo a ottenere una Bielorussia 2.0, nel 2014 hanno deciso di fare l'unica cosa che dei criminali farebbero: prendersi i territori con la forza. Hanno occupato la Crimea e il Donbas con l'esercito, di fatto bloccando ogni possibilità di ingresso di EU e NATO.
1/ International Reporters: un progetto che maschera la propaganda russa come giornalismo. È nato con il sostegno del Cremlino e ha ricevuto finanziamenti da enti statali russi. Ma come nasce International Reporters?
2/ Il progetto è stato avviato da Christelle Néant, una giornalista francese che dal 2016 risiede nella zona occupata del Donbas, in Ucraina. Nel 2023, ha presentato personalmente il suo progetto a Putin, ottenendo il suo pieno sostegno. Ecco una breve clip tradotta con l'AI👇🏻
3/ Durante quella stessa riunione del consiglio di sorveglianza dell'ANO "Russia, Paese delle opportunità" (19 luglio 2023), Putin ha dichiarato che avrebbe aiutato Néant a espandere il suo progetto, citando media come Russia Today e Sputnik come esempi da seguire.
1/ La piattaforma online International Reporters è uno strumento di propaganda russo che contribuisce all'inquinamento dello spazio informativo — RSF Reporters Without Borders
2/ Il sito "International Reporters" si presenta come una testata giornalistica, ma è un'operazione di propaganda finanziata direttamente da Vladimir Putin per diffondere disinformazione. Il suo obiettivo? Giustificare l'invasione dell'Ucraina e promuovere la politica russa.
3/ Il sito pubblica articoli in francese, russo e inglese con titoli come:
📣 "Le élite britanniche spingono l'Ucraina nell'abisso"
📣 "Le sanzioni dell'UE stanno uccidendo gli agricoltori europei"
Obiettivo? Diffondere le narrazioni russe contro l'Occidente.
1/4 Ricapitoliamo i fatti di Genova. Gli scorsi giorni sono apparsi i soliti manifesti "la russia non è mia nemica", anche se curiosamente l'Italia è nella lista russa dei paesi ostili. L'autore della campagna affissioni è Vincenzo Lorusso che da Lugansk ha pagato con un bonifico
2/4 mentre a Genova, Leonardo Sinigaglia ha gestito le affissioni con l'azienda che si occupa di affitto dello spazio e stampa dei manifesti. Successivamente ha fornito ai media di regime russi le fotografie e i video dei manifesti. A chi?
3/4 Ad Asya Emeliyanova, inviata speciale per il canale Russia-1 in Italia. La dipendente del Cremlino va quindi a Genova per documentare questa campagna "voluta dagli italiani". E con il suo telefonino occidentale patriottico Apple video chiama Lorusso in Donbas.