40 anni fa, fra il 13 e il 16 gennaio 1985, dopo 2 settimane di gelo intenso, il versante sudalpino e parte del Norditalia furono interessati da una nevicata eccezionale. Sulle pianure🇨🇭sudalpine la coltre di #neve arrivò a sfiorare il metro di spessore. Un 🧵 nostalgico (1/10)
A partire da fine dicembre 1984, le T 📉 in modo marcato. Ad inizio gennaio, una massiccia invasione di aria gelida di origine artica raggiunse l’Europa centrale e mediterranea dove diede origine a un forte calo delle T e intense nevicate sull'Italia centro-meridionale. (2/10)
In una prima fase, l’aria di origine artica raggiunse il versante sudalpino con una corrente da nord. Poi l’8 gennaio aria sempre molto fredda affluì da est e le Tmax rimasero anche a basse quote ampiamente sotto lo zero, persino in presenza di giornate ben soleggiate.(3/10)
Durante i 15 giorni che precedettero la nevicata, le Tmin nelle zone pianeggianti furono comprese tra -10 e -15 °C. Anche a nord delle Alpi si misurarono Tmin molto rigide, toccando i -41.5 °C a 1000 m s.l.m. nel Giura occidentale e fino a – 25 °C in città come Zurigo. (4/10)
A partire dal 13 gennaio, una corrente dai quadranti meridionali fece affluire aria più umida e in quota meno fredda verso le regioni sudalpine. La neve, polverosa e subito spessa, cadde ininterrottamente dalla sera del 13 e fino al 17 gennaio, quando poi divenne pioggia. (5/10)
Il fatto che precipitazioni così abbondanti siano cadute interamente sotto forma di neve anche in pianura, fino a 200 m slm, fu possibile solo grazie al periodo di freddo intenso che si verificò prima della nevicata. La coltre, alla fine, era vicina al metro di spessore! (6/10)
Nevicate abbondanti furono osservate sull’intero Norditalia, dalle coste alle Alpi, su tutta la Sardegna. A Torino, Como e Varese si superò il metro di neve, a Milano la coltre bianca raggiunse i 90 cm di neve, il valore più elevato mai misurato nella capitale lombarda. (7/10)
Non si può escludere che un importante evento nevoso si ripeta in futuro ma, per effetto del riscaldamento climatico, è sempre meno probabile che si creino i presupposti per una nevicata come quella del 1985. Possibile ma molto poco probabile. (8/10)
Dando uno sguardo all’evoluzione della somma annuale del numero di giorni in cui si misura neve fresca, si nota negli ultimi decenni una diminuzione significativa a tutte le quote, quindi anche in pianura. Ciò è dovuto all’aumento delle T / (9/10)
che fa sì che le precipitazioni anche in inverno cadono sempre più spesso sotto forma di pioggia.
E se si ripetesse l'identica configurazione - cosa già di per sé assai rara - non avremmo più le stesse T, vista la mutata condizione generale al contorno. (/end)
@threadreaderapp
pls unroll!
• • •
Missing some Tweet in this thread? You can try to
force a refresh
Dopo la sentenza della #CEDU del 2024 nei confronti della Svizzera, accusata dal gruppo delle Anziane per il clima di non fare abbastanza per proteggere i suoi cittadini dagli effetti cambiamento climatico 👇/
🔗threadreaderapp.com/thread/1777607… rsi.ch/s/2118166
…per la prima volta in Svizzera, un tribunale ha deciso di entrare in materia su una denuncia per danni al clima perpetrati a migliaia di km di distanza da un’azienda svizzera. rsi.ch/s/3375210
Inondazioni nel sud-est asiatico: i morti sono quasi 1’200: Si aggrava il bilancio delle vittime della calamità in Indonesia, nello Sri Lanka e in Thailandia @RSIInfo_ rsi.ch/s/3323039
Al di là della vulnerabilità e dell'esposizione di queste fragili zone, dal punto di vista atmosferico le piogge estreme sono state favorite dalla combinazione di 4 fattori. Il primo è riconducibile alla connotazione stocastica della dinamica atmosferica. Gli altri 3 sono: /
...fattori che si sono sovrapposti, ciascuno con le sue scale temporali di riferimento e hanno dato luogo ad una combo micidiale per queste regioni. Vediamoli: 1) il fattore intra-stagionale: l'effetto nefasto in termini di convezione profonda - della MJO nelle fasi 4-6; /
Qui la consueta proiezione stagionale europea, sulla scorta di anni analoghi in base ad alcuni indicatori significativi. Questi sono: evoluzione delle anomalie dell'altezza del geopotenziale a 500 hPa (z500) nei mesi pregressi, correlazione a lag differenti fra z500 e indice NAO/
alcuni indicatori oceanici, quali stato dell'ENSO (Nina moderata), IOD (-), PDO (-), SSTA attuali sul Nordatlantico. E infine stato della QBO (-) e del ciclo solare undecennale (MAX +1).
Gli anni scelti vengono soppesati per n. di indicatori analoghi, perciò alcuni si ripetono /
Ecco quindi i compositi delle anomalie del z500, buon indicatore del carattere meteo della stagione.
Prima di tutto la consueta verifica con i mesi autunnali che precedono la proiezione. Direi che più o meno ci siamo.
Quanto stiamo vivendo, in termini di precipitazioni intense ed estreme, potrebbe essere solo un’anticipazione di quello che ci potrebbe attendere nei prossimi decenni. I fenomeni estremi non sono infatti più delle eccezioni. Ma prima di tutto, un breve 101 con esempio. 🧵 (1/14)
Fisica dell’atmosfera: l’📈 dei gas serra come la CO2 riscalda la troposfera e, in questo modo, il contenuto di vapore acqueo aumenta, di circa il 7% ogni grado C in ➕, mentre l’umidità relativa non cambia molto. 👇
Immaginiamo un secchio (contenente vapore) riempito dall'"evaporazione" (E), mentre il traboccamento è rappresentato dalle "precipitazioni" (P). Ora immaginiamo che il secchio sia elastico, dilatabile o restringibile a seconda del variare delle temperature dell’aria. (3/14)
Abbiamo appena finito l’ennesima estate torrida in area alpina: in 🇨🇭 è stata la settima estate ➕ calda da inizio serie, dopo quelle del 2003, 2022, 2015, 2019, 2023 e 2024. A sud delle Alpi addirittura la quinta, dopo quelle del 2003, 2022, 2019 e 2015. X (1/11) #heatwave2025
Giugno è stato estremo, il 2o ➕ caldo dopo quello del 2003 e davanti a quelli del 2019 e 2022, concentrando – nella 2a e nella 3a decade – la metà delle 6 heatwaves (HW) che hanno connotato la stagione. La 4a ad inizio luglio, le ultime 2 durante la 2a decade di agosto. (2/11)
Le HW, una delle conseguenze più evidenti e impattanti del GW, non sono più un’eccezione ma una realtà con la quale dobbiamo convivere in tutta Europa, e non solo. 👉🔗 . Sappiamo già che mettono a rischio le persone più fragili, ma quello che non / (3/11)tinyurl.com/tbjxw85t
Sono stato un po’ in giro in montagna, in questi ultimi giorni. Sempre sopra i 2000 m, spesso anche fino ai 3500. La situazione criosferica è pessima. La pochissima neve caduta durante l’ennesima stagione di magra, ha posto basi pessime per la salute dei ghiacciai. 🧵❄️🧊🔥(1/10)
P.e., qui siamo sul passo carrozzabile + alto della🇨🇭, Novena 2500m, il 17/6. L’anno scorso c’era molta neve e il passo era ancora chiuso a quella data. Quest’anno la poca neve se ne stava andando a vista d’occhio. Si vede anche lo stato pietoso del vicino ghiacciaio Gries.(2/10)
La feroce seconda e ancora attuale #heatwave2025 di questa torrida estate appena iniziata, che ci ha consegnato il secondo giugno ➕ caldo di sempre sta facendo il resto con gli interessi. Fonde già ghiaccio vivo, a giugno e con ancora almeno 3-4 mesi di fusione! 😱(3/10)