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Andrea Del Monaco (H4N) I stand for a united Europe. Our restart begins with those who fight for freedom. 🇪🇺🇺🇦🇬🇪
Jun 2 7 tweets 4 min read
In effetti in Svezia c’è Kubal.

Anche Kubal è controllata da Rusal 🇷🇺 ed è uno dei maggiori impianti industriali del paese.
Secondo varie inchieste dalla stampa svedese, da Kubal sarebbero usciti miliardi di SEK verso la Russia.

Le indagini sono ancora in corso.

1/6 Image Secondo Dagens Industri, nel 2023 Kubal avrebbe trasferito, tramite cessione di crediti verso clienti a un’altra società del gruppo, circa 1,9 miliardi di corone svedesi alla Rusal.

(Rusal è controllata da En+, di cui l’oligarca sanzionato Deripaska è il principale azionista)



2/6di.se/nyheter/kubal-…
May 30 9 tweets 5 min read
Vannacci, in un’intervista a Report del 17.11.2024 nega qualsiasi legame con la massoneria.
Dopo poco più di un anno apre Rinascimento Nazionale, centro studi legato a FN, nel Castello Sforzini (guidato da Luca Sforzini, massone da quasi trent’anni).

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Sforzini non è l’unico massone vicino a Vannacci.
Ci sono anche Gianmario Ferramonti e Bartolomeu Constantin Săvoiu.
Ferramonti e Săvoiu hanno fondato insieme la Nuova P3, presentata come erede simbolica della P2 di Licio Gelli.

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May 22 5 tweets 2 min read
Propagandisti nostrani tutti allineati sui baltici:

1) Marco Travaglio: “baltici armati fino ai denti” 2) Beautiful mind Orsini: “forse un giorno la Russia invaderà davvero i paesi baltici, ma come conseguenza!”
May 17 8 tweets 10 min read
NICOLA MAVICA È PIÙ IMPORTANTE DI QUEL CHE SEMBRA.

Esiste un’infrastruttura privata transnazionale che gestisce una parte enorme dei visti Schengen.
Attraversa Russia, Turchia, Dubai, UK, Iran...

È opaca, intrecciata alla politica e Mavica non ne è una figura marginale.

1/8 Image Nicola Mavica è diventato virale per un video girato alla Biennale di Venezia (dove era ufficialmente ospite del vernissage), ricondiviso poi dalle @pussyrrriot.
Nel video prende e porta via il plastico di un ospedale ucraino bombardato, posizionato dal giornalista @CaolanReports davanti al Padiglione Russia.

Il Corriere (corriere.it/politica/26_ma…) lo ha descritto come imprenditore siciliano residente da 30 anni in Russia, vicino agli ambienti V-A-C e per anni legato alla gestione dei visti per cittadini russi (parlandone però al passato della gestione visti, e in effetti da un’occhiata sul web, così sembra).

In più parla di rumors secondo cui avrebbe facilitato personalmente i visti per la delegazione russa della Biennale.

Ma questa è solo una parte della storia.
Il succo arriva a pagina 5.

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May 11 12 tweets 8 min read
Per vent’anni, mentre Putin diventava sempre più aggressivo, qualcuno ha legato economia, energia e stabilità europea alla Russia.

Più la dipendenza cresceva, più Ucraina e Georgia diventavano sacrificabili, più serviva la propaganda russa.

Chi sono i responsabili?

1/12 Image 1) Gerhard Schröder

Nel 2005, da cancelliere, approva il progetto Nord Stream con Gazprom.
Poche settimane dopo la fine del mandato entra nel consorzio Nord Stream AG controllato da Gazprom, poi anche in Rosneft.

Nord Stream porta gas russo direttamente in Germania bypassando Ucraina, Polonia e Baltici.

Nel 2011 Putin gli consegna personalmente il “Russian Federation State Award”, una delle più alte onorificenze russe per cittadini stranieri.

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May 7 8 tweets 3 min read
Nel 2018 Buttafuoco è stato messo nella lista dei giornalisti liberi da Di Battista (😂).

Come lui, per me, è affascinato dall’Iran degli Ayatollah (si è anche convertito all’Islam sciita).
La Russia è semplicemente un alleato.

Scendete nel thread perché è interessante.

1/8 Nel 2005 pubblica: “Le uova del drago”, la storia di una spia tedesca che durante lo sbarco alleato in Sicilia organizza una rete clandestina insieme a militanti musulmani legati al Gran Muftì di Gerusalemme per aiutare la resistenza filo nazista contro gli alleati.

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May 5 22 tweets 9 min read
Bellissimo thread.

Assodato che tornare al gas russo non risolve nulla, provo a cambiare prospettiva:

il prezzo del gas non è mai dipeso da un solo fornitore.
Oggi resta alto per fattori causati dalla guerra in Ucraina (ormai strutturali però), e non solo.

Vediamone 6.

1/22 Image Primo: la struttura del mercato italiano

L’Italia paga il gas più caro d’Europa anche quando il mercato scende.
Non per la geopolitica, ma per un differenziale strutturale tra il prezzo italiano (PSV) e quello europeo (TTF).

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