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Ieri sera ho scritto ribadendo le mie perplessità riguardo la firma del PdR su una legge palesemente anticostituzionale (sempre a parer mio) come il decreto sicurezza.
Non sono un costituzionalista (e anche tra loro ci sono vedute diverse).
Posso solo riportare fatti.
Cominciando dalla nostra Costituzione.

All’art. Articolo 73 “Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dalla approvazione”. E fin qui.

Poi c’è l’art. 87. Il PdR “Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
E poi l’art. 90.
“Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione”.
E poi l’art. 74.
“Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere, chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”.
E qui entrano in gioco i costituzionalisti.
Ognuno interpreta la Costituzione a modo suo. Chi ritiene che il PdR debba solo controllare che l’iter procedurale seguito dal Parlamento sia formalmente corretto e che il testo approvato alla Camera sia identico a quello del Senato.
E quindi non legittimo un rinvio.
Altri invece sono del parere opposto e ritengono che il PdR possa andare oltre il semplice controllo dell'iter procedurale.
E cosa possiamo fare noi comuni mortali per capirci qualcosa?
Forse l’unica modo è ripercorrere la storia, il passato di questo Paese.
Per esempio. Quanti rinvii ci sono stati, se ci sono stati, fino ad oggi?
E, nel caso, perché?
Vediamo.
#MdT 12/05/1948 – Giuramento di Luigi Einaudi. Nel suo discorso un passaggio chiaro, preciso.
“ e ad me, che la legge fondamentale della Repubblica ha fatto tutore della sua osservanza”.
Quante volte Einaudi si rifiutò di firmare una legge? Quattro. Di cui due riguardavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell’art.81 della Costituzione”.
Ma non fu certo l’unico.
#MdT 1955-1962 - Giovanni Gronchi. Tre le leggi rinviate alle Camere. Due che non avevano copertura finanziaria come previsto dall’art. 81 della Costituzione.
L’altro rinvio dovuto alla presentazione in ritardo della legge da parte del Governo (art. 73).
#MdT 1962-1964 – Antonio Segni. Furono otto le leggi rinviate. Tutte riguardavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell’art.81 della Costituzione.
E Poi Giovanni Leone una volta, Sandro Pertini sette volte, Francesco Cossiga 22 volte di cui cinque negli ultimi giorni della legislatura scatenando le ire di Andreotti. Oscar Luigi Scalfaro sei volte. Carlo Azeglio Ciampi sei volte, Giorgio Napolitano una volta. E Mattarella?
#MdT 27/10/2017 – Mattarella non firma e rinvia alle Camere la legge sulle mine anti-uomo.
Sarebbe incostituzionale. Violerebbe l'art. 117 della Costituzione.
Opinione personale.
L’articolo 74 della Costituzione recita: “Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione”.
Non si parla di costituzionalità, ma offre al Pdr ha la possibilità di esprimere una valutazione di merito.
Ma io non sono un costituzionalista. Date il giusto peso alla cosa. E' solo un'opinione personale.
Come avete visto i Presidenti della Repubblica che si sono succeduti hanno utilizzato chi più, chi meno il rinvio alle Camere.
Perché la Costituzione offre loro questa grande possibilità.
Ma qui entra in gioco anche il momento storico e quindi l’opportunità.
Per la cronaca ci fu un dibattito molto acceso tra i nostri costituzionalisti. Tra chi, come il comunista Laconi, che vedeva come un pericolo il rinvio di una legge, e Bozzi (UDN) che invece diceva l’esatto contrario. (con la Dc a mediare).
Fu Luigi Einaudi a mettere tutti d’accordo. A convincere tutti che la democrazia parlamentare non avrebbe corso nessun rischio in caso rinvio di una legge da parte del Capo dello Stato (purchè motivato).
Mattarella: "Firmare leggi è mio dovere, anche se non condivido appieno". Firmare le leggi sempre. Salvo in un caso.
bit.ly/2F5yVIF
L'errore di Mattarella, e non solo suo, è stato quello di aver pensato che un vecchio come Savona e quattro slide di sciempiaggini fossero un pericolo per questo Paese. Dando via libera ad un pericolo ben più grande. Ora sarà difficile fermare la valanga. Che ha preso velocità.
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