Andrea Romani 🇮🇹 Profile picture
Odio di classe, amore per la Patria, passione per la Storia. Socialista lombardiano, marxista cum grano salis.
18 Oct 20
Mentre i legaioli si beano del loro conformismo, vorrei ricordare un dimenticato della Storia: Giacomo Brodolini.

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Sindacalista, ex azionista, diventa ministro del Lavoro nel dicembre 1968. A quel tempo il PSI si è unificato con il PSDI: durerà poco, ma l'impegno socialista nelle istituzioni porta una ventata d'aria fresca. ->
La prima uscita pubblica del ministro è ad Avola: la polizia ha compiuto l'ennesimo eccidio proletario contro dei lavoratori. Brodolini visita le famiglie e si schiera contro ogni rigurgito reazionario:

facebook.com/watch/?v=55294…
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16 Oct 20
Piccolo tread per i 4 gatti che ancora si dilettano di Storia.

Nel mare magnum dell'ignoranza, il tema della cd. "destra sociale" ricorre spesso e volentieri in opposizione al "gomunismo". Semplicemente, sono proto-socialisti che temono di abbandonare l'amor di patria. ->
Il termine destra sociale, di per sé, è già fuorviante. L'esperienza storica ci offre il caso, ben più serio, del fascismo rivoluzionario: squadristi e vecchi sovversivi di sinistra catturati dal magnetismo mussoliniano, insieme a giovani totalitari cresciuti negli anni 30. ->
Il fascismo ebbe il merito di far scrivere tonnellate di giornali ai giovani: caso curioso per una dittatura... Comunque, dopo la crisi del 29 e l'avvio dell'utopia corporativista parte il "terzo tempo" della rivoluzione fascista: quello antiborghese e totalitario. ->
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13 Aug 20
Sulla Costituzione, l'imprenditore e il lavoro.

"La Costituzione repubblicana non menziona né l’imprenditore, né il mercato, né la concorrenza, né il profitto. ->
Ammette la libertà dell’iniziativa economica privata e pubblica ed affida ai programmi ed ai controlli determinati dalla legge l’indirizzo ed il coordinamento dell’attività economica [...]. ->
Indirettamente il costituente ravvisa nel profitto cosa disdicevole e non meritevole di essere menzionata [...]. La Costituzione è il punto di intersezione fra la concezione cattolica e la concezione marxiana dei rapporti fra società ed economia e fra società e Stato. ->
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25 Feb 20
KEYNES, BENESSERE E COMMERCIO INTERNAZIONALE

"Io simpatizzo piuttosto con coloro che vorrebbero ridurre al minimo il groviglio economico tra le nazioni, che non con quelli che lo vorrebbero aumentare al massimo.->
Le idee, il sapere, la scienza, l'ospitalità, il viaggiare, queste sono le cose che per loro natura dovrebbero essere internazionali. Ma lasciate che le merci siano fatte in casa ogni qualvolta ciò è ragionevolmente e praticamente possibile->
soprattutto, che la finanza sia eminentemente nazionale (...) L'autarchia economica nazionale, in breve, sebbene costi qualcosa, sta forse diventando un lusso che ci possiamo permettere se lo vogliamo.->
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14 Feb 20
Piccolo tread sulla politica finanziaria e di bilancio del fascismo.

In un recente libro del 2019 dell'FMI sul debito tra le due guerre mondiali, c'è un bel capitolo sull'Italia fascista.

Vediamo i grafici, che son sempre simpatici e sintetici.

1. L'Italia liberale pre-1914
Dove emerge il ruolo decisivo dello Stato nel processo di industrializzazione della cd. età giolittiana (1903-1914). Il sistema fiscale era socialmente iniquo, in quanto "Prior to WWI, taxes on consumption generated more than 60 percent of tax revenue".
2. Il debito pubblico.

La guerra quintuplica l'ammontare del debito, con l'esplosione di quello estero (verso UK e USA). La monetizzazione del disavanzo (in rosso), prima inesistente, ha altresì giocato un ruolo decisivo.
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10 Sep 19
Piccolo tread sulle nazionalizzazioni.

I servizi pubblici non nascono dal nulla. Sono attività private che per la loro rilevanza, grandezza e importanza nella vita nazionale sono stati via via rilevati dallo stato.

La proprietà privata non è inviolabile o sacra.
La rete elettrica nazionale è stata nazionalizzata nel 1962: prima esisteva un oligopolio privato che fagocitava profitti giganteschi sulla pelle degli utenti. Poi è nato ENEL e le cose sono state diverse.
La rete telefonica era stata privatizzata da Mussolini nel 1925. Fu nazionalizzata a metà anni 50 grazie all'IRI. Ricordo che il monopolista pubblico SIP era uno dei primissimi gruppi tlc del mondo: ora è una cloaca.
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6 Sep 19
Giusto per bestemmiare, siamo all'ottavo anno dalla letterina della bce dell'estate 2011 che tante meraviglie ha provocato.

In otto anni, l'Italia ha subito una gigantesca riconversione produttiva (da terzo mondo) per diventare una specie di piccola Germania ->
cioè parassita della domanda interna altrui. Nel mentre, si è capito che l'unica via per far sopravvivere questo cesso di sistema consiste nella riconversione al mercato interno. Noi abbiamo fatto tutto il contrario grazie ai padroni compradori. ->
Otto anni sono una vita: estendiamo questo computo al precedente ciclo globalista 1992-2007 e arriviamo già a 27 anni di follia liberale.

Una generazione (la mia) non conosce altro che questo. Un'altra, quella che ora vegeta a scuola, non ricorda nemmeno la Lira. ->
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3 Jun 19
Piccolo tread su Fiat.

La probabile fusione con Renault ha suscitato più di un malumore per la possibilità di perdere quel poco che resta dell'industria automobilistica nazionale.

Ma cosa resta ad oggi della Fiat?
Andamento storico del mercato (produz. naz vs estero): dal 1969 Lancia è del gruppo Fiat, idem Alfa dal 1986.
Occupazione in Italia:

2000: 112.224 lavoratori
2005: 77.070
2014: 25,9% del totale globale (circa 58.500 persone)
2015 al 26.6% del totale (circa 61.500)
2016 al 26,5% del totale (circa 61.000)
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18 May 19
ALITALIA, GERMANIA E TRASPORTO PUBBLICO

I costi unitari di Alitalia e Lufthansa sono risultati identici nel 2018 mentre negli anni precedenti i secondi erano addirittura maggiori.
Sui proventi unitari vi è invece una differenza profonda: lo scorso anno i ricavi industriali di Alitalia sono stati pari a 81 euro per ogni passeggero che vola mille km mentre nel caso Lufthansa di 95 euro.
Se Alitalia avesse potuto vendere i suoi biglietti agli stessi prezzi di Lufthansa avrebbe incassato 520 mln in più e chiuso l'esercizio con un risultato operativo positivo per oltre 200 e un saldo netto finale in pareggio, dopo aver versato allo Stato ben 90 mln di interessi
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