"I russi ci vendevano gas a buon prezzo, ora lo compriamo dagli americani a 4 volte tanto".
"Con il gas russo le bollette si abbassano".
Le cazzate russe sul gas si sprecano. È arrivato il momento di smontarle una per una.
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Una breve premessa di carattere generale.
Vendere gas all'Europa, per la Russia, assolve ad una duplice funzione: 1) È un'enorme fonte di entrate; 2) È una leva geopolitica molto forte ed un modo per indebolire l'UE, favorendo le relazioni bilaterali con i singoli Paesi.
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La riduzione della dipendenza europea dal gas russo ha ridimensionato queste nostre vulnerabilità nei confronti della Russia, mentre loro hanno perso un punto di forza su cui contavano molto. Forse troppo, tanto da invadere l'Ucraina convinti che l'Europa si sarebbe piegata.
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La ragione per cui gli amici della Russia, come i 5 Stelle e la Lega, vogliono farci tornare al gas russo è esclusivamente questa: a loro non interessa nulla delle bollette degli italiani, basti pensare alle battaglie dei 5 Stelle contro i rigassificatori.
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A loro interessa solo rafforzare la Russia ed indebolire l'Europa. Nel 2022, con la decisione di ridurre la dipendenza dal gas russo, ci siamo liberati di molte catene. Quello dei filorussi è semplicemente un tentativo di rimettercele. E dobbiamo impedirlo in tutti i modi.
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Fine premessa, entriamo nel merito della questione.
Il gas russo, come specifica l'Oxford Institute for Energy Studies (link 1 in fondo al thread) in un documento del 2024, non è mai stato "a basso costo". Neanche se fra i costi consideriamo solo quelli puramente economici.
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Questo grafico, pubblicato su Reuters, mostra infatti come il prezzo del gas russo sia stato spesso più alto rispetto al prezzo indicizzato al TTF (link 2).
Tant'è vero che i prezzi di Gazprom sono stati oggetto di arbitrati internazionali proprio perché erano troppo alti.
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È emblematico il caso dell'italiana Edison (link 3), che fu la prima ad intentare una causa contro Gazprom per i prezzi eccessivi rispetto a quelli di mercato. Questi intorno al 2010 crollarono a causa della "rivoluzione" dello shale gas USA, che inondò il mondo di LNG.
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I prezzi di mercato erano più bassi del 25% ed Edison chiuse il terzo trimestre del 2010 con un passivo di 37 milioni. Due anni più tardi venne comprata dai francesi di EDF.
La controversia con Gazprom si risolse prima di giungere ad un arbitrato.
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Come si può facilmente intuire, quella del gas americano che costa "quattro volte di più" rispetto a quello russo è misinformazione. Costa 4 volte di più agli americani, mica a noi.
Lo spiega bene l'AD di Eni, Descalzi (link 4). Leggete con attenzione le sue parole.
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Negli anni intorno al 2010 Edison non fu l'unica ad avere problemi a causa dei prezzi eccessivi del gas russo, anzi. Molti casi finirono in tribunale.
Nel 2020 il Tribunale Arbitrale di Stoccolma ha condannato Gazprom a rimborsare 1,5 miliardi di euro
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alla principale industria di oil&gas della Polonia (PGNIG; link 5).
Il motivo? Il contratto stipulato nel 1996 prevedeva la possibilità, ogni tre anni, di una revisione dei prezzi se eccessivi rispetto ai valori di mercato.
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Nel 2014, per i polacchi, la situazione era esattamente questa. Chiesero la revisione. Gazprom la negò. Nel 2016 si rivolsero al tribunale arbitrale. Nel 2020 vinsero la causa.
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Casi analoghi, risolti talvolta in sede giudiziale, talvolta in sede extragiudiziale, riguardarono RWE (link 6), E.On (link 7) e la nostra ENI, che a differenza degli altri casi venne minacciata da Gazprom (e non fu essa a minacciare) di ricorso al tribunale (link 8).
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Era chiaro che i contratti con i russi potessero diventare da un momento all'altro dei contratti capestro, con condizioni estremamente svantaggiose per il compratore.
Il mercato del gas europeo iniziò quindi ad essere
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sempre più un mercato "spot", in cui il prezzo viene deciso da logiche di mercato classiche. Nel caso di Gazprom, invece, il prezzo del gas era nominalmente legato a quello del petrolio; in realtà, era più legato a valutazioni di tipo geopolitico.
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Si possono portare numerosi esempi a dimostrazione di ciò.
Il 7 aprile 2014, dopo l'invasione russa della Crimea, l'Ucraina non pagò una tranche delle forniture di gas. I russi aumentarono il prezzo del gas dell'80% da un giorno all'altro (link 9).
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Era evidente che decidere il prezzo fu il Cremlino e che il prezzo del petrolio non c'entrava assolutamente nulla.
Nel 2021 Gazprom decise di mantenere alti i prezzi del gas europeo, riducendo i flussi a livelli inferiori del 25% rispetto a quelli pre-pandemia (link 10).
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Il flusso di novembre era ai minimi dal 2015, ed il prezzo ai massimi era quasi il triplo di quello che paghiamo oggi, nell'aprile 2026, con lo stretto di Hormuz chiuso e le importazioni dalla Russia ai minimi storici.
È utile ricordare il contesto di quel periodo.
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Le esercitazioni russo-bielorusse al confine con l'Ucraina avevano portato la Germania a sospendere, nel novembre 2021, la messa in funzione del Nord Stream 2, la cui costruzione era terminata due mesi prima (link 11).
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È chiaro che la mossa del Cremlino fosse un'intimidazione in stile mafioso, soprattutto alla luce di quello che sarebbe successo tre mesi più tardi: "Vedete, europei? Se voglio posso mettere le vostre economie in ginocchio".
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Ogni ragionamento sul gas russo non può prescindere da una valutazione sull'importanza strategica di essersi sottratti a questo ricatto.
Come partner commerciale, il Cremlino è inaffidabile; come attore geopolitico, è un nemico.
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Chiunque blateri di "partnership commerciale" non ha capito niente. L'idea che i russi possano condizionare i processi politici e l'economia europei, aprendo e chiudendo i rubinetti del gas a loro piacimento, non solo è inaccettabile per la nostra sovranità: è letale.
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Ma anche considerando solo l'aspetto economico, i contraccolpi del 2021-2022-2023 si sono realizzati proprio perché eravamo dipendenti dal gas russo.
Oggi ci stiamo liberando da questa dipendenza in modo piuttosto efficace.
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Come ha dimostrato @emmevilla, nel 2025 il prezzo del gas naturale in UE è stato inferiore rispetto alla media 2008-2019.
Teniamo presente che la quota di gas russo nel mercato europeo, all'ottobre 2025, era pari al 12%. Nel 2021 era il 45%.
@emmevilla Questo dato è bene che ci entri in testa:
🔸️2025: 12% di gas russo, prezzo intorno a 27€/MWh
🔸️2008-2019: 45% di gas russo, prezzo leggermente superiore al 2025.
🔸️2021: 45% di gas russo, prezzo con un picco intorno a 186€/MWh. 6 volte quello del 2025.
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@emmevilla Il contesto era diverso nei tre casi. Ma il contesto del 2025, con una guerra su larga scala in corso, era sicuramente più sfavorevole rispetto a quello 2008-2019.
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@emmevilla Una quota molto alta di approvvigionamenti russi, se ha un ruolo nel determinare i prezzi della materia prima per il mercato europeo, non ha certamente un ruolo per noi vantaggioso. Tutt'altro.
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@emmevilla E comprando gas russo, diamo alla Russia il potere di agire attivamente su quel contesto che fa lievitare i prezzi, come dimostra quanto accaduto nel 2021. Se loro riducono i volumi per una qualunque ragione, i prezzi si impennano.
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@emmevilla È una leva politica ed economica che è suicida concedere ad un nostro nemico.
Comprare il gas russo equivale a puntarsi in testa una pistola carica, a fronte di vantaggi economici trascurabili, se non addirittura inesistenti.
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@emmevilla È un suicidio sotto molteplici punti di vista. Con quei soldi la Russia finanzia la produzione di missili e bombe che oggi uccidono gli ucraini, domani chissà; finanzia la manutenzione delle testate atomiche;
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@emmevilla finanzia la guerra ibrida contro di noi; finanzia la corruzione di quinte colonne nei Paesi europei; finanzia la sua proiezione su scenari globali in cui la presenza russa è da leggere in chiave aggressivamente anti-occidentale.
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@emmevilla Nella sostanza, comprando il gas russo rafforziamo una potenza straniera che vuole distruggerci. È un atto di puro masochismo.
Quando sentite i vari Travaglio, Di Battista, Borghi proporre questa soluzione, tenete sempre a mente il quadro generale.
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@emmevilla I filorussi vogliono rimettere il cappio del gas russo attorno al collo delle economie e delle società europee. Non dimenticatelo mai.
Chi progetta per noi questo destino è un vile e pericoloso traditore, e come tale va esposto e trattato.
🧵 Giovanni Pigni è uno dei giornalisti italiani invitati dai russi al propaganda tour di Starobilsk. Vive a San Pietroburgo, lavora per @LaStampa ed in passato ha mostrato una certa fragilità rispetto alla propaganda russa.
Ha visto quello che i russi hanno deciso di fargli vedere e quello che lui ha scelto di vedere.
È stato testimone di un macabro allestimento teatrale, perché per quanto i morti siano reali, è falsa dall'inizio alla fine la narrazione che i russi stanno facendo dell'evento.
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Ci sono numerosissime prove sul fatto che quell'edificio fosse adibito a centro militare. Queste prove i russi non le hanno certo mostrate a lui.
Da qualche settimana sto monitorando, su YouTube, un canale italiano di tennis. Nell'immagine potete vedere le views degli ultimi 48 short.
I dati sono molto interessanti, e fanno capire quanto l'infowar russa sui social sia pervasiva.
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Ho aspettato la fine degli Internazionali di Roma per verificare quanto da me sospettato, ed ho avuto una conferma.
Ricordate l'episodio della finale femminile di Madrid? L'ucraina Kostyuk batte 2-0 la russa Andreeva, ed alla fine del match rifiuta di stringerle la mano.
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Una decisione comprensibile, considerando che Andreeva in passato ha espresso apprezzamento per la figura di Putin e non ha mai detto nulla contro la guerra.
Kostyuk ha invece stretto la mano alla russa Kasatkina, che ha condannato l'invasione dell'Ucraina
E allora in primo luogo dica a Buttafuoco di smetterla di parlare di "libertà e audacia" (è lui che l'ha messa in questi termini), altrimenti risulta soltanto un ridicolo ipocrita. Si dica "invitiamo gli artisti di regime altrimenti dobbiamo chiudere mezza Biennale".
Secondo. Non si è obbligati ad invitare gli artisti di regime, né a chiudere i padiglioni, ma c'è una terza strada: invitare soltanto gli artisti dissidenti di ogni regime.
Non avete le palle di farlo, e non avete le palle di spiegare le ragioni per cui non lo fate.
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Terzo. Se anche volete metterla sulla realpolitik, cascate male. Perché la Russia ha delle peculiarità che gli altri Paesi da lei citati non hanno: 1) È uno Stato sponsor del terrorismo; 2) Ha dichiarato l'Italia "Paese ostile"; 3) È in guerra con l'Occidente;
🧵 Negli ultimi giorni Vladimir Putin e la sua Goebbels, Margarita Simonyan, hanno parlato di Armenia.
Ho voluto tradurre entrambi i loro video, perché vanno visti insieme: si completano a vicenda e, nel farlo, smontano brutalmente la propaganda filorussa.
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In primo luogo Putin individua nel tentativo di adesione dell'Ucraina all'UE l'origine del conflitto attuale.
È qualcosa che da queste parti abbiamo sempre sostenuto e che, onestamente, è evidente a chiunque sia un minimo informato.
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Il casus belli è questo: l'avvicinamento dell'Ucraina all'UE ed il suo allontanamento dalla sfera di influenza russa. Per l'impero le province non hanno il diritto di autodeterminarsi, e se ci provano l'impero deve impedirglielo con la forza.
È un odio profondissimo, estremamente radicato, che il regime sta coltivando ormai da decenni con una propaganda pervasiva ed ubiquitaria, e che sta plasmando le menti di milioni di russi fin dalle scuole elementari.
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I russi crescono con l'idea di doverci distruggere, e la cosa sarà ancora più accentuata nei decenni a venire.
Non c'è nulla che possiamo fare per impedirlo, perché è parte di una narrazione strategica che per il Cremlino è vitale e che prescinde da ciò che facciamo.
🧵 Una riflessione sull'attacco della Russia nei confronti di @Giorgia Meloni: cause, obiettivi, modus operandi e possibili implicazioni.
Ed un focus sul ruolo di Vannacci, che nei piani del Cremlino potrebbe svolgere un ruolo più centrale di quello che crediamo.
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Partiamo dalle cause. Credo che il fattore decisivo che ha portato il Cremlino ad alzare il tiro contro Giorgia Meloni non sia stato l'attacco di Trump, che pure può aver fatto da catalizzatore, facendo emergere una vulnerabilità che i russi hanno deciso di sfruttare.
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Credo piuttosto siano state le parole di Meloni sul gas russo.
Dopo l'invasione dell'Ucraina, l'Europa ha deciso di togliersi dal collo il cappio di Gazprom. La chiusura dello stretto di Hormuz rappresenta, per i russi, un'occasione d'oro per rimettercelo. Forse l'ultima.