Appunti da qualche lettura che sto facendo per il corso di Storia sociale dell'educazione per la magistrale, in predicato di essere attivato quando con l'ormai prossimo passaggio di ruolo mi potranno liberamente caricare di altre ore... 👇
Nello studio dell'analfabetismo in Italia uno degli squilibri meno considerati, accanto a quelli socio-economici e territoriali ben noti, è quello di genere. Finché è un problema sociale, i maschi sanno leggere e scrivere più delle femmine, ovunque e in tutte le classi
Si tratta del resto di uno squilibrio tipico: nelle società in via di sviluppo, in cui l'istruzione è una risorsa scarsa, le agenzie sociali tendono a privilegiare l'accesso alla formazione di base dei maschi. E' storicamente uno dei tanti risvolti del dominio maschile
Nelle società sviluppate, però, l'accesso all'istruzione è universale, e le cose si ribaltano: le ragazze hanno costantemente risultati medi migliori e dedicano agli studi in media più anni. Sicuramente è meglio di prima ed è un importante progresso della società nel suo insieme
Ma lo è anche, in modo incontrovertibile, per gli equilibri di genere? Il diavolo, a quanto pare, è nei dettagli. Già, perché quali sono le ragioni SOCIALI (non dei singoli casi individuali, Cristo santo) di questa maggiore dedizione delle ragazze agli studi?
Vuol dire che in media sono più intelligenti o "portate" per qualcosa dei ragazzi? No, come non è vero il contrario: gli studi di neuroscienze chiariscono che si possono trovare da questo punto di vista differenze individuali, non di genere.
Schematizzando al massimo dinamiche molto complesse, si possono individuare due aspetti cruciali:
1) la tendenza alla compliance. Da un maschio si tende a tollerare di più, ci si aspetta, in qualche caso addirittura si promuove e ci si preoccupa se non c'è, ribellione alle regole
Per dirla brutalmente, un ragazzo può andare maluccio, male, in qualche caso malissimo a scuola, e uscire il sabato sera. Per una ragazza è più difficile, e investire tempo ed energie nello studio è fare ciò che da lei ci si aspetta e che si vuole premiare.
2) le diverse aspettative di vita. Il fatto che si diplomi e vada all'università un buon numero di ragazze che, se fossero stati ragazzi, non lo avrebbe fatto, si deve anche a un contesto culturale che spinge a investire così il proprio tempo...
...in attesa dell'evento "davvero" importante, cioè trovare il ragazzo "giusto" (che, se incontrato all'università, sarà anche più probabilmente un buon partito agli occhi dei genitori). Ci sono casi in cui abbandonare gli studi rappresenta un modo...
...(drastico e generalmente non a lieto fine) di imporre e imporsi un progetto di vita e di lavoro, l'essere autonomi per tagliare i ponti da situazioni disfunzionali, ecc., e i ragazzi trovano un contesto meno sfavorevole per farlo se lo ritengono opportuno
Parlare di queste cose non è semplice perché gli equilibri di genere si legano ad altre dinamiche sociali complessive: in un paese come l'Italia, dove l'abbandono scolastico è al 15%, dove i laureati sono il 40% in meno della media OCSE...
...e dove ogni cosa che può essere presa a pretesto per i servizi essenziali e alimentare lo spreco, quanto scommettiamo che alla luce di quanto detto arriva qualcuno che dice che dobbiamo disincentivare le ragazze a studiare troppo? Mentre naturalmente il discorso è tutt'altro
La nostra società ha iniziato da tempi relativamente recenti, 50 anni circa, a pensarsi davvero come un posto dove ogni individuo deve avere la possibilità di esprimersi senza ricadere in schemi e ruoli predefiniti, nella ricerca della propria realizzazione e felicità
E' una costruzione appena iniziata, fragile, che inverte tendenze alla "semplificazione" dei ruoli sociali vecchie di millenni. Bisogna fare in modo che l'accesso alle opportunità per ciascuno sia accompagnato dal progressivo smantellamento dei pregiudizi...
...con un lavoro che nell'obbligazione normativa può trovare un aiuto importante, ma non la soluzione a tutto. Bisogna per forza fare i conti con comportamenti inveterati e cambiarli con pazienza agendo sulla cultura. E sarà una strada lunga.

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3 Jun
Secondo THREAD👇👇👇
su GENERE E SAPERE
Per secoli, fino a 200, 150 e per certi versi anche 100 anni fa, un tratto costitutivo dell'educazione delle classi dirigenti occidentali era la conoscenza delle lingue classiche: latino, greco, nei paesi protestanti a volte ebraico Image
Conoscere le lingue fondanti della cultura occidentale era essenziale per connettersi a una tradizione millenaria, per formare un'identità di riferimenti e valori che distinguesse dal volgo e permettesse di capirsi, e che soprattutto fosse genuinamente virile.
Le donne, a meno che non fossero altezze reali per cui si prevedevano incarichi di spessore, "non erano portate" per le lingue classiche, sapevano il latino per dire messa ed era già tanto. Tanto per dire, una biblista come Julia Smith era a tal punto un'eccezione...
Read 10 tweets
25 Apr
Riflessione in pillole per il #25aprile, da prendere in tutta la schematicità che il mezzo impone.

Le radici politico culturali dell'esperienza comunista nel '900 sono bel al di fuori del perimetro di una democrazia liberale e pluralista:...
...il partito di tipo nuovo teorizzato da Lenin era anzi esplicitamente pensato per il suo sabotaggio, in tutti i suoi aspetti, dalla partecipazione parlamentare in poi.
Si può discutere a lungo su ragioni e obiettivi, ma questo fatto è innegabile.
Del resto anche nel periodo di suo maggior successo, nei due decenni successivi alla decolonizzazione, il modello politico ed economico sovietico non era guardato come una garanzia per la promozione dei diritti, e non si imitava per quello.
Read 8 tweets
20 Mar
THREAD (lungo)👇👇👇
L'intervista che la ministra dell'#Università Cristina Messa ha rilasciato al Sole 2 giorni fa permette quantomeno di intravedere qualcosa dell'idea di politica dell'istruzione superiore e della ricerca con cui è arrivata al governo
scuola24.ilsole24ore.com/art/universita…
Le proposte di investimento per l'aumento dei laureati e dei dottori di ricerca (maggiore connessione tra atenei e quegli ITS che un mese fa erano sulla bocca di tutti, spinta ai dottorati cosiddetti "industriali", maggiore flessibilità di percorsi...) sono, prese così...
...abbastanza di buon senso, ma ancora piuttosto generiche. In particolare lasciano scoperti due temi fondamentali:
1) l'autonomia degli atenei è (ancora) messa tra parentesi, anche se molte sperimentazioni in questo senso hanno avuto buoni risultati...
Read 22 tweets
18 Mar
#goodreads
Mi è arrivato in anteprima, e sarà finalmente disponibile tra pochi giorni, "Il fascismo e la storia", a cura di Paola Salvatori -> Image
Sono gli atti, usciti in ritardo causa pandemia, del convegno del 2017 di cui sono disponibili le registrazioni sul canale YouTube della @scuolanormale ->
Già dalle relazioni proposte all'incontro si comprendeva che si trattava di un momento molto importante per impostare idee originali su storia intellettuale e politico-culturale del Ventennio, storia della storiografia e storia delle relazioni culturali internazionali
Read 7 tweets
19 Feb
Ma quindi cosa sono queste charter school, negli USA?
Sono scuole fatte sorgere, da gruppi privati, attraverso un accordo (charter, appunto) con un ente pubblico responsabile dell'istruzione (Stato, contea, distretto). Di solito, in base ad esso, ricevono una quota stabilita...
..del "money per pupil per year" del distretto di provenienza di ogni studente, che va a sommarsi a una dotazione di provenienza privata di cui è previsto chiaramente un massimale, e stabiliscono degli obiettivi che l'ente di riferimento può verificare periodicamente...
...(di solito ogni 3 anni), ricevendo in cambio ampia libertà di metodo e programma e soprattutto di reclutamento del personale (sempre legato alla specificità metodologica e contenutistica: se apro una scuola montessoriana non posso farmi imporre personale...
Read 20 tweets
19 Feb
Di quanto il papocchio sia discutibile ho detto. Questa va inchiodata al muro perché contiene più errori di fatto che concetti e non posso esimermene.
1) scienze dell'educazione (che nel frattempo ha allungato il nome) NON FORMA DOCENTI DI SCUOLA ->
2) Scienze della formazione primaria È GIÀ A NUMERO CHIUSO e forma un corpo magistrale tra i più preparati d'Europa anche senza il preziosissimo impegno di un economiata chiaramente così informato di quello di cui parla ->
3) l'andamento del discorso, naturalmente abbastanza vago da evitare la cantonata esplicita, sembra implicare che a ScEd si formino docenti di scuola secondaria (in tutti i punti si parla solo si quella!). Non sapere come si formano i docenti che vuoi migliorare ti qualifica ->
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