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Pax
Probabilmente l'ostacolo tra voi e la vostra laurea, se mai ne otterrete una.
Carlo Nurra Profile picture loop2000 Profile picture giuseppe di liddo Profile picture Maurice Politis Profile picture 4 added to My Authors
25 Jun
La chiave interpretativa di tutto l'articolo la fornisce l'autore stesso in un cleuasmo riuscito male: "Non sarebbe male se fossimo tutti un po’ meno analfabeti sulla statistica."
L'ho riletto e mi chiedo come si possano scrivere certe boiate.
Prendiamo una società composta da 10 individui. La ricchezza complessiva della società è 100.
1) tutti possiedono la stessa ricchezza, ossia 100/10=10.
Media (aritmetica)=10
Mediana=10
Gini=0 (perfetta uguaglianza)

(per il Gini: )
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21 Apr
Post sul Contact Tracing, scritto da persona competente in materia di grafi, reti e machine learning.

linkedin.com/pulse/impact-c…

Mi lascia un po' perplesso che non si parli molto di topologia della rete sottostante, e di proprietà come l'invarianza.
Ma ok, è un post, ed è utile.
Qualche nota sull'Italia:
- si parla di uso "volontario" della app (non troppo date le minacciate limitazioni al movimento) con autovalutazione 🤔
- soglia del 60% per l'efficacia (leggete l'articolo sopra)
- non si tiene conto che la pandemia è ben in corso, non siamo all'inizio
Sulla privacy, poi, anche il Prof. Lelarge fa a mio avviso un errore.
L'argomento fantoccio usato spesso è il seguente.

Dato che ogni giorno la maggior parte di noi regala i propri dati per le cose più inutili, come le app che ti invecchiano, o anche utili, come Google
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15 Apr
83 studenti stanno facendo il loro scritto online. Ognuno ha un testo diverso, generato da un pool di 200 domande differenti.
E io li sbircio dal sistema: posso vedere su che domanda sono, quanto ci stanno, se aprono programmi esterni.
Mi sento tipo Stasi.
Università e pandemie.
E se copiano?!
Il libro non serve a nulla.
Tra di loro non possono copiarsi, date le domande differenti.
E poi c'è comunque l'orale con me.
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10 Apr
Lo dico subito: per elementari e medie inferiori è più complesso, data l'età e quindi la maturità degli alunni, ma per le superiori non capisco perché non si proceda come segue.

Una soluzione tampone, certo, ma anche l'inizio di qualcosa di innovativo e utile per il futuro.
Sulla base dei programmi ministeriali, su una piattaforma come edX.org (o altre, ma io conosco edX che fornisce anche il codice open-source, se ne conoscete altre, bravi!), fornire interi corsi per ogni disciplina e anno, che includano video e materiali di studio.
Sono certo che i vari editori scolastici saranno felici di contribuire con materiali di qualità, alcuni gratuiti e altri acquistati. Sarebbero comunque investimenti pubblici infinitamente più utili di quelli in Alitalia. Anche l'economista "più satanico" concorderebbe.
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22 Mar
Cialtroni e correi.
Stanno creando emergenza nell'emergenza.
- Hanno dormito per un mese abbondante, negando l'evidenza.
- L'Italia non è la Cina!
- Hanno bloccato i voli senza avere una strategia.
- Apericene di solidarietà.
- Annuncite acuta, misure che vanno e vengono.
- Dopo settimane non abbiamo ancora un protocollo di raccolta dati.
- Vivono alla giornata, comunicano col popolo via Facebook.
- Il miglior SSN del mondo, quello gratuito, deve chiedere soldi ai cittadini con raccolte di solidarietà, mentre questi salvano Alitalia.
- Chiudono tutto, ma forse no, anzi sì, esercito nelle strade!
- I droniiiiii!
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15 Mar
Le misure più o meno draconiane prese dal Governo, anche se con ritardo, erano necessarie per evitare che la situazione sfuggisse di mano. Bravi.
Ora quello che tutti ci auguriamo è che stiano approntando una strategia per il dopo.
Lasciatemi essere pessimista, sulla base dei dati storici: non lo stanno facendo. Spero fortemente di soffrire di bias storico però, e di essere contraddetto dai fatti. Amo sbagliarmi su certe cose.
È chiaro a tutti che non si può mettere un paese in (quasi-) quarantena per mesi, ancora di più se i nostri vicini entrano in situazioni simili e non possono aiutarci. E se pure si potesse, ignorando gli effetti economici (ipotizziamo non ci interessino), ci sono altre cose
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27 Feb
Ci sono alcuni errori fondamentali nel trattare il rischio:

1) Assumere che gli eventi generanti siamo necessariamente mutualmente esclusivi. Purtroppo avere la malattia X, non risparmia (quasi mai) dal prendere ANCHE la Y. Se X mi debilita, Y può anzi avere la strada spianata.
2) Assumere l'indipendenza dei rischi. Molti rischi correlano o sono dipendenti. Peggio, sono comonotoni, cioè si muovono nella stessa direzione. Se aumenta il rischio X tende ad aumentare pure Y.
Sì, l'indipendenza aiuta nei modelli, ma la realtà è più stronza (termine tecnico).
3) Nello sviluppare una strategia di gestione di un rischio, vanno considerati anche gli effetti sugli altri rischi, almeno per i più vicini. Se saturo un ospedale di gente con l'unghia dell'alluce incarnita (fatemi fare un esempio scemo), i malati più gravi chi li cura?
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24 Feb
Il problema maggiore nell'insegnamento della matematica è che quasi mai viene introdotta per quello che è: un linguaggio, forse l'unico linguaggio veramente universale.
Come ricorderete, Galileo sosteneva che il libro della natura è scritto in lingua matematica, ma si potrebbero
citare Fibonacci, Cardano, Newton, Laplace, Wittgenstein e tantissimi altri in linea con una simile visione.
La matematica non è un insieme assurdo di regole da imparare a memoria. La matematica è un modo di rappresentare e di raccontare il mondo, trasformandolo, quando serve, in
un puro oggetto del pensiero, ma capace, quando diventa necessario, di riportare il tutto al tangibile, di sviluppare applicazioni fondamentali.
Nei secoli la matematica è diventata lingua chiave della scienza. Senza la matematica, la fisica, la chimica, la biologia,
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16 Feb
Bella discussione su NPL, regolamentazione e affini.
Un ringraziamento a tutti i relatori: @gianlucac1, @MassimoFamularo, Gianni Mion e Giovanni Bossi. Bravi!
Oltre un'ora e mezzo di informazione, analisi e aneddoti rilevanti per capire il Sistema Italia.

I numeri che Gianluca fornisce all'inizio sono impietosi, come sempre. Grazie! È davvero meritorio diffonderli.
Tante inutili parole sarebbero evitabili, se si guardassero i numeri. Il dubbio (per non dire la certezza, ma da probabilista evito) è che da un lato...
... molti non li capiscano, e che dall'altro tanti che li capiscono preferiscano nasconderli sotto al tappeto. Si blatera meglio con l'aria fritta, senza cifre che inchiodano. Non solo i politici, che al più, da noi particolarmente, sono macchiette.
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24 Oct 19
Nella teoria statistica degli ordinamenti, un teorema molto bello di Arnold e Sarabia dice che, se una variabile aleatoria X rappresenta il reddito in un'economia e la funzione deterministica f() opera una redistribuzione, così che f(X) è il reddito post redistribuzione, allora
la disuguaglianza è efficacemente ed efficientemente ridotta solo se f è monotona, se f(x)>0 per ogni x>0, e se f(x)/x ↓.
Senza stare ad entrare nei dettagli, basta vedere la tassazione in Italia per capire che la nostra "f()" non è monotona.
Quindi in Italia si pagano le tasse
con la certezza che la redistribuzione che strombazzano non è né efficace né efficiente.
Morale: o ridisegni l'intero impianto fiscale o fai solo casini che non servono a nulla, se non a comprare qualche voto, cosa in cui in effetti la nostra classe politica eccelle.
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14 Oct 19
Con la scusa della lotta all'evasione lo Stato ha collezionato e sempre più collezionerà miliardi di dati dei suoi cittadini.
Il problema, oltre all'evidente questione della privacy, è che presto qualche burocrate si sveglierà, dopo aver sentito parlare di machine learning, e si
passerà all'utilizzo di qualche algoritmo di apprendimento senza supervisione, fatto alla carlona, che genererà non pochi casini.
Occorre pretendere trasparenza sulle metodologie utilizzate. Algoritmi e modelli devono essere disponibili al pubblico, accompagnati da chiare descrizioni di assunzioni, parametri e verifica delle performance.
È questione di libertà, credetemi.
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9 Oct 19
Un Paese di luddisti, in cui il misoneismo permea ogni classe sociale, nel quale si discute ogni giorno delle stesse cose, da trent'anni, come in un'opera di Beckett, ma senza la stessa qualità artistica e narrativa. Un copione stanco e liso, che non porta a nulla.
Un Paese sospeso, sì sospeso, in perenne attesa di una riscossa che non arriverà, e che quindi scarica la colpa sugli altri.
Un Paese incapace di capire che il mondo è cambiato, che i processi si seguono e si dominano, si cerca spesso invano di anticiparli, ma non si subiscono.
Perché se li subisci al più raccogli le briciole, ma molto più probabilmente prendi una tranvata. E infatti...
Un Paese che non innova, ma che anzi tortura chi ci prova.
Il mondo va benissimo avanti senza l'Italia, anche se a noi italiani pare impossibile.
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25 Sep 19
Una delle più comuni fallacie, quando si parla di rischio, è quella dimensionale.
Funziona così:
- Il rischio associato a X è accettabile.
- il rischio stimato per Y è inferiore a quello di X.
- Allora Y è accettabile.
Tipica frase: "Si tratta di una tecnologia sicura. Il rischio che provochi danni è inferiore a quello di essere colpiti da un meteorite."
Ora, una simile frase è sciocca anche solo dal punto di vista contenutistico. Non definisce ad esempio di che rischio stiamo parlando: Di perdere 10 euro? Di morire? Di passare il week-end con la suocera?
I due eventi generano conseguenze simili? Se no, di che parliamo?
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9 Apr 19
Ci si chiede spesso perché i giovani non si ribellino in tema di pensioni, quando è ormai quasi certo che tantissimi riceveranno briciole, se ancora ci saranno.

Credo che la risposta giaccia in un mix di normali preferenze intertemporali (sono giovane, mi interessa l'oggi),
di percezione del rischio distorta (ciò che è lontano, nel tempo e nello spazio, fa meno paura, anche se ha alta probabilità di realizzo), di ignoranza (in senso letterale, di come funziona il sistema a ripartizione), di disinformazione (che si lega al punto precedente), ma anche
e temo soprattutto di una fallacia tutta italiana: alla fine si troverà una pezza, lo Stato tirerà fuori una soluzione per evitare problemi.

La demografia, la matematica attuariale, i conti della serva e il buonsenso non concordano.
Ma che ce ne frega?!
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7 Apr 19
Vi racconto una breve storia triste, che ho avuto modo di ascoltare per l'ennesima volta da uno dei tanti protagonisti.
Parla di disoccupazione, abuso del sistema e Stato inesistente.
Premetto che sono contrario ai centri per l'impiego, ma se ci sono, allora devono funzionare.
Se no chiudiamo tutto e si risparmia.
Sono poi favorevole ai sussidi di disoccupazione (e migliori di quelli attuali), ma auspico controlli seri per i pochi o tanti furbi che innegabilmente ci sono in giro.
Ma pare che in Italia controllare sia brutto.
Quando capiremo che questi furbi danneggiano i tanti lavoratori e disoccupati perbene sarà sempre troppo tardi.
Nulla di quanto sto per raccontare è illegale (o quasi), ma di certo è immorale a mio avviso.
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31 Mar 19
Lo sottovalutiamo, ma uno dei grandi problemi italiani è la continua campagna elettorale.
Le politiche hanno valenza nazionale.
Le comunali hanno valenza nazionale.
Le regionali hanno valenza nazionale.
Le europee hanno valenza nazionale.
Le condominiali hanno valenza nazionale.
Il governo, qualunque sia, è sempre sotto scacco. I politici vivono alla giornata, promettendo riffe e raffe. Per le europee i partiti non parlano di Europa, della loro idea di futuro. No, se lo misurano col righello, come alle medie.
Si candidano incompetenti e burattini,
impreparati e sgrammaticati, perché non interessa incidere in sede europea. Non capiamo che sono elezioni fondamentali: dovremmo mandare i migliori. Oppure si candidano i capibastone, certi che poi non andranno: sono lì come bandierine raccogligonzi. Non è politica, è tifo.
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30 Mar 19
Mi viene spesso chiesto, da studenti, amici e conoscenti, che cosa occorre (o cosa dovrebbero i loro figli) studiare per trovare lavoro e fare carriera.
La mia risposta è sempre la stessa: quello che piace e le lingue straniere (al plurale, almeno due).
Quando dico "quello che piace" intendo qualsiasi disciplina, dalla matematica alla chimica, dalla filosofia alla storia, dalla geografia alle lettere antiche.
Non date retta a chi vi dice che occorre studiare solo quello che chiede il mercato.
Ogni conoscenza trova il suo posto.
Certo, bisogna essere seri e studiare. Se ti devi laureare in 10 anni, lascia stare. E se lo devi fare a calci nel sedere, col 18 o poco più, ancora, lascia stare.
Il mercato evolve e nei prossimi anni nasceranno mille nuovi lavori. Lavori che ora nemmeno immaginiamo.
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7 Mar 19
Il reddito di cittadinanza è una bomba ad orologeria.
E non parlo del fatto che è distorsivo e inefficace, mal pensato e strutturato.
Mi riferisco alla sua non sostenibilità dati i conti pubblici italiani. Sarà solo una mancetta elettorale, che entrerà presto in crisi.
Il problema è che quando alle persone dai dei soldi, poi non è facile toglierli.
Inoltre, benché l'Italia sia il paese dei furbi e gli abusi saranno la triste e diffusa regola, molti percettori del reddito di cittadinanza saranno persone realmente bisognose. E che facciamo?
Prima gli diamo qualcosa e poi glielo togliamo?
Il governo giallo-verde non durerà abbastanza per scontare in prima persona i problemi che si creeranno. Faranno di tutto per evitare il problema IVA, meglio far saltare il tavolo.
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6 Mar 19
Trovo la storia delle consulenze gratis al MEF emblematica del sistema Italia.
Uno Stato criminogeno e cialtrone richiede lavoro gratis.
Ora, il lavoro gratis è una cosa aberrante, a tutti i livelli. Per un libero professionista, ma anche per lo stagista. NON SI LAVORA GRATIS.
Certo, la remunerazione deve essere proporzionata alla mansione e all'anzianità. Se ti sto formando, sul serio e non per finta, è lecito pagare meno rispetto a un lavoratore non in formazione. Formare costa tempo e soldi, anche se resta un investimento.
Ma gratis non si lavora.
Però siamo in Italia, e lo Stato italiano è espressione degli italiani (rassegniamoci, siamo tutti colpevoli). Quindi si può lavorare gratis perché "fa CV," concetto molto italiano e "furbo."
Provate a chiedere lavoro gratis all'estero.
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26 Feb 19
Posto che funzioni, il reddito di cittadinanza abbasserebbe l'indice di Gini dal 30,1% al 29,9%, ossia di nulla.
Senza contare che il 30% degli italiani dichiara (e qui si apre un mondo) meno di 10'000 euro all'anno, ragione per cui il RdC diventa chiaro incentivo al non lavoro.
Una misura inutile, distorsiva, che dà una risposta populista ed elettorale a una domanda più che sensata.
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16 Feb 19
Ti chiedono una consulenza.
Fai un preventivo dettagliato.
Chiedono uno sconto, senza averlo chiaramente letto.
Rifiuti la consulenza.
Non lavoro gratis e non faccio sconti.
Se mai lo sconto te lo offro io, se ritengo.
E sono felicissimo di lavorare gratis se è a fin di bene, per qualche attività benefica, ma per un'azienda assolutamente no.
Il lavoro si paga, il lavoro si rispetta.
Nel lontano 2007, al termine del PhD, avendo terminato la borsa di studio, ma essendo ancora in attesa di discutere la tesi (paradossi del sistema italiano), trovai lavoro in una nota società internazionale, molto vicina al mio campo di ricerca.
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