Mettiamo in scala logaritmica le 4 curve di positivi, ricoveri, ter. intensive e decessi. È facile vedere che "corrono insieme", ovvero che nel breve-medio periodo si mantengono quasi parallele 2/n
Distanze costanti in scala logaritmica equivalgono a rapporti costanti: per esempio, da più di un mese il rapporto ricoverati/positivi si mantiene intorno al 6%. 3/n
Oltre a muoversi insieme, le curve hanno la tendenza "a tirare dritto": si spostano lentamente dalla linea retta a meno che non succeda qualcosa di grosso (vedi marzo-aprile dove invertono la pendenza grazie al lockdown) 4/n
queste considerazioni, che sembrano frutto di osservazione empirica, riflettono le "leggi matematiche del contagio": finché ci sono tanti contagiabili le curve sono esponenziali (positive o negative a seconda di Rt) 5/n
torniamo ora al "grafico arcobaleno". Quando le curve corrono insieme in linea retta sono come un TIR lanciato a tutta velocità: nel breve periodo tira dritto (soprattutto se non si interviene in modo energico) ed è facile prolungarne la traiettoria, vedi linee tra i pallini 6/n
per sapere dove si va a finire basta leggere il grafico: al 15/11 si arriva a 50.000 ricoverati, 5.000 terapie intensive, 500 morti al giorno. Per chi non è pratico di scale logaritmiche ecco la traduzione in scala naturale 7/n
Il ragionamento può essere replicato regione per regione. Adesso che abbiamo capito, ripetiamo l'esercizio a partire dal "grafico arcobaleno" della Lombardia. 8/n
Il bello è che si potrebbe fare tutto a mano. In un'altra epoca avremmo pazientemente riportato i dati su un foglio di carta semilog e poi, con righello e matita, si tirava una riga per capire dove stavamo andando 9/n
Ma è finita l'epoca degli ingegneri col regolo nel taschino. Piuttosto, vediamo le previsioni lombarde in scala naturale 10/n e FINE
• • •
Missing some Tweet in this thread? You can try to
force a refresh