Prendo lo spunto dalla @LaScalza_ : siccome siamo pagati dai #poteriforti e dalla #dittaturasanitaria (e ancora non abbiamo visto un bonifico), e voi ci chiedete chi ci paga...
Chi è che paga questi soldi per le #challenge dei #V_V?
Chi vi paga? E siete voi che ci date la prova
Il ragionamento della blogger (con la quale non siamo mai d'accordo) è chiaro: ormai le loro ragioni sono superate.
I #vaccini ci hanno fatto uscire dalla tragedia pandemica
Non c'è alcuna strage e quindi che si fa? Come si tiene in piedi questa narrazione? 1/3
Siccome bisogna #boicottaresanremo2023, facciamo un premio della critica come il festival! E' l'unico modo per convincere un vero idiota a rischiare una denuncia e il risarcimento danni (e un processo costoso), a fare azioni totalmente inutili e possibili di deriva...2/3
Anche perchè #5g, #sciechimiche e #terrapiattisti sono cavalcati da altri professionisti. E per rimanere in vita bisogna escogitare nuovi stratagemmi. E quindi il #challenge ha questo senso.
Peccato che poi, una volta presi, i "moderatori" voltino le loro le spalle...3/3
E' chiaro che seguendo il flusso del denaro si troverà presto il finanziatore (o quello che ha recuperato i soldi per pagare i "vincitori") si troverà. Basterà andare a ritroso, come ci ha insegnato il giudice #GiovanniFalcone, quando parlava di mafia.
Si parla di pagamenti in cryptovalute (altra fregatura) è entra in scena il #darkweb.
Ma volendo anche la dentro si possono trovare tracce, con un minimo di infarinatura informatica.
Ricordiamoci che, dietro questi gruppi, si cela chiaramente la criminalità organizzata 1/2
Criminalità organizzata che, facendo il paio con forze politiche che necessitavano di aiuto per trovare consenso, hanno soffiato sulle paure per alimentare e ripulire il loro giro di denaro.
Ed è per questo che il finanziatore principe, misterX, sarà difficilmente trovabile. 2/2
Intanto continuano la "lotta non violenta" dando dei #nazisti a tutti.
Ricordiamo che non esiste solo la violenza fisica, ma anche quella verbale: altrettanto grave
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Lo sapevate che 12 individui guadagnano 36 milioni di dollari l’anno grazie alla disinformazione anti-vaccini? È ora di parlare di un’industria, non di un movimento. #NoVax #Disinformazione
Secondo il #CentreforCounteringDigitalHate, non si tratta di chiacchiere: sono video, articoli e contenuti sponsorizzati che fanno il giro del web, raccogliendo soldi dalle piattaforme e dai follower. 💸 #BusinessDeiNoVax
Questi guru della paura creano contenuti su misura per scatenare paura e sfiducia, e guadagnano con il traffico generato. La verità? Per loro non conta. L’importante è fidelizzare l’audience e vendere “verità alternative”. 🧠
La vicenda della cosiddetta #FamigliaNelBosco registra nuovi sviluppi rilevanti sul piano educativo dei minori.
Secondo quanto riferito dalla tutrice nominata dal #Tribunale per i Minorenni, i tre bambini attualmente collocati in una struttura protetta non sanno leggere.
La figlia maggiore, di circa otto anni, sa scrivere soltanto il proprio nome, mentre i due gemelli più piccoli stanno iniziando ora l’apprendimento dell’alfabeto. Questo dato assume particolare rilievo.
Il perché è piuttosto chiaro: ,prima dell’allontanamento, i genitori avevano dichiarato di seguire un percorso di istruzione parentale. L’ordinamento italiano consente l’#homeschooling, ma impone verifiche periodiche sulle competenze effettivamente acquisite dai minori
Sorrisi e foto per festeggiare la casa gratis: io, con dei figli ancora in casa famiglia avrei poco o nulla da festeggiare. La #FamigliaNelBosco è davvero una pessima storia che dovrebbe farci riflettere tutti sul potere estremo della commiserazione.
Il vero problema che questa foto rivela?
Non è la famiglia in sé, non è la bontà di Armando, non è l’aiuto (che può anche essere sincero).
È la narrazione.
È la trasformazione di un dramma reale in un racconto consolatorio,
che nella foto si traduce così:
disagio? dissolto
bambini? fuori campo
conflitto? dimenticato
media? compiacenti
racconto? perfetto
Questa immagine non dice “stiamo lottando per riunire una famiglia”.
Dice:
“Stiamo festeggiando una storia che funziona benissimo… anche se la realtà non funziona affatto.”
La campagna di diffamazione verso chi ha redatto il dispositivo sulla #famigliadelbosco, si arricchisce di un pezzo del #LaVerita che definire da "maestri" della disinformazione è dir poco. L'ho letto, e vi spiego tutto in un thread
Quando la cronaca diventa arma politica.
L’articolo pubblicato da La Verità sul questo caso non è solo un esempio di informazione distorta. È il sintomo di un problema più profondo: la trasformazione deliberata della cronaca giudiziaria in un campo di battaglia politica.
Il bersaglio scelto non è il provvedimento del Tribunale, non sono le relazioni degli assistenti sociali, non sono i documenti tecnici che descrivono la situazione reale dei minori.
Il bersaglio è la giudice.
Donna.
Professionista.
Figura istituzionale.
E' importante, in questo momento storico spiegare bene un fenomeno, per comprenderlo. Per valutarlo con oggettività.
La propaganda sulla #famigliadelbosco afferma che con i bambini #rom non vengono portati via alle famiglie E' vero? Guardiamo i dati. alanpaulpanassiti.blogspot.com/2025/11/bambin…
La pancia non fa bene a motivare le opinioni. Ma in una epoca in cui tutti esprimono una idea per dar fiato alla bocca, guidato da politici o da influencer mistificatori che vanno avanti a slogan, l'unica cosa che occorre è spiegare.
Quando si parla di minori rom o sinti allontanati dalle famiglie, la domanda ricorrente è sempre la stessa:
“Quanti sono? Perché nessuno pubblica le statistiche?”
Grazie di aver resistito fino alla fine. Ma le cose vanno raccontate Senza giudizio. Separare sempre i fatti dalle opinioni.
E sospendere il giudizio, mai come in questo caso, è fondamentale.
Ps. Questo passaggio fa assolutamente riflettere: questo genitori hanno chiesto 50.000 euro a minore per farli visitare
Una precisazione per la privacy: sono stato autorizzato a divulgare tutto da una fonte qualificata. Anche perché i nomi e i dati di tutti erano già a disposizione di tutti perché mostrati ed enunciati in diversi programmi TV. Che non si sono mai preoccupati della privacy