Ludovico Zanette Profile picture
Feb 1 7 tweets 2 min read
In molti hanno giustamente criticato Barbero per le sue recenti affermazioni sulla Crimea che rivelano una certa ignoranza sia della storia che del diritto internazionale. Ma anche in geografia sembra cavarsela male! 🧵👇🏻
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Una rapida occhiata alla cartina geografica ci consente di notare come la penisola crimeana sia connessa all’entroterra ucraino dall’istmo di Perekop, ma non abbia alcun contatto con quello russo. 2/n
Aug 30, 2025 6 tweets 3 min read
Purtroppo noto che il dibattito italiano sulla situazione al fronte rimane polarizzato su queste due posizioni:

A) Il catastrofismo di chi da tre anni e mezzo insiste come un orologio rotto che il disastro è dietro l’angolo.

B) Il compiacimento di chi spiega con eccessiva sicurezza che l’ennesima offensiva russa è fallita.

In entrambi i casi, queste posizioni non sembrano voler davvero descrivere la situazione, ma rinforzare una posizione ideologica di partenza. Vediamo perché 👇🏻🧵 1/ Come hanno fatto notare giustamente in molti, negli ultimi 1000 giorni (dall’autunno 2022) la Russia è riuscita ad occupare lo 0.97% del territorio ucraino, circa 5800 km quadrati, meno della provincia di Perugia, senza aver preso alcuna città particolarmente rilevante per importanza o dimensioni.

La tentazione di concentrarsi sul territorio occupato o liberato è comprensibile, dal momento che è una variabile facilmente osservabile, ma può risultare fuorviante in quanto non particolarmente significativa per capire la traiettoria futura del conflitto.

Il muoversi del fronte, in una direzione o nell’altra, è un ‘lagging indicator’: riflette cioè le conseguenze di fenomeni e azioni che si sono già verificati, ma non è particolarmente utile a prevedere il futuro. Per capirci, se negli ultimi dodici mesi avessimo preso le avanzate russe nell’arco dei 4 mesi precedenti e ne avessimo dedotto che le cose sarebbero continuate in quel senso nei nei 4 mesi successivi, ci saremmo sempre sbagliati.

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Aug 25, 2025 4 tweets 3 min read
All’indomani della giornata dell’indipendenza dell’Ucraina ho pensato di condividere alcune riflessioni raccolte grazie alla recente lettura di The Last Empire: The Final Days of the Soviet Union di Serhii Plokhy. Ci sono almeno quattro fenomeni che oggi nel dibattito pubblico vengono spesso confusi e sovrapposti:

1) la fine della guerra fredda
2) la caduta del regime sovietico
3) l’indipendenza delle repubbliche
4) lo scioglimento dell’Unione Sovietica

In realtà, si tratta appunto di quattro fenomeni distinti, indubbiamente legati fra loro, ma è importante rendersi conto che l’uno non implicava necessariamente gli altri. Vediamo come e perché 👇🏻Image La distinzione delineata sopra appare ancora più evidente se si guarda alle preferenze e intenzioni dei principali attori coinvolti. Ho provato a sintetizzarle di seguito:

- Gorbachev era chiaramente desideroso di porre fine alla guerra fredda, ma contrario all’indipendenza delle repubbliche e assolutamente intenzionato a mantenere l’unione, per quanto riformata. Allo stesso tempo, non sembrava rendersi conto che il suo piano di riforma e liberalizzazione avrebbe rafforzato le spinte indipendentiste, che chiaramente sottovalutava, soprattuto in Ucraina.

- Come Gorbachev, anche Bush voleva porre fine alla guerra fredda, era contrario all’indipendenza delle repubbliche (con l’eccezione di quelle baltiche la cui occupazione non era mai stata riconosciuta dagli Stati Uniti), e voleva mantenere in vita l’Unione Sovietica. L’amministrazione Bush vedeva in un’unione guidata da Gorbachev un interlocutore stabile e prevedibile e voleva a tutti i costi evitare lo scenario ‘Yugoslavia with nukes’. In aggiunta, Bush aveva sincera stima e simpatia per Gorbachev e mal sopportava Yeltsin.

- Yeltsin voleva sopratutto la fine del regime sovietico. Inizialmente pensava di poter prendere il controllo dell’unione dall’interno e per questo era contrario all’indipendenza della repubbliche e allo scioglimento dell’unione. Resosi conto che Gorbachev non era disposto a farsi da parte, Yeltsin, suo malgrado, accettò le aspirazioni indipendentiste conscio che questo avrebbe indebolito il suo principale rivale, Gorbachev appunto, e pensando che le repubbliche sarebbero comunque prima o poi tornate all’unione. Non a caso, Yeltsin tentò di riproporre una una forma di unione a guida russa.

- Da ex responsabile ideologico del partito comunista, il presidente ucraino Kravchuk non era certo nazionalista o anti-comunista, ma era diventato un promotore della maggiore autonomia e sovranità per le repubbliche. La crisi dell’agosto ’91 e la prospettiva di trovarsi di fronte o ben a un governo sovietico conservatore, se il golpe avesse avuto successo, o a un’ “unione russa” a guida Yeltsin se avesse fallito, lo convinsero definitivamente della necessità dell’indipendenza ucraina e di lasciare l’unione. Per la sua abilità nel districarsi fra le diverse pressioni politiche era chiamato da alcuni ‘l’uomo capace di camminare fra una goccia di pioggia e l’altra’.
Apr 11, 2025 12 tweets 3 min read
Trovo sempre interessante come coloro che inneggiano alla pace a tutti i costi e si oppongono al ‘riarmo’ europeo non sembrano porsi il problema di cosa succederebbe alle forze russe attualmente impegnate in Ucraina nel caso di cessazione o pausa del conflitto in corso… 👇🏻🧵 /1 Secondo le stime dei diversi servizi di intelligence europei, allo stato attuale la Russia impiegherebbe qualche anno a ricostituire e riorganizzare le proprie forze per attaccare un paese Nato. Un cessate il fuoco in Ucraina accelererebbe il processo dal momento che la Russia cesserebbe di perdere decine di migliaia di uomini e centinaia di mezzi ogni mese in Ucraina. /2
Apr 5, 2025 19 tweets 11 min read
Ivan Mazepa (1639-1709) è stato un condottiero e leader dell’Etmanato Cosacco, il primo stato ucraino, a cavallo fra XVII e XVIII secolo. Il suo tentativo di consolidare le terre ucraine su entrambe le sponde del fiume Dnipro in uno stato unitario lo hanno reso un simbolo dell’indipendenza e del patriottismo ucraino, nonché una figura romantica d’ispirazione per molti, da Byron a Hugo. 1/19Image Mazepa nasce nel 1639 a Bila Tsverka, nella regione di Kyiv, all’epoca parte della Confederazione Polacco-Lituana. Il padre, Stepan Adam, era un nobile di discendenza lituana, comandante della guarnigione di cosacchi e membro del Sejm (il parlamento polacco) mentre la madre Marina Mokievska apparteneva alla nobiltà cosacca locale. 2/19Image
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Nov 22, 2024 11 tweets 7 min read
Di fronte all’accozzaglia di imprecisioni, mezze verità, omissioni, e falsi messi in fila dal solito @marcotravaglio sul @fattoquotidiano ho pensato valesse la pena ristabilire un po’ di chiarezza sul vero contenuto delle negoziazioni fra Russia e Ucraina.

Un thread 🧵👇🏻👇🏻👇🏻

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Neutralità ucraina

Travaglio descrive la possibile concessione da parte ucraina di rinunciare ad entrare nella NATO come “un’importante apertura che un mese prima avrebbe evitato la guerra.” Peccato che prima dell’invasione la Russia chiedesse ben altro e cioè il ritiro della NATO alle posizioni del 1997.
Non solo, l’Ucraina era già stata invasa dalla Russia nel 2014 quando era neutrale ed era disposta a tornare alla neutralità solo in cambio delle garanzie di sicurezza da parte di paesi terzi. A inizio 2022 queste garanzie non sussistevano e non erano nemmeno oggetto di discussione, quindi sostenere che una rinuncia unilaterale alla NATO da parte ucraina pre-invasione avrebbe evitato il conflitto sembra assurda. Se non altro, una capitolazione avrebbe attirato richieste ancora più aggressive da parte russa.

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Aug 15, 2024 8 tweets 3 min read
Al di là della malafede già evidenziata da altri, l’ultimo articolo di Caracciolo su @repubblica contiene una serie di affermazioni incoerenti, tendenziose, quando non completamente false.

Vediamo quali 👇🏻🧵

1/8 Image ‘Quasi tutti danno per scontato che dopo le elezioni americane di tratterà sul serio.’
‘Quasi tutti’ chi esattamente? Non dico di rivelarci l’identità delle sue fonti (posto che esistano!), ma dirci qualcosa di più su questi ‘tutti’. E soprattuto se sono ‘quasi tutti’ chi sono i pochi che non lo danno per scontato?
Mi ricorda un altro noto affabulatore geopollitico italiano che nell’autunno 2022 spiegava con grande sicumera come la trattativa sottobanco tra Russia e USA fosse già in corso e fosse questione di mesi… always keep your receipts!
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Apr 10, 2024 11 tweets 6 min read
Ho pensato di convertire alcuni dei miei appunti e riflessioni di questi giorni in Ucraina in un thread. Non ha alcuna pretesa di alcunché, sono più che altro una raccolta di impressioni e appunti per un diario mai scritto...

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👇🏻👇🏻👇🏻 30/03: Lviv
Il venerdì sera a Lviv sarebbe quasi indistinguibile da quello di un’altra città europea se non fosse per due particolari: il coprifuoco a mezzanotte e le molte persone in divisa, ma non in servizio, per le strade.
Lviv è famosa per i suoi caffè e la tradizione vuole che il primo caffè di Vienna fu aperto a fine ‘600 da Yuriy Kulchytsky, un nobile ucraino di Lviv al servizio del Re di Polonia. Accanto ai caffè storici tuttavia, non meno interessanti, oggi ci sono bistro e cocktail bar parte di quella ‘food revolution’ che negli ultimi 7-10 anni ha completamente cambiato il volto della ristorazione ucraina. P.S. I cocktail migliori e più inventivi della mia vita li ho provati in Ucraina.

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Nov 19, 2023 9 tweets 3 min read
Una delle narrazioni più diffuse dalla
propaganda russa in Italia in questi anni è quella secondo cui l’Ucraina avrebbe ‘bombardato il Donbas per 9 anni’ e sarebbe responsabile della morte di ‘14,000 civili.’

Vediamo perché si tratta di un falso colossale 🧵 1/9 Il numero complessivo delle vittime della guerra in Donbas tra il 2014 e il 2022 è stimato a 15,058. Questo numero include sia combattenti che civili.
Come si vede dal grafico, 77% (11,664) sono combattenti e 23% (3,404) sono civili.

Ci potremmo fermare qui, ma continuiamo. 2/9 Image
May 15, 2023 6 tweets 1 min read
Ho guardato l’intervista di Zelensky ai giornalisti italiani. Trovandomi nella situazione di dover tradurre le domande dall’italiano, ho provato un certo imbarazzo per quanto fossero talvolta prive di senso, naïve, spesso ‘inattuali’ o slegate dalla realtà, etc. 1/n Ho perso il conto del numero di domande sul Papa e il ruolo del ‘Santo Padre’ come mediatore nel conflitto (sic!). Davvero in Italia qualcuno crede a queste cose? (Sarà che vivo in un paese anti-papista...) 2/n
Jan 27, 2023 8 tweets 2 min read
Nella Giornata della Memoria assistiamo al tentativo disgustoso di alcuni di strumentalizzare la Shoah e la ‘liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa’ per promuovere narrazioni neostaliniste o secondo cui la Russia di Putin sarebbe erede di quella liberazione. 1/n In questa retorica vi è una distorsione storica non indifferente: i soldati dell’armata rossa non avevano alcuna intenzione o consapevolezza di ‘liberare Auschwitz’ dal momento che ne ignoravano l'esistenza e in alcuni casi non esitarono a violentare alcuni dei sopravvissuti. 2/n
Nov 21, 2022 14 tweets 2 min read
Bisogna essere particolarmente ignoranti o in malafede per scrivere cose di questo tipo. Vediamo perché… 🧵

In primo luogo, fare riferimento all’estensione di imperi di 300 anni fa è un argomento risibile. 1/n Il territorio di quasi ogni singolo stato europeo esistente oggi è, in tutto o in parte, cambiato e/o passato di mano negli ultimi secoli per non parlare delle colonie, fossero esse territorialmente attigue o in altri continenti. 2/n
Nov 7, 2022 25 tweets 4 min read
Correggiamo questa ricostruzione falsa e in malafede della storia di Слава Україні. Lungo 🧵

Il motto compare già nel 1839 nella forma 'Gloria dell’Ucraina' (Слава України) in un manoscritto del poeta Taras Shevchenko e poi nella sua raccolta Kobzar pubblicata 1860. 1/n Nel 1845 il motto nella sua versione più nota 'Gloria all'Ucraina' (Слава Україні) era già diffusa tra i membri della Confraternita di Cirillo e Metodio, una società segreta di intellettuali e patrioti ucraini delle università di Kyiv e Kharkiv. 2/n
Sep 13, 2022 6 tweets 2 min read
Ho notato uno spassoso editoriale del direttore del Fatto Quotidiano. Ho fatto un veloce calcolo back of the envelope… 🧵 1/6 @aa_gilli @lucianocapone Image Il “fazzoletto di terra” liberato sono circa 9,000 kmq: come le Marche o l’Umbria per intenderci, più del FVG, tre volte la Valle d’Aosta, etc. Questo nell’arco di alcuni giorni. 2/6
May 18, 2022 22 tweets 26 min read
@Dom90Vit @lorca1973 @fenice_risorta @liberioltre @micheleboldrin Prima di rispondere faccio presente che quanto da te riportato è una semplificazione e banalizzazione dell’analisi di JM. Nei limiti di questo dibattito però mi limiterò a rispondere ai punti da te sollevati. @Dom90Vit @lorca1973 @fenice_risorta @liberioltre @micheleboldrin "Espansione" della Nato” 1/2 Image