Una nota sui dimissionari in Uk. Dopo McSweeney e Allan ce ne saranno altre nei prossimi giorni.
Ma attenzione: più che sintomo di crisi è un cambio di rotta nel Labour che, paradossalmente, potrebbe avere l’effetto opposto di chi voleva mettere in crisi il governo. Infatti, queste dimissioni potrebbero segnare la fine della crisi interna che dura da mesi.
Si sta dimettendo tutta l’area intorno a McSweeney, ovvero l’area blairiana. McSweeney incarnava infatti tutto ciò che nel governo veniva criticato: una linea politica imposta più che costruita attraverso il confronto.
Per Starmer, naturalmente, è un momento difficile, perché McSweeney era l’architetto del successo elettorale e delle politiche di governo. Difficile non seguire la linea di chi ti aveva aiutato a ottenere una maggioranza di oltre 200 seggi.
La sfida, per lui, adesso sarà trovare un terreno comune, e con meno potere nelle mani della destra del labour potrebbe essere più facile.
Starmer potrebbe riuscirci o forse no, ma è evidente che la pressante campagna mediatica che chiede le sue dimissioni o che presenta un governo in frantumi sta giocando a suo favore, creando solidarietà nei suoi confronti anche tra chi lo criticava.
Il fatto è che, oltre il rumore, il governo ha operato bene su tutti i fronti. Infatti, gran parte di questo rumore serve proprio a distrarre dai successi.
In thread alcuni commenti raccolti.
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È bastato un tweet da un account con 7.800 follower per far scoppiare il bubbone dell’informazione italiana a livello internazionale.
2 milioni e mezzo di visualizzazioni. Retweet di Anne Applebaum, ex ministri britannici, analisti e giornalisti di fama mondiale.
Era ora, finalmente che questa questione uscisse dalla bolla.
Colgo l’occasione per riproporre alcuni articoli di @Ander_Bruckes (l’autore di questo terremoto mediatico) su come opera la disinformazione russa, perché finalmente abbiano l’attenzione che meritano.
In questi giorni, non solo in Italia, continuo a vedere illustri personaggi individuare in Israele la forza destabilizzante del Medio oriente. Sentire Andrew Marr (giornalista che stimo e solitamente obiettivo) ripetere la stessa tiritera sul LBC ieri mi ha fatto rendere conto che quando parliamo di Medio oriente l'obiettività non esiste, e forse non può neanche esistere. Il punto di vista è tutto: è una lente che ci mostra uno scenario dall'inquadratura che scegliamo. 1/
Per molti anni la mia inquadratura è stata piuttosto anti-Israeliana, dovuta in parte al mio retaggio di sinistra, in parte al contesto pre-Camp David. Nel tempo, il mio asse si è andato spostando, man mano che la conoscenza mi consentiva di mettere a fuoco sempre più elementi di questa storia complessa, nella quale è forse impossibile inquadrare tutto. 2/
A farmi individuare interamente in Israele la soluzione piuttosto che il problema hanno contribuito molti fattori, nel corso degli ultimi vent'anni, uno di questi è stato mettere a fuoco l'Iran, un Paese filo-occidentale e alleato d'Israele divenuto, dopo la rivoluzione islamica sciita, il suo più acerrimo nemico; il creatore e catalizzatore di ogni forza anti-israeliana. 3/
Bisogna ascoltare attentamente Trump, ma siccome le spara grosse, c’è la tendenza a dire “è uno sbruffone”, “è rincoglionito”, “vabbè ma è Trump”, e magari ci si ride sopra, lo si ignora, non lo si prende sul serio. 2/
La reazione dei giornalisti alle sue dichiarazioni dove dice candidamente ai cristiani a cui si rivolge che sistemerà le cose così bene che dopo non dovranno più votare, è sintomatica. 3/
Non molti sanno che la differenza tra politici conservatori e laburisti nel Regno Unito, anche nel 2024 continua ad avere radici nella diversa estrazione sociale.
Il mio pezzo su @LaRagione_eu in 🧵 ⬇️
2/ Quando nel 1955 il primo ministro conservatore Anthony Eden formava il suo governo, il gabinetto era costituito interamente da ministri provenienti da prestigiosi collegi privati.
3/ Succedeva a Winston Churchill, il cui governo era costituito all’88% da ministri educati nelle scuole delle élite. Tutti i governi conservatori tra il 1951 e il 1963 rispecchiavano quel trend.
Buongiorno a tutti. Riprendiamo il nostro speciale sulle #UKElections2024 🇬🇧.
Mancano pochi seggi ad essere assegnati e al momento i risultati effettivi mostrano una possibile vittoria più ampia di quella indicata agli exit poll 1/
2/ Per chi volesse recuperare gli eventi e leggere tutto di seguito può farlo sul blog. Le novità invece, qui sul thread. ⬇️ inoltreblog.com/wp-admin/post.…
3/ Liz Trust, il primo ministro più breve della storia (che deteneva una maggioranza di 26.000 voti) non è stata rieletta. Si è presentata sul palco per l'assegnazione del seggio alla candidata laburista con netto ritardo ed è scappata subito visibilmente stravolta. In Uk è nota anche come la "lattuga"