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L’inaugurazione del Consiglio di Pace e la presentazione di un piano di ricostruzione a Davos (Svizzera), in occasione dell’annuale riunione del World Economic Forum, aprono una nuova pericolosa fase per Gaza.
La volontà di Trump di annettere la Groenlandia è pari all’artificiosità delle motivazioni addotte per giustificare la sua rivendicazione (senza perciò voler sminuire lo sfruttamento coloniale che la Danimarca ha a sua volta imposto alla Groenlandia).
La carta di fondazione del nuovo organismo non menziona esplicitamente Gaza, e parla di “un più agile ed efficace organismo internazionale di peace-building” che abbia “il coraggio di distanziarsi da istituzioni che troppo spesso hanno fallito” (un riferimento all’ONU).
L’azione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores è probabilmente un segno di debolezza piuttosto che di forza da parte dell’amministrazione Trump e degli Stati Uniti. Tale azione è indicativa di una superpotenza…
Il fragile cessate il fuoco a Gaza, continuamente violato da Israele, invece di ridurre le tensioni nella vicina Cisgiordania ha visto un’accelerazione delle operazioni israeliane finalizzate all’annessione di fatto del territorio palestinese occupato.
https://twitter.com/Glenn_Diesen/status/2006066510796628039
…controllo nucleare russo.
Quando la scorsa settimana è emerso che il CEO di BlackRock Larry Fink sedeva al tavolo negoziale fra Stati Uniti e Ucraina, la posta in gioco dell’iniziativa diplomatica americana per risolvere il conflitto tra Mosca e Kiev è divenuta più chiara.
La pubblicazione della nuova Strategia di Sicurezza Nazionale dell’amministrazione Trump, insieme all’ultimo piano di pace per l’Ucraina proposto dalla Casa Bianca, costituiscono solo gli ultimi due episodi che hanno inasprito le relazioni fra Washington e l’Europa.
Chi ha redatto il piano Trump in 28 punti? Era realistico? Era davvero una “resa alla Russia”? E chi ha cercato in tutti i modi di sabotarlo? Sono alcuni degli interrogativi sollevati dal polverone diplomatico e mediatico di questi giorni.
L’Operazione Mida lanciata dalle agenzie anti-corruzione NABU e SAPO ha sollevato un polverone in Ucraina.
Lo scorso 10 novembre, il presidente americano Donald Trump ha ospitato alla Casa Bianca un capo di stato siriano per la prima volta da circa ottant’anni a questa parte. L’episodio è ancor più notevole se si pensa che l’attuale presidente…
Proprio nei giorni scorsi Israele ha commemorato il trentennale dell’assassinio di Yitzhak Rabin, il primo ministro che nel 1993 aveva firmato gli Accordi di Oslo dando il via al “processo di pace” israelo-palestinese.
Le relazioni fra USA e Russia hanno registrato un serio peggioramento. Dopo la telefonata del 20 ottobre fra Rubio e Lavrov, il primo ha raccomandato che la Casa Bianca cancellasse il previsto incontro fra i presidenti dei due paesi a Budapest.
Presentatosi alle presidenziali come un “candidato di pace” che voleva chiudere il capitolo dell’avventurismo americano all’estero, Trump ha invece impostato un mandato all’insegna di minacce militari e ricatti commerciali.
Se tutto andrà secondo i piani, “la vita per gli abitanti di Gaza passerà dall'essere un completo inferno a un semplice incubo”, hanno scritto Hussein Agha e Robert Malley, esperti a lungo coinvolti nel fallimentare processo di pace israelo-palestinese
Presentato con grande fanfara mediatica, il “piano di pace” del presidente americano Donald Trump per Gaza è essenzialmente un coup de théâtre per tentare di uscire da una situazione sempre più ingestibile per la Casa Bianca, e pericolosamente fallimentare per Israele.
L’assassinio dell’attivista conservatore Charlie Kirk dà un’ulteriore accelerata alla crisi che sta disgregando il tessuto socio-politico americano. L’intensificarsi della violenza politica è un sintomo del declino statunitense.
Militarmente, Washington si sta concentrando in primo luogo sul continente americano, scaricando sugli europei i costi di un conflitto ucraino sempre più fallimentare, e lasciandosi trainare dal disastroso avventurismo israeliano in un Medio Oriente sempre più in fiamme.
Se la guerra in Ucraina ed altri teatri ci ricordano che la crisi mondiale legata al declino dell’egemonia USA non ammette pause estive, è la Palestina – in primo luogo con l’immane catastrofe di Gaza – a rimanere l’epicentro del collasso morale dell’Occidente.
...della Striscia, e demolire il muro internazionale di silenzio e indifferenza attorno al genocidio. Non è un sogno, ma ciò a cui stanno lavorando concretamente e con grande impegno gli attivisti di...
Lo sterminio in corso a Gaza non è un evento che riguarda una terra lontana o una realtà che ci è estranea. Al contrario, è uno specchio del nostro mondo, un processo fondato anche su logiche di mercato, su reti logistiche e sistemi di produzione occidentali, un laboratorio…