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Jun 13 27 tweets 6 min read
#13giugno Parliamo di grano. Prima un rapido aggiornamento militare la situazione in Donbass è stabile cioè con un continuo, lento, progresso russo e la battaglia di Severodonietsk che mette a rischio un aliquota importante di truppe ucraine.
1/25
Il destino della città è segnato, la resistenza ora serve solo a rinviare il guado del vicino fiume (fallito tragicamente nei mesi scorsi ma che oggi è reso più facile dall’abbassamento estivo del livello delle acque).
2/25
Da segnalare però che a Mellitopol (prima città a cadere sul mar d’Azov per la resa della locale guarnigione) ieri - su ammissione anche della stampa russa - c’è stata un esplosione davanti alla caserma della polizia. L’afghanizzazione del conflitto (da me prevista
3/25
già a marzo) si estende sempre più dallo stallo militare alla modalità della guerra di guerriglia. Anche se i russi distribuiscono passaporti (come fanno in Donbass dal 2019) tra Kherson e Zhaporizhia, sarà davvero difficile tenere queste aree che sono
3/25
strategiche (per difesa Donbass, per acqua alla Crimea e per controlo mar d’Azof) ma non hanno la storia russofona del Donbass nè vengono da otto anni di conflitto che ha creato polarizzazioni forti, insomma sono schierate con Kyev.
4/25
Ieri parlavo di liste della spesa di Kyev, un errore a mio avviso diplomatico che finisce per appiattire la dimensione politica del conflitto solo alle forniture di armi. Poco fa il consigliere di Zelensky di lista della spesa ne ha letteralmente pubblicato una 👇
5/25
Detto questo veniamo al grano. Le visioni sulla crisi in corso sono due. Di certo non riesco ad esprimere meglio del Prof. Snider l’interpretazione per cui Putin vuole affamare il mondo quindi vi rinvio al suo thread
6/25
Un altro punto di vista non parte dalla presunta volontà Russia ma da alcuni dati di fatto: Russia e Ucraina sono tra principali produttori di grano al mondo. Russia e Bielorussia producono il 45% di fertilizzanti. Sempre tra Russia e Ucraina si producono semi da olio
7/25
E’ chiaro che con questi numeri il conflitto non può che avere ripercussioni sui mercati dei generi di prima necessità, in particolare nei Paesi poveri. Il nostro premier Draghi aveva parlato di sostituzione di fornitori, ricordiamo che a Odessa, Mariupol e Taganrod
8/25
è nata la leggenda della pasta italiana quindi non è semplicissimo sostituire certe qualità ma noi Paesi ricchi possiamo farlo. Il problema grosso è per i Paesi poveri dove - l’ho scritto mesi fa - le primavere arabe sono state scatenate proprio da crisi prezzi alimenti
9/25
Basta guardare questo grafico storico per capire che siamo già in grossi guai perchè i prezzi sono già sopra il livello che fece scattare l’instabilità politica (e i conflitti) in Africa-Medio Oriente nel 2010.
Quanto c’entra “tecnicamente” la guerra in tutto questo?
10/25
Sgombriamo il campo ab initio dalle polemiche: se la Russia non avesse invaso l’Ucraina non saremmo in questa situazione. Responsabilità madre sulla quale però si innestano altri fattori. Partiamo Odessa, principale (e ormai ultimo grande) porto mercantile di Ucraina
11/25
Le acque costiere sono state minate per fermare un possibile sbarco russo che era dato per quasi certo a metà marzo dopo caduta di Kherson ma probabilmente la straordinaria resistenza (grazie anche al terreno) di Mykolaiv e altre difficoltà operative
12/25
l’hanno reso troppo difficile e dispendioso per i russi, i quali ora dicono: se l’Ucraina (i turchi sono pronti a farlo) toglie le mine da Odessa, le nostre navi scorteranno - dopo averli ispezionati - i cargo che entrano in porto (vuoti) per caricare e lo lasciano pieni.
13/25
L’Ucraina non si fida e teme che rimosse le mine i russi attacchino. Come dargli torto? Comunque sia però ragione o meno, se non si tolgono le mine nessun capitano porterà la sua nave in quelle acque costiere.
Di nuovo qui però pesa l’incapacità delle parti in causa
14/25
di investire sulle trattative. Quindi il valore della pace. Per rassicurare tutti il corridoio navale dovrebbe essere gestito da una forza di peace keeping e dovrebbe essere vincolato ad accordi formali con russi (se attacchi Odessa ecc. ecc.). L’errore strategico della UE
15/25
e l’inconsistenza dell’ONU hanno lasciato la mediazione in mano ai turchi, un partner assolutamente inaffidabile, che alla viglia del summit di Ankara dell’8 giugno annuncia che comprerà grano ucraino al 25% di sconto. Lo sconto a cosa si deve di grazia?
La stessa Turchia
16/25
che fa melina su Svezia e Finlandia nella Nato perché vuole via libera a massacrare quei curdi usati e buttati via nella lotta all’Isis dall’Occidente (il cui strumento principale per risolvere i problemi resta l’oblio).
Ma andiamo avanti. Le ultime notizie dicono che
17/25
nonostante il blocco navale le esportazioni ucraine di grano stanno aumentando👇L’Ucraina esporta via Polonia e via Romania e sta lavorando anche per sbocco marittimo con Paesi Baltici.
18/25
I russi tra l’altro hanno messo a disposizione i porti di Mellitopol. Mariupol per l’export di grano e hanno riattivato i collegamenti ferroviari da Kherson interrotti dal 2014 che serviranno la Crimea e i suoi porti soprattutto per le merci. Si tratta, ricordiamolo
18/25
di porti ucraini che la Russia ha conquistato e bonificato. Un’offerta che l’Ucraina non può politicamente accettare. Ma se si rodano i canali terrestri attraverso i Paesi confinanti, certo tutto sarà più complesso (una cosa è caricare una nave cargo, un’altra è caricare
19/25
dozzine di vagoni ferroviari) ma il problema dovrebbe essere risolto. Allora perchè i prezzi continuano a salire? Non sono esperto di borsa ma un ruolo ce l’hanno i futures
Ecco il loro andamento 6mestrale 👇
20/25
qualcuno sindacherà mai la moralità dell’equivalente di scommesse sul cibo?
Ci sono poi altri due temi: 1) i combattimenti mettono in dubbio il prossimo raccolto 2) i fertilizzanti che Russia e Bielorussia forniscono, meno fertilizzanti su un campo significano meno raccolto
21/25
Gli Stati Uniti (nemico ormai giurato della Russia) stanno emettendo “comfort letter” per garantire ai propri importatori che non corrono rischi di multe se comprano grano e fertilizzanti russi perchè non coperti da sanzioni…segno di quanto grave sia la situazione.
22/25
Ad aggravare il problema ci sono poi i divieti all’approdo e i limiti assicurativi sulle navi cargo russe nei porti europei
Insomma il punto non è solo Odessa, il blocco del porto è un problema grave ma paradossalmente minore nel circuito
23/25
che guerra-sanzioni-politica hanno innescato e che pagheranno i Paesi poveri del mondo e i poveri di casa nostra, quelle famiglie che spendono già tutto in energia (cioè bollette) e cibo, che quindi non possono rinunciare a nient’altro nel loro budget familiare
24/25
Ultima notizia, non legata al tema cibo, l’apprezzamento russo per la disponibilità del Vaticano alla mediazione nel conflitto. Non ci sono dettagli quindi non ci si può esprimere nel merito ma modalità con cui è stata diffusa notizia sono significative (qualcosa di serio)
25/25

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Jun 14
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Mi riferisco alla questione dei 3 stranieri (due britannici, uno dei quali con doppia cittadinanza, e un marocchino) condannati a morte perchè considerati mercenari dalla CS dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk
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Jun 9
#9giugno Proviamo a fare qualche previsione. Come scritto e detto tante volte la guerra è in stallo anche se nelle ultime settimane (grazie anche al terreno e al clima più favorevole) i russi stanno facendo una serie di progressi che rispondono a modello tattico della guerra
1/25
d’attrito. Quello che tanti “analisti” occidentali - ispirati dai report delle rispettive intelligence, troppo spesso considerati non come una fonte di parte - hanno negato parlando di conflitto lampo e di sviluppi imminenti; parte del marketing della guerra, affermazioni
2/25
di cui magari dovrebbero scusarsi piuttosto che - come fanno ora - pubblicare sofisticate frasi di storici e studiosi per dire che la guerra è sempre difficile (e non lo sapevano tre mesi fa quando prevedevano la caduta di Putin e il collasso militare russo?).
3/25
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#7giugno ci sono elementi per tornare a parlare della situazione sul campo dove è cominciata l’offensiva russa nel Donbass, dopo più di un mese di attività preparatorie consistenti per lo più in fuoco di artiglieria per piegare gli ucraini e preparare le manovre di fanteria
1/21
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2/21
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3/21
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