3/n 🚨I sostenitori di #Bolsonaro hanno fatto irruzione nei locali della Corte Suprema del #Brasile.
4/n I sostenitori dell'ex presidente #Bolsonaro stanno devastando il palazzo del Parlamento: manca solo lo sciamano vestito da vichingo.
Incredibile.
5/n #Brasile. Entra in azione l'esercito: secondo alcuni report i sostenitori di #Bolsonaro avrebbero fatto irruzione anche nel palazzo presidenziale, raggiungendo l'ufficio di #Lula.
6/n A prendere d'assalto il Congresso a #Brasilia è una marea umana. Impossibile non vi sia stato un coordinamento. Immagini inquietanti: adesso sarà decisiva la risposta delle forze di sicurezza.
7/n L'8 gennaio sembra una riedizione del 6 gennaio che squassò il Campidoglio USA: anche in questo caso l'ex presidente tace senza chiedere ai manifestanti di placare la propria furia.
La democrazia in #Brasile sta subendo un attacco durissimo.
8/n Grazie mille ai tantissimi che stanno seguendo sul mio Blog gli sviluppi di quello che possiamo ormai definire un tentato #GolpeDeEstado in #Brasile. steadyhq.com/it/dangelodario
Chi apprezza il mio lavoro si iscriva: questo è il solo modo per consentirmi di continuare a lavorare.
9/n I locali del Supremo Federale del #Brasile distrutti dai golpisti.
10/n Nel tweet precedente ho mancato la parola "Tribunale". Tribunale Supremo Federale. Scusate ma sono momenti di grande concitazione e sto cercando di essere il più rapido possibile nell'aggiornarvi. Grazie per la comprensione.
11/n Guardate la moltitudine di persone che sta assaltando il Congresso.
17/n Jamie Raskin, membro del Congresso degli Stati Uniti che ha fatto parte della commissione d'inchiesta sull'attentato al Campidoglio: Le democrazie mondiali devono agire rapidamente per chiarire che non c'è alcun sostegno per i cospiratori del colpo di Stato in #Brasile.
18/n I golpisti all'assalto del Congresso in #Brasile posano accanto all'immagine di #Bolsonaro.
Se ancora non fosse abbastanza chiaro chi ha ispirato questo #GolpeDeEstado.
19/n L'esercito nel palazzo presidenziale: manifestanti in arresto nello scatto qui sotto. Segnale importante del fatto che le forze armate verdeoro, almeno in parte, rispondono agli ordini dello Stato brasiliano e non supportano il tentato #golpe.
21/n #Lula: "Avrete visto la barbarie di oggi a #Brasilia. Quelle persone che chiamiamo fascisti, la cosa più abominevole in politica, hanno invaso il palazzo e il Congresso. Pensiamo che ci sia stata una mancanza di sicurezza".
22/n #Lula: "Chiunque abbia fatto questo sarà trovato e punito. La democrazia garantisce il diritto alla libera espressione, ma richiede anche alle persone il rispetto delle istituzioni. Non ci sono precedenti nella storia del paese di quello che hanno fatto oggi. Per questo
23/n devono essere puniti".
24/n 🚨🇧🇷Il presidente #Lula ha firmato il decreto per l'intervento delle forze federali a #Brasilia.
25/n 🚨🇺🇸"Gli USA condannano qualsiasi tentativo di minare la democrazia in Brasile. Il presidente Biden sta osservando da vicino la situazione e il nostro sostegno alle istituzioni democratiche del Brasile è incrollabile. La democrazia brasiliana non sarà scossa dalla violenza".
26/n #Brasile. Guardia Nazionale: arrestati già 150 bolsonaristi.
27/n L'intelligenza dei golpisti di #Bolsonaro: all'arrivo dell'esercito molti di loro hanno esultato, credendo che fossero arrivati a sostenere il loro #GolpeDeEstado.
Pochi minuti dopo sono stati arrestati dagli stessi soldati.
28/n Mentre i suoi fan prendono d'assalto le istituzioni brasiliane, l'ex presidente Jair #Bolsonaro è in #Florida, dove si è rifugiato per evitare di partecipare alla cerimonia di trasferimento dei poteri.
Diversi politici USA, tra cui Ocasio-Cortez, hanno chiesto di estradarlo.
29/n Le mie scuse a tutti coloro che stanno scrivendo nei commenti, spesso senza ricevere risposta: è solo che sto cercando info per aggiornarvi bene e presto. steadyhq.com/it/dangelodario
Chi apprezza il mio lavoro può sostenerlo iscrivendosi al Blog: vi ringrazio.
30/n Comunque vada a finire questo tentato #GolpeDeEstado, una cosa è certa: dopo l'assalto al Congresso USA del 6 gennaio 2021 i tempi di incubazione sono stati lunghi, ma il virus del trumpismo è ancora in circolazione. Nessuno è immune.
31/n #Meloni: "Quanto accade in #Brasile non può lasciarci indifferenti. Le immagini dell’irruzione nelle sedi istituzionali sono inaccettabili e incompatibili con qualsiasi forma di dissenso democratico. È urgente un ritorno alla normalità ed esprimiamo solidarietà alle
32/n Istituzioni brasiliane".
Tweet delle 23 e 59. Si poteva fare meglio.
33/n #Macron:"Il presidente #Lula può contare sull'appoggio incondizionato della Francia".
22:09, per dire.
34/n Ecco in che condizioni è ridotto il palazzo presidenziale del #Brasile dopo il passaggio dei vandali #bolsonaristi.
38/n #Bolsonaro ha infine emesso una qualche forma di condanna per l'assalto alle istituzioni:"Le manifestazioni pacifiche, sotto forma di legge, fanno parte della democrazia. Tuttavia, le depredazioni e le invasioni di edifici pubblici come quelle avvenute oggi, così come quelle
39/n praticate dalla sinistra nel 2013 e nel 2017, sfuggono alla regola. Nel corso del mio mandato, sono sempre stato all'interno delle quattro linee della Costituzione rispettando e difendendo le leggi, la democrazia, la trasparenza e la nostra sacra libertà.
Inoltre, respingo
40/n le accuse, prive di prove, attribuitemi dall'attuale capo dell'esecutivo del #Brasile".
41/n Ministro della Giustizia Dino: "È chiaro che la responsabilità politica (di Jair #Bolsonaro) è inequivocabile. La responsabilità legale, poi, spetta ovviamente alla magistratura, alla Procura della Repubblica".
42/n La Polizia Federale ha deciso di rafforzare la sicurezza del presidente #Lula.
43/n 🚨 Non solo #Brasilia: i #bolsonaristi stanno entrando in azione in quattro Stati del #Brasile come Mato Grosso, Paraná, Santa Catarina e São Paulo bloccando le maggiori autostrade.
Queste le immagini che arrivano da São Paulo.
44/n Gli agenti della Polizia Militare del Distretto Federale e della Forza di Sicurezza Nazionale hanno sgomberato il campo #bolsonarista di fronte al quartier generale dell'esercito a #Brasilia. In tutto, 1200 persone sono state arrestate sul posto.
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Per Donald Trump sono ore complicate. Il Presidente degli Stati Uniti ha lottato per mesi tentando di allontanare questo momento, apparentemente inutilmente. La pubblicazione di circa 20mila nuovi documenti relativi a Jeffrey Epstein rischia di avere un effetto dirompente sul suo futuro alla Casa Bianca. La dinamica è simile a quella delle sabbie mobili: più cerchi di tirartene fuori, più finisci per sprofondarvi dentro. E allora, si dirà, cosa dovrebbe fare Trump per non essere risucchiato da questo vortice? Probabilmente non c’è una risposta corretta. Probabilmente non è possibile negare che Trump sapesse molto più di quanto abbia mai ammesso pubblicamente rispetto al finanziere accusato di abusi su minori e traffico sessuale e ai suoi rapporti con lui.
Ho trascorso le ultime ore scandagliando il contenuto di queste email. Non è stato semplice, ma c’è molta carne al fuoco. Per questo ho preparato per voi una lista contenente i 5 fatti veramente nuovi e importanti emersi dalle corrispondenze private di Jeffrey Epstein in relazione a Donald Trump. Partiamo dalla questione che più si avvicina ai temi trattati generalmente dal Blog.
Epstein, Trump e Vladimir Putin
Il 24 giugno 2018, poco prima del vertice fra Donald Trump e il presidente russo in quel di Helsinki, Epstein invia un’email a Thorbjorn Jagland, ex primo ministro norvegese e all’epoca segretario generale del Consiglio d’Europa. Il finanziere si offre per fornire alla Russia informazioni sul presidente USA: “Penso che potresti suggerire a Putin che Lavrov può ottenere un punto di vista utile parlando con me”. Jagland risponde dicendo che avrebbe visto l’assistente di Lavrov il giorno successivo e che avrebbe proposto un contatto con Epstein.
Non è chiaro se l’incontro sia mai avvenuto.
Dopo l’incontro in Finlandia, è Larry Summers, ex segretario al Tesoro, a scrivere a Epstein: “I russi hanno qualcosa su Trump? Quello che è successo oggi è sconvolgente”.
Epstein replica esprimendo ironia e disprezzo nei confronti di Trump: “Sono sicuro che secondo lui è andata benissimo. Crede di aver affascinato il suo avversario. Ovviamente non ha idea del simbolismo. Non ha idea della maggior parte delle cose”.
In un’altra mail, Epstein lascia intendere di aver parlato di Trump con Vitaly Churkin, ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, prima della morte di quest’ultimo nel 2017: “Churkin era fantastico. Ha capito Trump dopo le nostre conversazioni. Non è complicato: deve sembrare che ottenga qualcosa, è tutto qui”. 👇
2/5 🚨🇺🇸 Epstein, Trump e la battuta di Sherlock Holmes
Epstein e la sua collaboratrice storica, Ghislaine Maxwell, sembrano considerare significative le informazioni di cui sono in possesso su Trump. Da alcuni passaggi trapela persino l’idea che tali informazioni possano essere utilizzate come leva.
In un’email dell’aprile 2011, Epstein scrive alla donna: “Voglio che tu capisca che quel cane che non ha abbaiato è Trump”.
Il riferimento è a una storica battuta di Sherlock Holmes nel racconto Silver Blaze, in cui l’investigatore deduce l’identità del colpevole dal fatto che un cane da guardia non ha abbaiato durante il furto di un cavallo: un’assenza di comportamento che rivela che il ladro è qualcuno conosciuto dall’animale.
Allo stesso modo, questa espressione indica indica l’assenza di un evento che ci si sarebbe aspettati.
Da qui nasce la domanda: perché Epstein e Maxwell si aspettavano che emergessero notizie su Trump? Perché il cane non ha abbaiato?
3/5 🚨🇺🇸 “Dovresti lasciare che Trump si impicchi da solo”
Il 15 dicembre 2015, lo scrittore Michael Wolff - autore di un best-seller sulla West Wing dell’amministrazione Trump - scrive a Epstein con oggetto “heads up” (“avviso”).
Per quel giorno è in programma un dibattito delle primarie repubblicane trasmesso dalla CNN. E Wollf commenta: “Ho sentito che alla CNN intendono chiedere a Trump stasera della sua relazione con te - o in diretta o subito dopo il dibattito”.
Epstein replica: “Se riuscissimo a preparargli una risposta, quale pensi che dovrebbe essere?”.
E Wolff: “Penso che dovresti lasciarlo impiccarsi da solo. Se dirà di non essere mai stato sul tuo aereo o nella tua casa, questo ti darà un valore in termini di immagine e di moneta politica. Potrai usarlo contro di lui in modo da ottenere un vantaggio, oppure - se davvero sembrerà che possa vincere - potrai salvarlo, creando così un debito. Ovviamente, è anche possibile che, se gli verrà chiesto, dirà che Jeffrey è un grande tipo che ha avuto un trattamento ingiusto e che è una vittima del politicamente corretto, cosa che nel regime di Trump sarà messa fuori legge”.
Perché è importante: perché sottolinea come Trump, già prima della sua ascesa alla Casa Bianca, fosse percepito da Epstein come una pedina da manovrare, qualcuno da cui si può ottenere qualcosa o a cui si può far pesare un debito, a seconda di come evolveranno gli eventi.
🚨🪖🇺🇸🇰🇵 Una missione impossibile. Navy SEAL in Corea del Nord: spiare Kim, uscirne vivi, fallire nel buio. Come l'America ha sfiorato la guerra con Pyongyang
Chi ha infine deciso di liberarsi di un peso, di consegnare queste informazioni - sensibili, altamente classificate, rimaste nell'ombra per oltre 6 anni - ha raccontato al New York Times di averlo fatto non per gloria. E neanche per vendetta. Ma solo nella speranza di mettere a tacere la propria profonda inquietudine, l'assillo di chi sa troppo per prendere sonno nelle notti affollate dagli incubi, quelle in cui non esiste tregua, riposo possibile.
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2/n 🚨🪖🇺🇸🇰🇵 Dopo tutto questo tempo, la vicenda si era ormai trasformata in un'ossessione, un perenne assillo: che i fallimenti delle Operazioni Speciali americane, incluse quelle dei più celebrati Navy SEAL, vengano sistematicamente inghiottiti dal segreto governativo, portando l'opinione pubblica, e gli stessi decisori politici, a credere che nulla sia precluso per i reparti d'élite, che tutto sia sempre fattibile.
La Red Squadron del SEAL Team 6, la stessa unità che ha ucciso Osama bin Laden in Pakistan, ha scoperto a proprie spese (e non soltanto) che la realtà può essere molto diversa.
3/n 🚨🪖🇺🇸🇰🇵 Tutto ha inizio in una notte d'inverno, all'inizio del 2019. Mentre il mondo guarda altrove, ignaro di cosa stia accadendo, un commando americano emerge dall'oceano nero inchiostro, avvicinandosi silenziosamente alla costa rocciosa della Corea del Nord.
È un'immagine inquietante, spaventosa, difficile da accettare, forse perfino da credere: ma il destino di miliardi di persone potrebbe dipendere dalla riuscita o dal fallimento di quella missione segreta.
🚨🇮🇹 🇹🇷 Potrebbe non essere stata una "semplice" operazione di polizia quella andata in scena nel tardo pomeriggio di ieri a Viterbo, a margine del trasporto della Macchina di Santa Rosa, la caratteristica processione in onore della patrona della città che ogni anno vede una torre alta circa 30 metri trasportata a spalla da un centinaio di uomini, detti "facchini", lungo le vie del centro. Fischi e malumori hanno accompagnato alcuni frangenti della celebrazione per la decisione delle autorità di procedere con la pubblica illuminazione accesa, contrariamente alla tradizione. In realtà, le migliaia di persone presenti non erano a conoscenza del fatto che proprio in quegli istanti, dal Viminale, il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e il capo della Polizia di Stato, Vittorio Pisani, ricevevano aggiornamenti in tempo reale dai loro uomini sul campo, impegnati a sventare in extremis un possibile attentato.
2/n 🚨🇮🇹🇹🇷 Fonti locali attribuiscono alla segnalazione di un uomo del posto la "soffiata" che ha portato le forze dell'ordine a evitare la possibile tragedia. Un cittadino viterbese avrebbe infatto notato movimenti sospetti all'interno di un appartamento di via Santa Rosa, affacciato proprio sulla celebre salita percorsa al termine del Trasporto, quando la Macchina raggiunge il Santuario.
Scattato l'allarme, subito le forze dell'ordine si sono attivate per fronteggiare una minaccia che avrebbe potuto mettere a repentaglio migliaia di persone (la stima parla di circa 40mila presenti) riunite nelle vie del centro. Le prime indiscrezioni che filtrano dagli inquirenti parlano infatti della scoperta di un vero e proprio arsenale all'interno dell'appartamento: mitra, pistole, componenti potenzialmente riconducibili a ordigni esplosivi. E, soprattutto, un mini-commando pronto a entrare ad azione, probabilmente a momenti.
3/n 🚨🇮🇹🇹🇷 Quando fanno irruzione nel B&B di via Santa Rosa che ospita i sospetti, gli agenti della Squadra Mobile oltre alle armi trovano due persone, mentre un terzo elemento non è in casa o forse è riuscito a dileguarsi. I primi controlli incrociati non forniscono risposte certe: uno dei passaporti presentati non corrisponde a uno degli arrestati, dunque potrebbe esserci un latitante.
Le prime indagini portano gli inquirenti a ipotizzare un legame con la rete criminale del boss turco Baris Boyun, arrestato nei mesi scorsi. Più in generale, la Tuscia è stata il fulcro di una serie di operazioni legate alla mafia turca che da mesi preoccupano non poco le autorità italiane (e i residenti): c'è il forte sospetto che l'area sia diventata una base operativa dell'organizzazione, con cellule dormienti accreditate di legami con il fondamentalismo islamico e in particolare con l'ISIS-K.
🚨🪖🇫🇷 La premessa è d'obbligo: no allarmismi. Non esistono attualmente indicatori che anticipino l'imminenza di una guerra che coinvolga Parigi o altre importanti capitali europee. Ma l'iniziativa del governo francese merita senza dubbio di essere analizzata con attenzione.
In una lettera datata 18 luglio 2025, il Ministero della Salute transalpino ha infatti chiesto con discrezione agli ospedali del Paese di prepararsi a fronteggiare un "impegno militare di grande entità" in Europa, con piena prontezza richiesta entro marzo 2026.
Vediamo i dettagli insieme. Ps: mi ripeto, no allarmismi immotivati. Leggere questo pezzo con curiosità e interesse, non con apprensione.👇
2/n 🚨🪖🇫🇷 La direttiva in questione, rivelata da Le Canard Enchaîné, è stata inviata alle Agenzie Regionali di Sanità con l'obiettivo di delineare come il sistema dovrebbe reagire nel caso in cui la Francia diventasse base logistica di retrovia in un conflitto su larga scala. Cosa si intende di preciso? Si parla di fatto di una zona situata dietro la linea del fronte, sicura, pronta a fungere da punto di supporto, evacuazione, cura dei feriti, rifornimenti e preparazione di truppe.
3/n 🚨🪖🇫🇷 La richiesta espressa nel documento è chiara: essere pronti ad accogliere in breve tempo un gran numero di militari feriti - che siano francesi e alleati - e di farlo per settimane, persino mesi.
Per garantire una gestione dell'afflusso di pazienti ottimale, il ministero francese chiede che vengano istituiti centri medici di smistamento nei pressi di porti e aeroporti, così da stabilizzare i pazienti e rimandarli rapidamente nei rispettivi Paesi di appartenenza.
Per ottenere la massima efficienza, il personale medico francese dovrebbe ricevere anche un'adeguata formazione, da intendersi nella forma di un addestramento sulle "condizioni del tempo di guerra".
Il riferimento è alla potenziale scarsità di forniture, ai picchi improvvisi di domanda e alla logistica perturbata, ma anche all'insieme di condizioni mediche che i camici bianchi potrebbero essere chiamati ad affrontare con frequenza, dai disturbi post-traumatici alla riabilitazione per lesioni complesse.
1/n 🚨🇺🇦🇷🇺 Che storia straordinaria quella di Konstantin Gudauskas.
Oggi tutto il mondo parla di lui come "l'angelo di Bucha". Ma se chiedete al diretto interessato di raccontare la sua storia, partirà da più lontano. Forse vi dirà di sua nonna, nata a Kyiv, ma deportata dai russi in Kazakhstan, costretta a viaggiare su carri bestiame, senza cibo. E magari vi spiegherà che è stata lei a insegnargli, fin da piccolo, che "il nemico peggiore non era il tedesco, ma il comunista". Per molto tempo, Konstantin non si è posto questo problema. È stato prima "un bravo bambino, ubbidiente" e poi, diventato più grande, un giovane che non ha "mai bevuto alcol o fumato sigarette. Ascoltavo sempre i miei genitori e ubbidivo. Pensavo che sarei finito per forza in Paradiso. Poi nel 2019 sono arrivato in Ucraina".
2/n 🚨🇺🇦🇷🇺 È a quel punto che la sua incredibile vicenda prende vita. Anzi, probabilmente un po' prima.
Konstantin Gudauskas vive in Kazakhstan, il Paese in cui è nato, quello in cui ha avviato un'attività imprenditoriale di successo. Si occupa di logistica, trasporta merci dalla Cina all'Europa, guadagna bene, e tutto potrebbe proseguire. Se non fosse per quella passione civile.
Konstantin guida un gruppo per la difesa dei diritti umani, svolge un ruolo attivo nelle elezioni presidenziali kazake 2019, ma come molte altre persone sente di essere stato tradito:
"Il candidato che supportavamo, Amirzhan Qosanov, ci ha venduti per 10 milioni di dollari: ha riconosciuto la sua sconfitta prima della proclamazione ufficiale dei risultati. Stiamo parlando del nostro leader: ci ha traditi e se n'è andato con i soldi. AIlla fine, i sostenitori di quell'uomo sono stati perseguitati. Ho rischiato fino a 13 anni di prigione. Era una persecuzione politica. Poi mi hanno dato la possibilità di lasciare il Paese in modo legale. È stato un vero bivio nella mia vita".
3/n 🚨🇺🇦🇷🇺 Konstantin potrebbe scoraggiarsi. Gli hanno portato via tutto. È uscito dal Paese solo con una piccola valigia, costretto a ricominciare da zero. Ma è suo padre a dargli coraggio:
"Mi disse parole molto semplici e sagge: 'Figlio mio, se sei riuscito a guadagnare tutto questo in Kazakistan, vuol dire che il tuo capitale non è sui conti, ma nella tua testa. Ricomincia da capo".
Così accade. Konstantin Gudauskas ricomincia. Fonda un'attività da zero, una rete di stazioni di ricarica per auto elettriche. Importa colonnine di ricarica usate dai Paesi baltici e propone ai proprietari di auto elettriche di investire nell'installazione, prima per uso personale, poi permettendo anche ad altri di ricaricare, e così ricavare un reddito passivo. Il modello funziona. In un anno e mezzo riesce ad ottenere ottimi risultati, può permettersi un grande appartamento a Bucha, al diciassettesimo piano, con vista sull'aeroporto di Hostomel.
1/n 🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Appena finito di riordinare gli appunti: ci sono dichiarazioni molto importanti da parte di Volodymyr Zelensky in un briefing con i giornalisti. Guerra, pace, diplomazia, garanzie di sicurezza, Vladimir Putin, Donald Trump, "boots on the ground". Tanta carne al fuoco.
Sono 10 paragrafi, ma vale la pena leggerli per avere le idee più chiare su ciò che si muove dietro le quinte. Facciamo un punto nave.
2/n 🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Il presidente ucraino ha anzitutto fornito un rapido aggiornamento rispetto alla situazione sul terreno, alla questione militare:
- Pokrovsk: questa è la direzione al momento più critica. C'è un accumulo, una concentrazione del nemico. La Russia a stamattina ha ammassato fino a 100mila uomini. Mosca sta preparando azioni offensive.
- Kharkiv e Donetsk: qui la situazione si ribalta. In entrambe le regioni le truppe ucraine stanno conducendo azioni attive, "e lì per il nemico oggi non è facile".
- Kupiansk, Sumy, Zaporizhizhia, Dnipro: situazione sotto controllo. In alcuni casi si registra anche un lieve arretramento dei russi.
Ma in questa guerra tutto si tiene.
I soldati al fronte combattono per far sì che l'Ucraina sia più forte al tavolo del negoziato. Ricordate la notizia del viaggio in Asia annullato pochi giorni fa da Giorgia Meloni? Sul Blog avevamo detto che da Palazzo Chigi filtrava la volontà di tenere l'agenda libera per eventuali novità sull'Ucraina. Ebbene, Zelensky ha lasciato intendere che proprio la prossima settimana potrebbe essere organizzato un nuovo incontro a livello di leader occidentali.
Zelensky ha poi chiarito un aspetto importante, archiviando di fatto la proposta, rilanciata oggi su POLITICO e attribuita a leader europei, per la creazione di una "zona cuscinetto" di 40 km tra le linee del fronte.
Riporto le sue dichiarazioni, semplicemente perfette:
"Ne ho sentito parlare più volte, sia da europei che da americani. Ho provato a spiegare questa cosa ad alcuni colleghi, come si fa con degli amici. Alcuni, tra l'altro, capiscono bene di cosa si tratta: Solo chi non ha idea di come si combatte una guerra con le tecnologie di oggi propone una zona cuscinetto larga 40, 50 o 60 chilometri. Ho persino sentito proposte di 100 chilometri. Ma questa è tutta un'altra storia, che non ha nulla a che vedere con la realtà attuale. Oggi, le armi pesanti si trovano già a più di 10 chilometri di distanza l'una dall'altra, perché tutto può essere colpito dai droni. Quella che chiamano "zona cuscinetto", io la chiamo "zona morta", altri la chiamano "zona grigia": in realtà esiste già. Non c’è bisogno di perdere tempo, né di lasciarsi trascinare in discussioni su condizioni o clausole aggiuntive imposte dalla Russia o da qualche altro visionario. La zona cuscinetto esiste già. Se la Russia vuole più distanza tra sé e noi, può semplicemente ritirarsi più in profondità nei territori dell'Ucraina che ha temporaneamente occupato, e sistemarsi lì".
3/n 🚨🪖🇺🇦🇷🇺 A proposito delle garanzie di sicurezza, Zelensky ha chiarito che per l'Ucraina esistono tre "pilastri fondamentali".
Primo pilastro: il nostro esercito: "Serve la capacità di finanziare l'esercito nella stessa dimensione in cui oggi difende i nostri confini. Nessuno sta chiedendo di aumentarlo, perché nessuno ce lo darebbe. Ma non possiamo nemmeno ridurlo, perché non faremo esperimenti".
In questo senso, Zelensky cita tre "filoni" che vanno sostenuti e finanziati:
1) Produzione nazionale: droni, tecnologie, ecc. 2) Produzione europea: sistemi di difesa aerea, artiglieria, ecc. 3) Armi americane.