È arrivata la prova (ovvero ciò che ripeto da anni) sull'assenza di contaminazione di DNA nei vaccini a mRNA contro COVID-19. Ecco una spiegazione semplice perché tutti possano capire! Su questo tema sentiamo sempre due campane, con affermazioni opposte. 1/7
Gli enti regolatori di tutto il mondo (EMA, FDA, TGA ecc) affermano che i limiti di DNA sono rispettati, i critici invece ribattono che il limite viene superato di centinaia o migliaia di volte. Chi ha ragione? Questa discrepanza pone le basi nella tecnica di analisi usata. 2/7
Considerate che il vaccino a mRNA contiene una quantità elevata di RNA e dovrebbe contenere pochissimo DNA. I critici usano test come la fluorometria Qubit, un colorante che si illumina quando tocca il DNA. Ecco che nasce il problema. 3/7
Il colorante, con una quantità enorme di RNA come nei vaccini, può legarsi anche a quello e quindi i "livelli elevati di DNA" nei risultati sono sostanzialmente gonfiati da tutto l'RNA presente. La prova è nello studio. Con l'RNA puro, l'analisi rileva segnale di DNA. 4/7
Dopo aver aggiunto un enzima che digerisce (RNase), il segnale di DNA sparisce. Ecco che gli enti regolatori usano come standard qPCR che va a cercare precisamente il DNA, non considerando il "rumore" dato dalla quantità elevata di mRNA. 5/7
Nella figura 4 vediamo che più RNA è presente, più l'errore di Qubit aumenta mostrando la presenza di DNA. Nella figura 3 (con qPCR), l'analisi mostra quantità ridotte di DNA che non raggiungono la linea rossa del limite normativo (10 ng). 6/7
Mentre nella Figura 5 è stato usato Qubit dopo che l'RNA è stato rimosso: in questo caso la tecnica mostra livelli bassi (sotto il limite normativo), confermando i dati della PCR. Ecco come, usando una tecnica sbagliata, si crea un artefatto frutto dell'interferenza tecnica. 7/7
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La dipendenza è ancora oggi un fenomeno poco compreso dalle persone e il modello dell'altalena proposto dalla psichiatra Anna Lembke ci può venire in aiuto essendo una metafora che ha delle solide basi scientifiche. Cerchiamo di capirlo per vedere come agiscono le droghe. 1/9
Il modello si basa sull'idea che il cervello è alla costante ricerca di equilibrio (condizione di omeostasi) tra piacere e dolore. Questa è la condizione "neutra". Quando proviamo un piacere molto intenso (cibi altamente palatabili, pornografia ecc) l'equilibrio cambia. 2/9
Questo piacere massivo e temporaneo sposta l'equilibrio verso il piacere e a questo punto il cervello risponde con un contraccolpo neurale (contro meccanismo) che sposta l'equilibrio verso il dolore. Come dei pesi che il cervello usa per portare l'equilibrio a neutralità. 3/9
La gente odia l'industria del farmaco perché vista come "cattiva e bugiarda" chiedendo studi di efficacia ma si fida dell'industria degli integratori quando il suo lavoro non sembra mosso dal bisogno di fare beneficenza e amore verso il prossimo. Ci si fida e basta. 1/12
Recentemente ho scritto che è incoerente chiedere a Big Pharma studi rigorosi per dimostrare l'efficacia dei suoi prodotti per poi fidarsi ciecamente delle frasi a effetto scritte dal produttore di integratori che non deve dimostrare nulla. Questa è scienza a doppio standard. 2/
Una delle critiche più comuni alla mia affermazione è questa: "Negli integratori sono utilizzate sostanze che si sono dimostrate efficaci in molti studi in passato, quindi ci si può basare su questi dati per l'efficacia degli integratori". Questa è una contraddizione comune. 3/
Il cervello può attivare una risposta immunitaria prima del contatto fisico con un malato? Una risposta arriva da un recente studio pubblicato su Nature Neuroscience con risultati sorprendenti: la sola vista di un malato attiva il sistema immunitario. Ecco i dettagli. 1/7
Gli scienziati hanno utilizzato la realtà virtuale per esporre un gruppo di volontari a soggetti avatar infetti, ovvero figure umane digitali che tossivano e accusavano segni di malattia. Questi avatar si sono avvicinati pian piano ai volontari, senza mai "toccarli". 2/7
All'avvicinarsi dell'avatar malato le aree fronto-parietali (coinvolte nella percezione dello spazio attorno alla persona), mostravano un'intensa attivazione. Dopo una selezione degli stimoli più rilevanti il tutto si è tradotto in un forte segnale del sistema immune. 3/7
Da anni bassi livelli di vitamina D sono stati associati alla maggior parte delle malattie croniche. Questo proviene da studi osservazionali ma gli studi epidemiologici hanno numerosi fattori confondenti che possono mostrare effetti "non reali". 1/10
Le persone che hanno alti livelli di vitamina D, generalmente, fanno più attività fisica all'aperto, hanno una dieta generalmente più sana ecc. Questo si somma dando alla persona dei benefici, non è la vitamina D in sé la panacea. Da queste prime osservazioni è partita...2/10
...la gara all'uso e abuso di integratori proprio per migliorare la propria salute, forti delle osservazioni degli studi epidemiologici. Ma quando sono arrivati i primi solidi studi RTC controllati, per gli integratori e chi ne promuove l'uso è stata una doccia fredda. 3/10
Il nuovo studio dell'Istituto Ramazzini sul glifosato e cancro deve essere letto per quello che è, senza fare terrorismo psicologico. Bisogna guardare i dati con criterio. Ecco quello che sappiamo al momento. Non esiste un nesso causale tra glifosato e cancro nell'uomo. 1/11
Chi dice "La IARC afferma che il glifosato provoca il cancro quindi questa è la prova" ha poche idee e tanta confusione. La IARC non valuta il rischio ma osserva il pericolo e lo evidenzia. Le sue classificazioni sono basate sulla forza e robustezza delle prove. 2/
Etanolo: cancerogeno certo. Significa che le prove sono così forti che non si discute. Siamo certi che sia cancerogeno e conosciamo esattamente i meccanismi molecolari implicati. Caffè: possibilmente cancerogeno. Le prove sono molto più deboli e mancano più dati. 3/
Fino al 1700 la vita media dell'uomo sulla Terra era di ~35 anni. Ne più ne meno la stessa vita di quando Lucy si muoveva dalle savane africane. Quindi fino al 1700 la vita media della nostra specie è stata brevissima. 1/🧵
Cosa è successo nel 1700? Edward Jenner iniziò a vaccinare contro il vaiolo che era una pestilenza (con un periodo di drammatica espansione durante il XVIII secolo in Europa) che estingueva intere dinastie regnanti e dimezzava la popolazione. 2/
È bene ricordare che fu Lady Mari Montagu ad elaborare inizialmente alcune osservazioni chiave in Turchia (lo ha spiegato bene @bgallavotti nel suo libro e nella sua trasmissione "Quinta dimensione") e, quasi 100 anni dopo, Jenner ne dimostrò scientificamente l'efficacia. 3/