🧵 Queste le parole del filorusso Goffredo Bettini, segretario de facto del PD, nell'intervista di ieri dal Corriere.
A me fa ridere il solito, stantìo richiamo agli scrittori russi. Puskin è morto nel 1837, Dostoevskij nel 1881, Gogol (che era ucraino) nel 1852.
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La Russia era ben altro già nel 1800, e lo è a maggior ragione nel 2026. Non la si può considerare "barbarica per sua natura"? Non so se è la natura, ma la Russia è la società in assoluto più barbarica fra quelle mediamente civilizzate.
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Anzi, chiunque si occupi di Russia sa che la barbarie non solo è una caratteristica, ma è un metodo ricercato attivamente.
La Russia oggi è fatta da quelli che rapiscono i bambini, decapitano i prigionieri ucraini vivi impalando le loro teste,
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stuprano donne e bambini nei territori occupati (con i soldati che se ne vantano con le mogli al telefono), torturano gli abitanti dei villaggi del Sahel dando vita a scene letteralmente infernali, seviziano i loro stessi soldati, e così via.
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Di quale Russia parla Bettini? La Russia è barbarica ed esporta barbarie. Chiunque sia un minimo informato sa che certi comportamenti non sono affatto episodici, ma sono sistemici, e sono anzi uno dei tratti distintivi del modus operandi di gruppi come Rusich.
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Ma la barbarie non è solo quella al fronte. È quella di un Paese in cui il metodo di selezione della classe dirigente sono le finestre, che ha fra i tassi più elevati al mondo di AIDS, malattie sessualmente trasmissibili, prostituzione, suicidi.
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Un Paese in cui la violenza domestica è stata depenalizzata da quanto è comune. In cui decine di milioni di persone non hanno le fognature e vivono nel degrado. In cui si militarizza l'infanzia. Si potrebbe davvero continuare per ore.
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La Russia putiniana è l'emblema più vivido della barbarie. E né le cene di gala dell'élite moscovita, né le seghe mentali di qualche veterocomunista, né i libri scritti 200 anni fa, possono cambiare questo fatto.
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Parlo per me: io non sono "contro Putin", perché il problema dei rapporti tra Europa e Russia non dipende da Putin. È un problema secolare, strutturale.
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@bianca_cappa @s_pubblico Ed è un problema sia di sicurezza che, se vogliamo, filosofico: la Russia è la nemesi della democrazia, nel senso più profondo del termine.
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@bianca_cappa @s_pubblico La Russia è uno stato da sempre autocratico, e così sarà finché esisterà (chi si illude è molto ingenuo).
L'unica parentesi di democrazia che hanno vissuto la ricordano con ribrezzo.
"Il problema nasce quando si perde la percezione della natura del tempo storico che si sta attraversando. L’aggressione russa contro l’Ucraina non riguarda soltanto il destino di un Paese aggredito.
Riguarda la tenuta dell’ordine europeo, la sicurezza delle democrazie, la capacità dell’Europa di assumere responsabilità che per troppo tempo ha delegato ad altri".
È proprio così. Il PD di Elly Schlein vive nel passato e al contempo sembra essere fuori dalla Storia.
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Avete mai sentito Elly Schlein dire una parola su come si difende la democrazia dalle interferenze delle autocrazie, dalla disinformazione drogata dall'AI, o parlare di rafforzare l'autonomia europea in settori strategici come quello energetico o quello militare?
🧵 Fra i membri dell'Assemblea Costituente del partito di Vannacci c'è anche una russa, Larissa Yudina, frequentatrice abituale di via Cairoli (quindi dei Servizi Segreti russi).
La bandiera russa accanto a quella italiana. Non si nascondono nemmeno.
Ma c'è dell'altro.
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La Yudina fa parte di un comitato milanese di Futuro Nazionale, il 1116º. I comitati sono costituiti da almeno 10 persone e ad essi viene assegnato un numero progressivo.
"Comitato 1116" vuol dire che, nella sola Milano, Futuro Nazionale ha almeno 11160 iscritti.
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Ma naturalmente sono molti di più, considerando che 10 è il numero minimo e che non tutti gli iscritti decidono di partecipare ad un comitato.
Per un partito appena nato a me sembra un numero anomalo. Così come è anomalo che un partito appena nato abbia già un canale TV.
🧵 Giovanni Pigni è uno dei giornalisti italiani invitati dai russi al propaganda tour di Starobilsk. Vive a San Pietroburgo, lavora per @LaStampa ed in passato ha mostrato una certa fragilità rispetto alla propaganda russa.
Ha visto quello che i russi hanno deciso di fargli vedere e quello che lui ha scelto di vedere.
È stato testimone di un macabro allestimento teatrale, perché per quanto i morti siano reali, è falsa dall'inizio alla fine la narrazione che i russi stanno facendo dell'evento.
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Ci sono numerosissime prove sul fatto che quell'edificio fosse adibito a centro militare. Queste prove i russi non le hanno certo mostrate a lui.
Da qualche settimana sto monitorando, su YouTube, un canale italiano di tennis. Nell'immagine potete vedere le views degli ultimi 48 short.
I dati sono molto interessanti, e fanno capire quanto l'infowar russa sui social sia pervasiva.
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Ho aspettato la fine degli Internazionali di Roma per verificare quanto da me sospettato, ed ho avuto una conferma.
Ricordate l'episodio della finale femminile di Madrid? L'ucraina Kostyuk batte 2-0 la russa Andreeva, ed alla fine del match rifiuta di stringerle la mano.
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Una decisione comprensibile, considerando che Andreeva in passato ha espresso apprezzamento per la figura di Putin e non ha mai detto nulla contro la guerra.
Kostyuk ha invece stretto la mano alla russa Kasatkina, che ha condannato l'invasione dell'Ucraina
E allora in primo luogo dica a Buttafuoco di smetterla di parlare di "libertà e audacia" (è lui che l'ha messa in questi termini), altrimenti risulta soltanto un ridicolo ipocrita. Si dica "invitiamo gli artisti di regime altrimenti dobbiamo chiudere mezza Biennale".
Secondo. Non si è obbligati ad invitare gli artisti di regime, né a chiudere i padiglioni, ma c'è una terza strada: invitare soltanto gli artisti dissidenti di ogni regime.
Non avete le palle di farlo, e non avete le palle di spiegare le ragioni per cui non lo fate.
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Terzo. Se anche volete metterla sulla realpolitik, cascate male. Perché la Russia ha delle peculiarità che gli altri Paesi da lei citati non hanno: 1) È uno Stato sponsor del terrorismo; 2) Ha dichiarato l'Italia "Paese ostile"; 3) È in guerra con l'Occidente;