1/n Dimenticate questa versione di Sergej #Naryshkin. L'uomo balbettante al cospetto di Vladimir #Putin, umiliato "urbi et orbi" pochi giorni prima dell'invasione russa dell'#Ucraina, mostra lontano da Mosca la sua versione più feroce.
Parola di Bill #Burns, direttore della CIA,
2/n giocatore tra i più sottovalutati, e al contempo decisivi, di questa incredibile partita a scacchi.
È ad Ankara, pochi mesi fa, in un faccia a faccia che rappresenta tuttora l'incontro di più alto livello tra Washington e Mosca dall'inizio della guerra, che l'americano
3/n osserva nella sua controparte russa un "atteggiamento molto sfrontato, un senso di presunzione e di arroganza". Nell'interpretazione di Burns, diplomatico navigato, quello che si affaccia in quel vertice a porte chiuse è il sentimento che "riflette il punto di vista di Putin,
4/n la sua convinzione di poter fare del tempo un proprio alleato".
I pochissimi che ancora lo frequentano, coloro che sono a conoscenza del suo processo decisionale, assicurano quanto segue: "Vladimir Putin non è impazzito". Ma di certo è un uomo sempre più solo. Paradigmatico
5/n quanto svelato dal Financial Times: perfino il suo ministro degli Esteri, Sergej #Lavrov, apprende dell'attacco russo all'Ucraina solamente intorno all'una di notte del 24 febbraio, con un anticipo di pochissime ore rispetto al discorso tv che annuncia l'inizio della
6/n cosiddetta "operazione militare speciale".
L'indomani, a margine del summit d'urgenza convocato dal Cremlino per riunire (e catechizzare) i maggiori oligarchi del Paese, uno di loro chiede a Lavrov come Putin abbia potuto pianificare un'invasione di tale portata in una
7/n cerchia così ristretta di persone. La risposta di Lavrov è lapidaria: "Ha tre consiglieri: Ivan il Terribile. Pietro il Grande. E Caterina la Grande".
Sono fantasmi come questi a muovere la mano dell'inquilino del Cremlino. Ossessionato dall'idea di essere tradito, Putin
8/n affida a pochi eletti i suoi pensieri più sinceri. Per questo le informazioni di intelligence declassificate dagli USA, prima e durante l'attacco russo, costituiscono una ferita difficilmente guaribile per Vladimir Vladimirovich. Perché rendono certezza il dubbio che tarla la
9/n sua mente: impossibile fidarsi, meglio fare da soli. Uno schema animato da quello che Bill Burns a "Face the Nation", sulla CBS, ribattezza "il suo senso del destino", il convincimento di essere il prescelto che renderà di nuovo grande la Madre Russia. Presunzione,
10/n quest'ultima, nell'analisi di Putin in persona corroborata dagli eventi.
Nel 2014, il presidente discute per tutta la notte e fino all'arrivo del giorno, dell'annessione della #Crimea con il ministro della Difesa, Sergei #Shoigu, e tre alti consiglieri.
11/n I suoi interlocutori sono scettici sull'opportunità di inviare soldati russi nella penisola. Sconsigliano l'intervento, paventano i rischi dell'impresa, spingono perché Putin desista. Ma per il presidente è sottilissimo il confine che separa la realtà dalla lealtà.
12/n "Questo è un momento storico", dice loro. "Se non siete d'accordo, potete andarvene".
L'articolo prosegue in esclusiva per gli iscritti al Blog: ha richiesto un lungo lavoro, ma c'è del materiale che ritengo molto interessante.
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Ps: grazie a tutti per l'attenzione. Scrivere per un pubblico di lettori così appassionati sta diventando sempre più bello.
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🚨🇷🇺🇺🇦 1/n Attenzione: i media russi riportano in questi minuti la penetrazione di 50 "sabotatori" ucraini nella regione di #Bryansk, in #Russia. Segnalata la presa di ostaggi. Al di là della veridicità della notizia, situazione da seguire attentamente: la narrazione potrebbe
suggerire - e nelle intenzioni "giustificare" - un cambio di passo da parte di Mosca. Necessario aprire il thread.
3/n 🚨🇷🇺🇺🇦
Media russi: in corso una battaglia al villaggio di confine di Sushany, nella regione di Bryansk. Avvertite esplosioni. Saltate in aria una centrale elettrica e una stazione di servizio.
#Meloni in #India per una visita di importanza strategica per l'Italia ribadisce "pieno sostegno" all'#Ucraina.
Aspetto di leggere una simile presa di posizione anche dal nuovo duo delle meraviglie #Schlein-#Conte.
Meloni ha tanti - tantissimi - problemi in "patria", per usare un termine a lei caro, ma a livello internazionale sta meritandosi il rispetto degli interlocutori. In che modo? Niente di eccezionale: tenendo la barra dritta, dimostrandosi un partner affidabile. Non dovrebbe
essere molto, ma visto quel che passa il convento la politica italiana di questi tempi sembra un'impresa. E le va riconosciuta.
Paradossale - e paradigmatico- che ad avere la posizione più netta di sostegno all'#Ucraina tra i maggiori partiti sia anche l'unico che non faceva
1/n Stendendo la loro Relazione annuale al Parlamento, gli 007 italiani avevano un obiettivo: "Offrire, nei limiti imposti dal vincolo di riservatezza, una sintetica ma comunque esauriente panoramica degli esiti dell'attività di analisi delle informazioni (...) finalizzate a
2/n tutelare la sicurezza della Repubblica e a proteggerne gli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali".
La lettura della Relazione suggerisce che l'intelligence nostrana abbia superato le sue stesse aspettative, fornendo dettagli inediti, chiavi di
3/n lettura altrove sottovalutate, ipotizzando scenari con cui nei mesi a venire il Paese sarà costretto giocoforza a fare i conti.
Inutile dire che il focus di principale interesse sia quello che ha a che vedere con l'invasione russa dell'#Ucraina, definito non a caso "tornante
🚨🇷🇺
Chiuso al traffico aereo l'aeroporto #Pulkovo di San Pietroburgo. Si parla della presenza di un "oggetto non identificato". Jet da combattimento decollati. Tutti i voli partiti da Mosca e diretti a San Pietroburgo stanno tornando indietro.
2/n Due caccia, un Su-35 e un MiG-31, sono ora in volo. Secondo alcuni report (da confermare) l'oggetto non identificato somiglierebbe ad un grosso drone. Intanto l'aeroporto #Pulkovo di #StPetersburg annuncia fino a 12 ore di ritardo nei voli.
3/n 🚨🇷🇺
Continuano le stranezze nello spazio aereo russo. Lo strano percorso, in tempo reale, di un aereo facente parte della flotta aerea presidenziale russa.
🚨🇲🇩 1/n
Rappresenta un segnale inquietante per le serenità della #Moldova la decisione annunciata pochi minuti fa dalla compagnia aerea ungherese #WizzAir. Il maggiore vettore low-cost dell'Europa centrale e orientale ha infatti comunicato la volontà di sospendere, a partire
2/n dal 14 marzo, tutti i suoi voli "da" e "per" la capitale moldava, #Chisinau, denunciando "rischi per la sicurezza". Ancora più allarmante il comunicato con cui la compagnia ha motivato la sua scelta.
"Wizz Air - si legge - ha monitorato da vicino la situazione della sicurezza
3/n in Moldova e si è tenuta costantemente in contatto con varie autorità e agenzie locali e internazionali per garantire il massimo livello di sicurezza e protezione delle operazioni. La sicurezza dei passeggeri e dell'equipaggio rimane la priorità numero uno di Wizz Air e, a
🚨🇷🇸🇽🇰 1/n Giornata importante, per alcuni funzionari UE addirittura "decisiva", per il futuro dei #Balcani e, più nello specifico, dei rapporti fra #Serbia e #Kosovo.
Dopo settimane di silenzio, precedute da mesi di tensioni, da richieste di intervento militare, valichi
2/n bloccati, proteste di piazza, l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep #Borrell, ci riprova. Obiettivo? Mettere insieme, allo stesso tavolo, il presidente serbo #Vucic e il primo ministro kosovaro #Kurti, possibilmente trovando un accordo, evitando che "la
3/n giungla invada il giardino" europeo. Le attese per l'incontro odierno sono elevatissime: all'ordine del giorno c'è la discussione della cosiddetta "proposta franco-tedesca" per Kosovo e Metochia, ma anche l'annosa questione dell'Associazione dei comuni serbi, tutela che