Consigli non richiesti al nuovo segretario del PD, @EnricoLetta . Meriti e bisogni. Ripartire guardando agli ultimi 40 anni. Ne scrivo oggi su @ilmanifesto: ilmanifesto.it/meriti-e-bisog…

Un thread con contenuti extra 1/n
Cosa insegna, oggi, la rilettura critica del discorso di Claudio Martelli, “Per un'alleanza riformista fra il merito e il bisogno”, prima conferenza programmatica del PSI? (Rimini, 31 marzo-4 aprile 1982) mondoperaio.net/archivio-pdf/2… 2/n
Colpisce, anzitutto, il livello dell’analisi e la cogenza dei riferimenti intellettuali di Martelli. Oggi siamo a “invidio il vostro costo del lavoro” o “lo smart working è da fannulloni”. wired.it/attualita/poli… 3/n
In sintesi, individuo 4 punti focali del discorso di Martelli: “iniziativa politica-soggetti sociali-meriti-bisogni”. Punti che per il PD costituiscono 4 nodi da sciogliere. Il primo, nell’incipit, è il primato della politica sulle soggettività sociali: 4/n
“L’esigenza che oggi avvertiamo di individuare i soggetti sociali (…) del riformismo moderno (…) segue e non precede l’iniziativa politica. Una iniziativa politica riformista c’è già stata in questi anni (…). Primo punto: oggi, invece, l’azione politica deve interrogarsi 5/n
sui soggetti sociali che vuole rappresentare. In negativo, dicendo contro quali interessi si intende agire, e in positivo, chiarendo a favore di quali soggetti si vuole operare. Nelle riforme qualcuno ci perde. Il PD deve scegliere, per es., dove spostare il carico fiscale 6/n
Il terzo è il riferimento al merito, associato a “quelle donne e uomini di talento e di capacità, persone utili a sé e utili agli altri, che progrediscono e fanno progredire un insieme o un’intera società con il loro lavoro, immaginazione, creatività (….)” 7/n
Concezione, questa, acriticamente ripresa da quanti oggi inneggiano alla “meritocrazia” e all’eguaglianza di opportunità, senza specificare che la prima era – nelle intenzioni di Michael Young che l’ha resa celebre – una distopia 8/n
Qui una ottima ricostruzione di @VPelligra : ilsole24ore.com/art/quando-dis…. Qui un pezzo sull’uguaglianza di opportunità: pandorarivista.it/articoli/uguag…
Bonus: una “mia” poesia selezionata dalla Young Foundation in un “concorso” (vinto nulla però…): beyondmeritocracy.squarespace.com/artists#/new-p… 10/n
Il merito, insomma, è una forma di potere e di “libertà di”. Chi merita è, dice Martelli, chi può agire. Il potere di agire, la libertà positiva che l’esercizio del merito e dei suoi correlati implica, non è mai messa a tema da chi, oggi, si rifà a questa prospettiva. 11/n
Così come il fatto che asimmetrie di potere eccessive, diritti di proprietà squilibrati, concentrazione cumulativa delle diseguaglianze, sono alla base della maggiore o minore possibilità di poter agire. Merito, redistribuzione dei poteri e lotta diseguaglianze vanno insieme 12/n
Non meno cogente è il tema dei bisogni: il bisogno pone le persone nella necessità di agire. Accettare qualsiasi lavoro, mettere a rischio la salute in cambio di un salario, rinunciare a diritti di cittadinanza per guadagnare ciò che appena basta alla riproduzione materiale. 13/n
Le situazioni di bisogno pongono le persone in condizioni di vulnerabilità, esclusione, diseguaglianza. La giustizia sociale deve tornare al centro dell’azione del PD. Su questo, Letta può contare sul lavoro del forumdisuguaglianzediversita.org 14/n
I quattro punti focali del discorso di Martelli “iniziativa politica-soggetti sociali-meriti-bisogni” costituiscono, oggi, i nodi da sciogliere. L’iniziativa politica è ridotta al leaderismo, senza il tema della rappresentanza, della forma-partito e della classe dirigente 15/n
I richiami ai soggetti sociali oscillano tra la falsa coscienza di un “interesse nazionale” e l’idea che il bene dei più forti equivalga al bene di tutti, per un meccanismo di “sgocciolamento” che in realtà ha già mostrato tutta la sua inconsistenza. 16/n
Meriti e bisogni, poi, sono invocati senza riferirsi al tema dei poteri e della libertà di agire. Tutti temi per l’azione “riformista” del PD guidato da @EnricoLetta , senza ripetere gli errori fatti nei quasi quaranta anni che ci separano da quel lontano 1982. 17/17

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