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Nov 27, 2023 11 tweets 4 min read Read on X
Il progetto si chiamava “Carte du Cielè, atlante fotografico delle stelle.
A coordinarlo il direttore dell’osservatorio di Parigi, Amédée Mouchez.
Un progetto reso possibile dalle nuove tecniche fotografiche, come lastre ad emulsione in gelatina, molto sensibili e facili da usare Image
Dovete sapere che fino all’avvento della fotografia si era costretti a disegnare ciò che l’essere umano vedeva nell’oculare del telescopio.
Un lavoro lungo, soggettivo, dove spesse volte il disegno non rispecchiava esattamente la realtà.
Diciotto Osservatori con diciotto telescopi identici aderirono al progetto della "Carte du Ciel".
Ad ogni Osservatorio una porzione di cielo.
Tra gli osservatori era presente anche la Specola Vaticana.
Per analizzare 22.000 lastre fotografiche. Image
La Specola Vaticana era (ed è) un Osservatorio astronomico e centro di ricerca scientifica della Chiesa cattolica.
Fondato il 14 marzo 1891 proprio da Papa Leone XIII venne dotato per l’occasione di un grande telescopio. Il sacerdote Francesco Denza fu il primo direttore.
Image
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A quel tempo Papa Leone XIII era molto interessato alla scienza e non solo a questioni religiose.
Decise pertanto di inviare a Parigi un suo rappresentante.
Inizialmente proprio Francesco Denza,laureato in fisica e matematica fondatore della stazione meteorologica di Moncalieri Image
Poi il suo posto fu preso dal gesuita John Hagen.
A lui servivano aiutanti che sapessero “leggere” le coordinate celesti sulle lastre fotografiche e dunque la posizione degli astri.
Di regola donne
Per la pazienza e la diligenza, ma anche perché venivano pagate meno degli uomini Image
Lui pensò a noi.
A noi quattro.
I nostri nomi?
Emilia Ponzoni, Regina Colombo, Concetta Finardi e Luigia Panceri, suore dell’Istituto “Suore di Maria Bambina” con Casa Madre a Milano.
E ci mettemmo subito al lavoro. Image
Diventando sempre più esperte.
A scrivere i dati, certo, ma quando ci mostrarono come fare, anche ad utilizzare il telescopio.
Talmente brave che tutti cominciarono a chiamarci “le donne calcolatrici” per velocità e capacità di calcolare le coordinate riportandole sui fogli.
Le suore erano donne dotate di pazienza, tenacia e ottima manualità.
Dal 1909 al 1929 riuscirono a misurare da sole (a mano perché non c’erano i calcolatori) ben 418.215 stelle.
Il Vaticano fu uno degli Stati che contribuì maggiormente a compilare la prima mappatura del cielo. Image
Quel progetto internazionale per la mappatura del cielo iniziato a fine Ottocento è proseguito fino al 1966.
Sono state catalogate oltre 5 milioni di stelle.
Ad oggi è nota la posizione di 1,7 miliardi di stelle. Grazie anche ad esperti dell'Osservatorio Astrofisico di Catania.
I nomi della quattro suore, Emilia Ponzoni, Regina Colombo, Concetta Finardi e Luigia Panceri, sono stati rivelati solo nel 2016.
Scoperti per puro caso da padre Sabino Maffeo, dell’Osservatorio Vaticano.
Ora possono avere il giusto riconoscimento.

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Feb 15
Il New York Times mi ha dedicato un bellissimo necrologio, scrivendo alla fine “una modesta casalinga che non ha mai pensato di aver fatto qualcosa di straordinario".
Effettivamente è così.
Mai pensato.
Fino all’ultimo giorno della mia vita, il 2 maggio 2008.
Maledetta polmonite
Avevo 68 anni, ma a dire il vero la mia vita era già terminata quel giorno, il 22 luglio 1975, quando un camion guidato da un ubriaco ci aveva travolti uccidendo sul colpo il mio Richard.
Aveva solo 41 anni, sapete?
Io 36.
Viva, ma da quel giorno senza un occhio. Image
“Loving v. Virginia 388 U.S. 1967”, non vi dice niente? Tranquilli, è normale.
Oggi per voi molte cose sono scontate.
Non era così a miei tempi, nel 1958.
In Virginia non era scontato per un uomo nemmeno innamorarsi e sposare una donna.
Perché dipendeva dal tipo di donna.
Read 20 tweets
Feb 11
"Ilia Malinin ha sconvolto le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 riportando sul ghiaccio il backflip" riportano i giornali.
Il Il backflip (flip all'indietro) è un salto mortale all'indietro.
Difficilissimo.
E soprattutto pericolosissimo. Image
Per eseguirlo bisogna pattinare su un filo indietro, compiendo una puntata con la gamba libera (la destra per i pattinatori destrimani) per poi darsi lo slancio per completare la rotazione in aria.
Come lo so?
Mettetevi comodi.
E leggete questa storia.
La mia. Image
Perché non ho mai vinto le Olimpiadi?
Bella domanda.
So solo che ad ogni partecipazione era sempre la solita storia: “non corrisponde agli schemi tradizionali”.
Mi chiedo, ma quale progresso puoi ottenere seguendo solo schemi tradizionali, facendo sempre le stesse cose?
Read 20 tweets
Feb 3
Le chiamo “le vittime invisibili”.
Come Maria Monchietti, per esempio.
Il luogo?
Ceretto Lomellina.
Il tempo?
Il 1921, quando gli squadristi fascisti erano all’opera, assoldati dagli agrari e dagli industriali.
Il soldo era di 40 lire giorno per gli agrari di Mortara.
Come riferisce il settimanale “la nuova terra” del 1° marzo 1921: «l’opera di ingaggio dei fascisti è affidata al signor Franciosi.
Egli fece la spola tra le città esportatrici e riuscì ad assicurare importanti scritture».
Squadristi ingaggiati per «educazione e difesa sociale».
E’ la sera del 22 marzo 1921 quando Maria Monchietti, al primo piano, si accorge che di sopra ha lasciato la lampada accesa.
Si avvia su per le scale per spegnerla.
Una volta spenta si avvicina alla finestra per chiudere l’anta.
Vede i fascisti sparare alla gente per strada. Image
Read 25 tweets
Jan 29
“Nessun fiocco di neve si sente mai responsabile in una valanga.”
(Stanisław Jerzy Lec)

Quello che segue è il testo della canzone "Matamoros Banks", cantata da Bruce Springsteen.
Racconta la storia del mio viaggio alla ricerca di un futuro migliore.
“Ogni anno molte persone
muoiono attraversando deserti
montagne e fiumi dei nostri confini meridionali
in cerca di una vita migliore
qui seguo il viaggio al contrario
dal corpo sul letto del fiume
all’uomo che cammina per il deserto
verso le rive del Rio Grande.
Per due giorni il fiume ti tiene giù
poi sali alla luce senza un suono
passi i luoghi di villeggiatura e vuoti
scali di smistamento
le tartarughe mangiano la pelle dai tuoi occhi
così giacciono aperti alle stelle.
Dai via i tuoi vestiti
Read 14 tweets
Jan 27
Tempo fa vi ho parlato dei 20 bambini ebrei del campo di Neuengamme.
Provengono da Francia, Paesi Bassi, Jugoslavia, Polonia, e uno dall'Italia.
Si chiama Sergio De Simone, un bambino napoletano di circa 7 anni.
Vengono assegnati alla baracca n. 11. Image
Iniziano gli esperimenti.
Il dottor Kurt Heissmeyer fa incidere la pelle sul torace dei bambini.
Sotto l’ascella destra, con tagli a X, lunghi circa cinque centimetri.
Poi introduce con una spatola i bacilli della tubercolosi. Image
Image
Nelle carte del processo tenutosi ad Amburgo si legge: “Tieniti forte, ho una notizia non proprio piacevole. C’è un ordine di esecuzione da Berlino. Devi eliminare i bambini con il gas o con il veleno".
E' il diciannove aprile del 1945.
Read 17 tweets
Jan 20
Quando tutto ebbe inizio?
Esattamente il 6 gennaio 1929, nevicava e faceva freddo.
Chi lo conosceva lo definiva “un essere insignificante”, ventinove anni, miope, tale da costringerlo a portale lenti molto spesse.
Proveniva alla classica famiglia borghese di Monaco di Baviera.
Lui ci aveva provato a fare carriera in ambito militare, ma non era andato più in là del grado di allievo ufficiale.
Essendo lui e la famiglia in difficoltà economiche aveva deciso di donare le sue braccia all’agricoltura.
Voleva diventare agronomo
Per questo si era iscritto all’università.
Mettendosi subito in mostra.
Tranquilli, non come studente.
Tutti lo conoscevano perché alle feste universitarie si presentava sempre vestito da sultano turco.
Teneva un diario dove scriveva il nome delle ragazze che lo respingevano.
Read 25 tweets

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