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Aug 27, 2022 9 tweets 5 min read Read on X
Sta facendo notizia un articolo pubblicato su Lancet Infectious Diseases il quale dimostrerebbe la possibilità di ridurre del 90% le ospedalizzazioni da Covid usando semplici antinfiammatori tipo il #Brufen (FANS)

Ma è davvero così?

Non proprio, vediamo meglio perché

1/n
Prima cosa importante: questo articolo non è uno studio clinico, ma un riassunto di altri studi e che quindi elenca ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo.

Quindi non è uno studio che permette di confermare o smentire l’efficacia di una terapia.

Ma veniamo al contenuto.

2/n
L’idea di base è che l’infezione da SarsCov2 causa una forte infiammazione che può degenerare e dare sintomi gravi. Quindi, spegnere l’infiammazione con antinfiammatori in fase precoce potrebbe evitare l’aggravarsi dei sintomi.

Cosa ci dicono i dati?

ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/P…
3/n
Per avere dati certi servirebbero i cosiddetti trial clinici randomizzati in doppio cieco. Purtroppo, la maggior parte degli studi riassunti in questo articolo non lo sono e non sono quindi conclusivi.

4/n
Inoltre, si tratta spesso di studi con campioni piccoli, oppure con pazienti con caratteristiche molto specifiche e che quindi non rappresentano la popolazione generale. A volte sono pazienti con sintomi lievi (quindi a basso rischio), altre volte già ospedalizzati.

5/n
Siccome l’idea è trovare terapie da usare a casa per evitare l’ospedalizzazione, se si testano pazienti a basso rischio sarà difficile vedere un effetto. Se invece sono già in ospedale, non rispecchiano la condizione delle persone che si vorrebbero trattare.

6/n
A questo va aggiunto proprio il fatto che gli studi riassunti nell’articolo non sono costruiti per valutare l’efficacia di una terapia, e che quindi possono essere utili solo per generare ipotesi da testare poi in maniera più rigorosa.

Quindi cosa ci dice questo articolo?

7/n
1. NON dice che gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni da Covid del 90%
2. Antinfiammatori possono aiutare nelle prime fasi della malattia
3. Trial clinici rigorosi sono necessari per quantificare l’efficacia di questi farmaci nell’evitare sintomi gravi e ricoveri

8/8
Questo thread è stato scritto a 4 mani con
@marco_heffler

#tachipirina #Fans #paracetamolo #Brufen #COVID19

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Aug 29, 2025
No, l’obesità non è una scelta.
Attribuirla unicamente a pigrizia o mancanza di disciplina è una semplificazione che ignora la realtà: la regolazione del peso corporeo è il risultato di un intreccio tra genetica, ambiente e società.

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Gli studi stimano che l’ereditarietà dell’obesità pesi per il 40-70%. Sono già stati identificati più di 244 geni che, se sovraespressi o inattivati nei modelli animali, alterano profondamente l’adiposità.

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Questi geni agiscono su diversi fronti: controllo dell’appetito attraverso i circuiti cerebrali, segnalazioni provenienti da tessuto adiposo e apparato digerente, regolazione della formazione e dello stoccaggio delle cellule adipose, propensione all’attività spontanea

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Read 7 tweets
Aug 18, 2025
Sfatiamo un mito: “Medici e farmaceutiche ci vogliono malati”

I fatti dimostrano il contrario. Alcune malattie sono state eliminate: il vaiolo è eradicato dal 1980 e la poliomielite è quasi scomparsa.

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Altre oggi si curano definitivamente: l’epatite C guarisce in oltre il 95% dei casi, l’ulcera da Helicobacter pylori si risolve con antibiotici.

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I vaccini salvano ogni anno circa 4,4 milioni di vite e, solo nel primo anno contro il COVID-19, hanno evitato quasi 14 milioni di morti. Anche i tumori mostrano progressi enormi: negli USA la mortalità è scesa del 34% dal 1991, pari a milioni di vite in più.

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Aug 7, 2025
Non ce nulla di male ad iniziare la giornata con latte e biscotti! Ultimamente si è diffusa la carbofobia, la paura ingiustificata dei carboidrati. Zuccheri aggiunti e cibi processati vanno limitati, ma se inseriti nel modo giusto nella dieta non danno nessun problema.
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Demonizzare tutti i carboidrati non trova riscontro nella ricerca: la salute metabolica dipende piuttosto dalla qualità delle fonti, dal controllo delle porzioni e dall’equilibrio con fibre, proteine e grassi.

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Un’alimentazione che include frutta, verdura, cereali integrali e legumi — con circa metà dell’energia totale proveniente da carboidrati — ha mostrato di ridurre la pressione arteriosa e migliorare i marker cardiometabolici in poche settimane.
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Jul 29, 2025
Quando il peso diventa oggetto di scherno, non si ferisce solo l’autostima: si accorcia la vita.

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Un’analisi su oltre 18 000 adulti dei grandi studi statunitensi HRS e MIDUS rivela che subire discriminazioni legate al peso aumenta il rischio di morte di quasi il 60 % (HR 1,57 e 1,59), indipendentemente da età, stile di vita, condizioni cliniche e dallo stesso BMI.

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L’effetto è più marcato di quello osservato per altre forme di discriminazione.

Perché succede
•⁠ ⁠Lo stigma è uno stress cronico: innalza cortisolo, infiammazione e pressione arteriosa.

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Jul 28, 2025
No, non sono le creme solari a causare il cancro ma le scottature.

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L’idea che le creme solari “facciano venire il cancro” è infondata. Al contrario, a mettere davvero a rischio la pelle sono le scottature, specialmente durante l’infanzia e l’adolescenza.

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Uno studio pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention ha seguito oltre 100.000 donne per 20 anni, valutando sia l’esposizione cronica ai raggi UV che la presenza di scottature gravi in giovane età. I risultati sono netti:

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Jul 23, 2025
No, il pollo non è la nuova carne rossa. Uno studio italiano ha trovato un’associazione tra consumo elevato di pollame e aumento della mortalità, ma è uno studio osservazionale e isolato.

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