🧵 Il taglio delle accise sui carburanti deciso dal governo è stato criticato da molti come un intervento emergenziale e poco selettivo, ma esso ha un riferimento analitico concreto e non trascurabile. ⬇️
Si tratta del lavoro di Krebs, T. & Weber, I. (2024). Can Price Controls Be Optimal? The Economics of the Energy Shock in Germany. IZA Discussion Paper, 17043. ⬇️iza.org/publications/d…
Nel dibattito europeo sulla gestione della crisi energetica del 2022, lo studio di Krebs e Weber propone una rilettura del ruolo dei controlli sui prezzi. ⬇️
Il punto di partenza è la quantificazione dello shock subito dalla Germania durante la crisi energetica del 2021-22. PIL -4% in un anno, alta inflazione e salari reali che registrano una contrazione senza precedenti nel dopoguerra recente. ⬇️
A distanza di due anni (il paper è del 2024) gli effetti persistevano, con un livello del PIL e delle retribuzioni ancora significativamente al di sotto del trend pre-crisi. ⬇️
All’interno di questo quadro, gli autori analizzano la risposta adottata dal governo tedesco, ovvero il freno ai prezzi di gas ed elettricità, un prezzo massimo per i consumatori con lo Stato che compensava i maggiori costi per i fornitori. ⬇️
Quando è stato introdotto, con ritardo, l’intervento ha svolto una funzione di stabilizzazione per i consumatori domestici. Il contributo più rilevante del paper riguarda il fondamento teorico dei controlli sui prezzi in presenza di shock energetici. ⬇️
In contesti caratterizzati da grande incertezza e da forte dipendenza dell’economia da un input come l’energia, la cui domanda peraltro è fortemente anelastica nel breve periodo, le aspettative degli operatori possono alimentare dinamiche di prezzo che si auto-rinforzano. ⬇️
Gli autori sostengono cioè che in presenza di shock energetici i prezzi possono diventare instabili per via delle aspettative, creando dinamiche auto-rinforzanti (self-fulfilling). ⬇️
Per cui le aspettative di prezzi alti generano comportamenti difensivi che spingo i prezzi ancora più in alto. Il risultato è un equilibrio che riflette non solo i fondamentali domanda/offerta ma anche il coordinamento imperfetto delle decisioni. ⬇️
A quel punto il puro mercato non basta, perché non converge a un equilibrio efficiente. In queste condizioni, un intervento pubblico sul prezzo può ridurre l’incertezza, stabilizzare le aspettative e migliorare l’esito complessivo in termini di benessere. ⬇️
Cioè, i controlli sui prezzi possono essere “socialmente ottimali”, non una distorsione. Gli autori criticano esplicitamente la resistenza degli economisti mainstream tedeschi al controllo dei prezzi, contestando l’idea che il mercato debba sempre “fare il proprio lavoro” e ⬇️
sostenendo che non intervenire ha costi economici e politici molto elevati. Ciò detto, il taglio delle accise introdotto dal governo italiano si inserisce in una logica coerente con il modello. ⬇️
Intervenire sul prezzo finale dei carburanti significa agire sul canale di trasmissione dello shock, limitando l’impatto immediato su famiglie e imprese e contribuendo a contenere le dinamiche inflazionistiche. ⬇️
Una prima critica alla misura sostiene che un intervento di questo tipo alimenti la domanda, anziché frenarla, impedendo un aggiustamento dei prezzi. ⬇️
È qualcosa che ho sempre pensato anch'io, ma bisogna ammettere che questa lettura presuppone un mercato che si muove esclusivamente lungo i fondamentali. ⬇️
Il lavoro di Krebs e Weber mostra invece che, durante uno shock energetico, il prezzo incorpora anche una robusta componente legata alle aspettative e all’incertezza. ⬇️
Ridurre ex lege il prezzo finale può attenuare comportamenti difensivi e dinamiche auto-rinforzanti, contribuendo a stabilizzare il sistema piuttosto che a distorcerlo. ⬇️
Una seconda obiezione al taglio delle accise riguarda il carattere regressivo della misura, che tenderebbe a favorire maggiormente i redditi più elevati. L’analisi distributiva diretta coglie solo una parte del fenomeno. ⬇️
I prezzi dell’energia entrano infatti nella struttura dei costi di trasporto e di produzione e si trasmettono lungo tutta la catena dei beni e dei servizi. ⬇️
Il contenimento del prezzo dei carburanti riduce questa pressione, con effetti diffusi sull’inflazione complessiva che incidono in misura significativa anche sui redditi più bassi. ⬇️
Letto in questa prospettiva, il taglio temporaneo delle accise non appare come una deviazione patologica rispetto al "sano" funzionamento del mercato. ⬇️
Si tratta invece di un intervento di stabilizzazione coerente con un contesto in cui l’incertezza e la divergenza delle aspettative tra operatori amplificano le dinamiche ⬇️
di prezzo. È una posizione a cui si possono muovere critiche anche fondate, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta in fondo di scelte politiche che, in quanto tali, comportano sempre un trade-off più ampio della mera teoria economica. 🔴
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🧵 Blackout spagnolo - Rapporto Entso-E.
Dire che il blackout "è colpa/non è colpa delle rinnovabili" è una semplificazione fuorviante. Il tema è regolatorio e dunque politico, non tecnologico. Riguarda come è stato progettato il sistema e per quali fini. ⬇️
La sequenza del blackout iberico inizia alle 12.03 con un’oscillazione anomala classificata nel report come fenomeno converter-driven. Si tratta di una dinamica associata a impianti basati su elettronica di potenza e non di un comportamento spontaneo del sistema elettrico. ⬇️
Il fenomeno è descritto come oscillazione forzata e localizzata nell’area iberica. La presenza di generazione inverter-based viene indicata come elemento rilevante nell’origine della perturbazione e nella sua capacità di propagarsi nella rete elettrica. ⬇️
🧵L'attacco al campo gas di South Pars e la risposta iraniana sugli impianti GNL in Qatar segnano l'inizio di una recrudescenza della guerra e delle sue conseguenze. A meno di una tregua, ora tutti gli obiettivi sono legittimi. I prezzi di petrolio e gas salgono, ma gli aspetti⬇️
più preoccupanti sono due. Il primo è che si sta creando una divergenza tra il petrolio USA, il WTI, e gli altri petroli. Lo sconto rispetto a Brent è oltre i 12 $/bbl, quello con gli altri greggi mediorientali è oltre i 50 $/bbl. Questo significa che localmente le conseguenze⬇️
economiche sono peggiori che per gli USA. Il secondo aspetto critico è relativo ai carburanti, per i quali cominciano i divieti di esportazione. Se tali divieti si diffondono, chi non ha raffinerie (e chi non ha le raffinerie giuste per le varietà di petrolio disponibili) ⬇️
🧵Premesso che fare previsioni in questi casi è un esercizio difficile e che la smentita è dietro l'angolo, alcune considerazioni sul prezzo del gas.
Venerdì il future TTF sul primo mese (front month) è salito ma non di molto. Un tiepido 5% che in altri tempi certo ⬇️
sarebbe stato preoccupante ma che nel contesto attuale è poco. Il motivo è che fino a venerdì si prezzava già l'interruzione dei flussi di GNL dal Qatar nel breve termine, considerato che il prezzo sul front month è salito del 67% rispetto ai livelli pre-guerra. Invece, ⬇️
sul contratto con consegna annuale 2027 il prezzo inizialmente era salito molto meno, mentre venerdì ha allungato del 12% portando il rialzo dai livelli pre-guerra a +32%. Questo significa che il mercato inizia a prezzare l'ipotesi che l'interruzione dal Qatar sia lunga e abbia⬇️
🧵Il gas al TTF apre oggi in leggero calo, al terzo giorno di sostanziale stop dei rialzi. C'è un motivo, ovvero il fatto che il mercato ha già prezzato l'interruzione dei flussi dal Qatar ipotizzandola di non breve durata. Prova ne é che il prezzo del forward TTF con consegna ⬇️
nel 2027 è ancora in aumento (stamattina a 32.50, +19% rispetto al prezzo pre-guerra), mentre il front month frena visibilmente dopo che Qatar Energy ha invocato la forza maggiore sui contratti.
Scende un po’ il breve termine e sale il lungo termine, insomma, il che significa ⬇️
che si aggiusta l’orizzonte temporale su una situazione che al momento non presenta altre criticità. Se non ci sono altre disruption (un missile sull’Azerbaijan, ad esempio, o attentati ai gasdotti, o qualche nuova regola assurda dell’Ue) lo stop al GNL qatarino ha dispiegato
🧵 Mercati energetici dopo l'attacco all'Iran.
Prima seduta aperta: volatilità estrema, traffico bloccato nello Stretto di Hormuz, prezzi in forte rialzo. Hormuz praticamente fermo: Iran dichiara lo stretto chiuso. ~150 navi all’ancora. 5 petroliere danneggiate, 2 vittime. ⬇️
Assicurazioni sospese per rischio guerra. Il blocco riguarda circa il 20% del commercio mondiale di petrolio e prodotti e ~20% del GNL globale.
L'Iran ha colpito la raffineria di Ras Tanura (Arabia Saudita) e gli impianti GNL in Qatar. Produzione GNL QatarEnergy ferma. ⬇️
I carichi qatarini diretti in Italia (Rovigo) sono confermati, le metaniere erano già in viaggio. Nessuna carenza fisica immediata. Il Qatar pesa per l’Italia ~5 mld Smc nel 2025 (24,5% del GNL importato). Ma i volumi Qatar sono marginali e fanno prezzo a livello globale.⬇️
🧵In attesa del rapporto definitivo sul blackout in Spagna del 28 aprile 2025, che dovrebbe arrivare tra un paio di settimane, ENTSO-E, l’organismo che riunisce i gestori delle reti di trasmissione europee, pubblica un report importante sulla stabilità delle reti elettriche. ⬇️
Ogni anno nei sistemi elettrici europei si aggiungono decine di gigawatt di eolico e fotovoltaico e il dato viene presentato come un progresso automatico verso un sistema più moderno e sicuro. Invece, sul piano tecnico, la trasformazione in corso sta modificando in profondità ⬇️
il funzionamento fisico della rete elettrica, rendendola più complessa e molto più vulnerabile.
Il rapporto di ENTSO-E affronta apertamente il tema dell’instabilità nei sistemi dominati dalle fonti rinnovabili, che utilizzano la cosiddetta elettronica di potenza. È un documento⬇️