#12marzo 1977 #RadioAlice

Se, come raccontavo ieri, l’11 era stato il giorno del dolore e della rabbia per la morte di Francesco, il 12 sembrava quello della presa di coscienza e della determinazione.
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La città si era fermata, la zona universitaria era presa e barricata, tanti compagni erano andati a Roma per la manifestazione nazionale.

C’era, invece, il nostro bisogno di elaborare il lutto.
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Fiumi di parole correvano nelle assemblee, nei gruppuscoli e, ovviamente, sulle onde di #RadioAlice.
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radioalice.org/index.php?opti…
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Tutti avevamo chiaro però che la nostra vita da quel giorno non sarebbe più stata la stessa.

Il periodo dell’innocenza era concluso, da adesso, ogni volta che avessimo preso la parola, dovevamo aspettarci che un qualche sgherro del KosSSiga Furioso ci sparasse addosso.
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Ma questo doveva tradursi in una sola cosa, non smettere assolutamente di parlare e alzare la voce.
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enricoscuro.it/archivio-fotog…
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Sì, Bonvi (quello di Sturmtruppen e Nick Carter, sì) la mattina delirava in Radio con Red Ronnie di cittadini solidali con noi “studenti”, ma chissà cosa s'era fumato, oltre ai lacrimogeni.

Chi si fa sparare addosso non ha la solidarietà delle maggioranze. Lo sapevamo bene.
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È con questi pensieri in testa che la sera di quel sabato eravamo in radio in una ventina.

Io nel mio ruolo di tecnico stavo adattando dei ricetrasmettitori CB (“baracchini” in gergo) da utilizzare per utilizzarli in trasmissioni volanti dalle assemblee e dalle piazze.
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Non mi aspettavo certo di partecipare a un film di serie B come quello di cui stavamo diventando protagonisti.

E invece eccoli lì, sul ballatoio di fronte, armati di mitra e corazzati nei giubbotti anti-proiettile, che allora non s'erano visti mai. Non eravamo abituati a
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vedere la swat in ogni telefilm, come oggi.

Per la prima volta avevo visto quest’abbigliamento da assassini nel film “Il caso Katarina Blum”, poco tempo prima e mi aveva impressionato.

Ma eccoli lì, fuori dalla nostra porta, nella loro divisa di feroce idiozia!
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La storia della chiusura e del nostro arresto è cosa nota, come è noto cos'era stata #RadioAlice per il mondo della comunicazione nell'anno precedente.
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Meno noto è che quella notte, prima affrontammo il pestaggio negli uffici della squadra mobile (come confermato a Repubblica dal dott. Lomastro), poi fummo trasferiti al carcere di San Giovanni in Monte.

Lì scoprimmo che gli arrestati in quei due
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bologna.repubblica.it/dettaglio/chiu…
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giorni erano oltre 600.

La polizia aveva arrestato chiunque: compagni che avevano partecipato agli scontri e semplici passanti, chi aveva rubato qualche bottiglia dal ristorante "al cantunzen" e chi aveva un limone in tasca (da cui la rivista "il limone a canne mozze").
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Fra gli altri, noi di #RadioAlice, ricercati in tutta la città sulla base di mandati di cattura indiscriminati.

Ma anche i redattori di un'altra emittente "L'Aradio - Ricerca Aperta", colpevoli solo di aver fatto parlare alcuni compagni di Alice.
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Come andarono le indagini nei mesi successivi?
Come quelle per l'assassinio di Francesco.

Un aneddoto:
L'ultimo scarcerato, quasi 6 mesi dopo, fu Stefano.
Perché?
Katalanotti aveva trovato a casa sua un bigliettino con scritto "Stefano ha detto d'attaccare domani", questa
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per costui era una prova.

Stefano (studente-lavoratore con bretelle) aveva una piccola azienda che "attaccava" manifesti per l'ufficio affissioni del Comune, a cui partecipavano altri due compagni.

Per il prode giudice "attaccare" aveva solo significati militari.
🤮
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Forse, prossimamente, vi racconterò cos'è stata davvero #RadioAlice e come ha rivoluzionato la "comunicazione" (mondiale e locale).

Ragione per cui era tanto amata dalla città partecipante e tanto odiata dai "potenti".

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13 Mar
L'intitolazione di un giardino a Benedetto XV è l'ennesima genuflessione dell'amministrazione comunale al clero bolognese.

Parliamo di un prelato che osò definire "Guerra Giusta" l'andare a depredare la Libia e assassinare quanti più libici possibile per la "gloria"
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del porco Re.

Questo papa (ex vescovo di #Bologna) viene spacciato come "oppositore alla I Guerra Mondiale", ma non lo fu.
Disse qualche parola di circostanza, ma non ritirò i cappellani militari, che dovevano dar "conforto ai militari assassini.
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D'altronde @virginiomerola ama questi assassini coloniali e guerrafondai.

Altra intitolazione è infatti al "Duca degli Abruzzi", l'alpinista che, fra un massacro e un'invasione, s'arrampicava sulle più alte montagne e le più belle donne somale.
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Read 4 tweets
12 Mar
#13marzo 1977, ancora #RadioAlice

Come noto la sera del 12 una ventina di compagni sfuggono alla polizia, scappando attraverso i tetti di via del Pratello.

La mattina del 13 alcuni di questi tornano in radio con un trasmettitore di
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fortuna, per sostituire quello sequestrato.

L’antenna è ancora in piedi (i vigili del fuoco si rifiutano di rimuoverla - è troppo pericolosa per loro, occorrono degli specialisti).

I compagni trasmettono un’oretta e la polizia accorre per arrestarli.

Per gli stessi tetti
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della notte, ospitati dagli stessi abitanti della via, sfuggono ancora.

Lo stesso giorno altri compagni vengono ospitati da “L'Aradio - Ricerca Aperta”.
Ancora arriva la polizia e arresta i redattori di ambedue le emittenti.

D’altronde il KoSSiga l’aveva detto:
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Read 24 tweets
11 Mar
#11Marzo 1977
Gli uomini alle dipendenze del ministro che ama gli assassini, quello che va ai matrimoni dei “brigatisti”, quello che difende l'organizzazione criminale #Gladio, sparano a #FrancescoLorusso e l'uccidono.

Sono passati 44 anni da quel giorno, il giorno in cui lo
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Stato sceglie e applica (per la prima volta a #Bologna) l'utilizzo delle armi contro il conflitto sociale.

Lo fa senza remore, né ipocrisie, tanto da varare immediatamente la legge su "l'uso legittimo delle armi".

Per pura forma propone un capro espiatorio (il carabiniere
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Tramontani), ma poi, appunto, lo protegge. Infatti, puntualmente, la sentenza della sentenza della corte d'appello lo riconosce responsabile, ma ne dichiara “legittimo" l'avere sparato.

Ma noi sappiamo bene che la sua arma non poteva contenere tutti e 13 i colpi che fu
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Read 15 tweets
2 Sep 20
«Questi, ad esempio, dicono che Trump deve invadere la Germania e instaurare il Reich.
Non è una battuta né un’iperbole: è quello che dicono.»
😳😱🤣

Ogni tanto scrivo di qualche #Odiozia #QOnanista, ma vi voglio segnalare che oggi @Wu_Ming_Foundt ha

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wumingfoundation.com/giap/2020/09/i…
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pubblicato su @Internazionale la prima parte di un lungo articolo che racconta come si è evoluto e dove sta andando questo movimento complottardo, nazi-fascista, razzista, negazionista, basato sulla superstizione più imbecille.

Buona lettura.
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internazionale.it/reportage/wu-m…
Read 4 tweets
4 Aug 20
#12Dicembre 1969 #PiazzaFontana
#4agosto 1974 #Italicus
#28Maggio 1974 #PiazzaDellaLoggia
#2Agosto 1980 #StazioneDiBologna
#23Dicembre 1984 #Rapido904

15 anni di bombe, un unico disegno, un'unica #StageFascista

Dettagli:

𝟏𝟗𝟔𝟗:
25/04 - Fiera di Milano
: diversi feriti

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25/04 - altra bomba alla stazione

09/08 - 8 bombe su diversi treni
: 12 feriti

12/12 - Milano - #PiazzaFontana
: 17 morti e 88 feriti

12/12 - altra bomba in Piazza della Scala

12/12 - Roma - 3 bombe
: 17 feriti

𝟏𝟗𝟕𝟎:
22/07 - Gioia Tauro
: 6 morti e 60 feriti

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𝟏𝟗𝟕𝟐:
31/05 - #Peteano
: 3 morti e 2 feriti

𝟏𝟗𝟕𝟑:
17/05 - Milano (Gianfranco Bertoli)
: 4 morti e 40 feriti

𝟏𝟗𝟕𝟒:
28/05 - Brescia - #PiazzaDellaLoggia
: 8 morti e 100 feriti

04/08 - San Benedetto V. S - Treno #Italicus
: 12 morti e 105 feriti

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Read 4 tweets
3 Jun 20
In TT c'è il criminale terrorista e sterminatore e qualche fascista ignorante ha ricominciato a sparare le solite menzogne.
Ripubblico le 10 schede che smentiscono le più note falsità.
(via: @Lantidiplomatic)

#Mussolini NON è andato al potere con il consenso della maggioranza.
#Mussolini NON era contro il liberismo economico.
#Mussolini NON sarebbe contro la moneta unica.
Read 11 tweets

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