Esiste una malattia poco conosciuta ma che colpisce moltissime persone alcune anche famose, è una malattia che se sottovalutata o non diagnosticata ha conseguenze devastanti.
Malattia di Lyme o borrelliosi è una malattia veicolata dalle zecche ma causata dal batterio Borrelia. Il serbatoio è costituito da animali selvatici come piccoli roditori ma anche da animali da reddito o compagnia come i cavalli o i cani.
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La malattia si sviluppa quando si viene morsi da una zecca contente il batterio. La malattia si sviluppa in 3 fasi, i sintomi cambiano e riguardano diversi distretti. Più tardi si agisce e peggiori e duraturi saranno i sintomi.
La terapia preve un antibiotico efficace.
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La diagnosi della malattia non è banale e spesso le prime fasi sono asintomatiche o confondibili con altre malattie, quindi spesso la malattia procede senza che venga contrasta. I casi sono in aumento soprattutto nel nord Stati Uniti e una delle cause è il #climate change.
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Infatti l'aumento delle temperature ha espanso le aree dove le zecche proliferano, aumentando quindi le chances di incontrare animali domestici. Si ipotizza che molte star di Hollywood siano entrate in contatto con le zecche tramite i cavalli.
Quindi la malattia di Lyme è una malattia pericolosa, in aumento, non semplice da trattare.
Ma oggi c'è una bella notizia!
Oggi Valneva e Pfizer annunciano l'inizio di un trial di fase 3 per un vaccino contro la Borrelliosi!
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Ci ricordiamo dai trial del Covid che il fase 3 è il trial finale che si fa quando il farmaco si è gia dimostrato sicuro ed immunogenico. Ora va testato su una grande fetta di popolazione suscettibile in una zona dove la malattia è presente.
Questo vaccino istruirà il sistema immunitario ad attaccare le strutture batterie qualora dovessimo entrarvi in contatto. Ovviamente per ora non abbiamo dati sull'efficacia effettiva e lo sapremo nei prossime mesi ma se dovesse funzionare la portata sarebbe enorme. 8/n
I vaccini si confermano uno dei strumenti più potenti mai creati dall'uomo e la loro potenza sta nell'attivare quel macchinario perfetto che è il sistema immunitario.
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Un grazie va a @lucacozzuto il quale oltre a segnalarmi spesso bellissime storie da raccontare è un fantastico compagno di discussioni scientifiche. Ad maiora
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No, l’obesità non è una scelta.
Attribuirla unicamente a pigrizia o mancanza di disciplina è una semplificazione che ignora la realtà: la regolazione del peso corporeo è il risultato di un intreccio tra genetica, ambiente e società.
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Gli studi stimano che l’ereditarietà dell’obesità pesi per il 40-70%. Sono già stati identificati più di 244 geni che, se sovraespressi o inattivati nei modelli animali, alterano profondamente l’adiposità.
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Questi geni agiscono su diversi fronti: controllo dell’appetito attraverso i circuiti cerebrali, segnalazioni provenienti da tessuto adiposo e apparato digerente, regolazione della formazione e dello stoccaggio delle cellule adipose, propensione all’attività spontanea
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Sfatiamo un mito: “Medici e farmaceutiche ci vogliono malati”
I fatti dimostrano il contrario. Alcune malattie sono state eliminate: il vaiolo è eradicato dal 1980 e la poliomielite è quasi scomparsa.
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Altre oggi si curano definitivamente: l’epatite C guarisce in oltre il 95% dei casi, l’ulcera da Helicobacter pylori si risolve con antibiotici.
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I vaccini salvano ogni anno circa 4,4 milioni di vite e, solo nel primo anno contro il COVID-19, hanno evitato quasi 14 milioni di morti. Anche i tumori mostrano progressi enormi: negli USA la mortalità è scesa del 34% dal 1991, pari a milioni di vite in più.
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Non ce nulla di male ad iniziare la giornata con latte e biscotti! Ultimamente si è diffusa la carbofobia, la paura ingiustificata dei carboidrati. Zuccheri aggiunti e cibi processati vanno limitati, ma se inseriti nel modo giusto nella dieta non danno nessun problema. 1/n
Demonizzare tutti i carboidrati non trova riscontro nella ricerca: la salute metabolica dipende piuttosto dalla qualità delle fonti, dal controllo delle porzioni e dall’equilibrio con fibre, proteine e grassi.
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Un’alimentazione che include frutta, verdura, cereali integrali e legumi — con circa metà dell’energia totale proveniente da carboidrati — ha mostrato di ridurre la pressione arteriosa e migliorare i marker cardiometabolici in poche settimane.
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Quando il peso diventa oggetto di scherno, non si ferisce solo l’autostima: si accorcia la vita.
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Un’analisi su oltre 18 000 adulti dei grandi studi statunitensi HRS e MIDUS rivela che subire discriminazioni legate al peso aumenta il rischio di morte di quasi il 60 % (HR 1,57 e 1,59), indipendentemente da età, stile di vita, condizioni cliniche e dallo stesso BMI.
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L’effetto è più marcato di quello osservato per altre forme di discriminazione.
Perché succede
• Lo stigma è uno stress cronico: innalza cortisolo, infiammazione e pressione arteriosa.
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No, non sono le creme solari a causare il cancro ma le scottature.
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L’idea che le creme solari “facciano venire il cancro” è infondata. Al contrario, a mettere davvero a rischio la pelle sono le scottature, specialmente durante l’infanzia e l’adolescenza.
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Uno studio pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention ha seguito oltre 100.000 donne per 20 anni, valutando sia l’esposizione cronica ai raggi UV che la presenza di scottature gravi in giovane età. I risultati sono netti:
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No, il pollo non è la nuova carne rossa. Uno studio italiano ha trovato un’associazione tra consumo elevato di pollame e aumento della mortalità, ma è uno studio osservazionale e isolato.