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"Per molto tempo, gli abitanti della colonia di Mennoniti a Manitoba (Bolivia) hanno pensato che fossero i demoni a violentare le donne. Non sapevano spiegare come una ragazza potesse svegliarsi tra lenzuola piene di sangue e sperma, senza ricordare nulla" vice.com/it/article/mvm…
"O come un’altra si fosse svegliata nuda e ricoperta da ditate su tutto il corpo, pur essendo andata a letto vestita, o perché un’altra ancora raccontasse di aver sognato che un uomo le si era spinto dentro a forza, in un campo—e poi si svegliasse la con fili d’erba nei capelli"
"Per Sara Guenter, la corda rimaneva un mistero. Ogni tanto si svegliava nel proprio letto con pezzi di corda ancora stretti ai polsi o alle caviglie, e la pelle bluastra e dolorante. Qualche tempo fa sono stata a casa di Sara, nella colonia mennonita di Manitoba"
"I Mennoniti somigliano agli amish nel loro rifiuto di modernità e tecnologia, e la Colonia di Manitoba, come tutte le colonie mennonite ultraconservatrici, è un tentativo collettivo di isolarsi il più possibile da un mondo di infedeli"
"Le due figlie, di 17 e 18 anni, se ne stavano appoggiate in silenzio al muro dietro di lei. Il male si era insinuato nella loro casa, mi ha detto Sara. Cinque anni fa anche le sue figlie hanno iniziato a svegliarsi tra lenzuola sporche, lamentandosi per il dolore <là in basso>"
"All’inizio la famiglia non sapeva di non essere l’unica a subire questi attacchi, così ha preferito tenere la cosa per sé. Poi Sara ha cominciato a parlarne alle sorelle. Non appena si è diffusa la notizia, nessuno le ha creduto."
"Le richieste d’aiuto della famiglia ai ministri del Consiglio ecclesiastico, il gruppo di uomini che governa le 2.500 persone della Colonia, sono rimaste inascoltate—anche quando i racconti si sono moltiplicati."
"Tutte le donne raccontavano di svegliarsi con gli stessi segni: pigiama strappato, sangue e sperma sul letto, torpore profondo. Alcune riuscivano a ricordare istantanei frammenti di terrore: essere sovrastate da uno o più uomini, non trovare la forza per urlare o dibattersi"
"Alcuni l’hanno definita “selvaggia immaginazione femminile”, altri sostenevano fosse una punizione divina. “Sapevamo solo che di notte succedevano cose strane,” ha detto Abraham Wall Enns, che a quel tempo era capo laico della comunità di Manitoba"
"Dopo qualche tempo, Sara ha cominciato ad accettare quelle notti come un orribile fatto della vita. Ogni mattina, dopo una violenza, la vita della famiglia riprendeva nonostante i mal di testa lancinanti, si cambiavano le lenzuola e la giornata faceva il suo corso"
"Finché, una notte del giugno 2009, due uomini sono stati arrestati mentre cercavano di penetrare in una casa vicina. Hanno fatto qualche nome e poi, crollando come un castello di carte, un gruppo di nove uomini di Manitoba, tra i 19 e i 43 anni, ha confessato"
Erano loro gli autori di centinaia di stupri, da 4 anni. "Per rendere le vittime inermi e impossibilitate a ricordare e quindi testimoniare qualcosa, gli uomini usavano uno spray chimico, creato da un veterinario di una comunità mennonita vicina per anestetizzare le mucche"
"La verità completa, però, è emersa soltanto col processo, svoltosi quasi due anni dopo, nel 2011. Le deposizioni sembrano il copione di un film horror: le vittime avevano dai 3 ai 65 anni. Ragazze e donne sposate, single, residenti, turiste, inferme mentali."
"Ufficialmente sono state contate 130 vittime—almeno una per ognuna di più di metà delle case di Manitoba. Non tutte le vittime però sono state citate nella causa, e si stima che il loro numero sia di gran lunga più alto."
"Nell’agosto del 2011 il veterinario che forniva lo spray anestetico è stato condannato a 12 anni di prigione e gli stupratori a 25 anni ciascuno (cinque anni meno della pena massima del sistema giudiziario boliviano)."
"Dopo il verdetto, nella Colonia è sceso un velo di silenzio. Tuttavia questi crimini sono tutt’altro che un ricordo. Oltre alla sensazione tangibile che vi sia un trauma psicologico latente, è evidente come gli abusi sessuali—molestie e incesti dilaganti—siano ancora diffusi"
La scrittrice canadese Miriam Toews (figlia di un discendente di chi fondò, nel 1874, la comunità mennonita in cui è nata e che ha abbandonato 18enne) ha scritto un romanzo dedicato alle vittime degli stupri della colonia di Manitoba: "Donne che parlano" marcosymarcos.com/libri/donne-ch…
All'indomani "dell’arresto dei colpevoli, otto donne di generazioni diverse si riuniscono nel fienile per decidere come rispondere all’offerta del pastore: restare e perdonare, così da garantite a ciascuno l’accesso al paradiso o lasciare la colonia" iltascabile.com/recensioni/mir…
"Il romanzo è costruito a partire dai verbali delle riunioni che tenutesi il 6 e 7 giugno 2009, secondo la trascrizione e traduzione in inglese di August Epp, un uomo, perché le donne sono analfabete e parlano solo un dialetto tedesco, il plautdietsch: <Siamo donne senza voce>”
Le donne mennonite "sono senza voce, non soltanto perché non sanno scrivere, ma anche perché sono confinate in una lingua che, anche se uscissero dai confini delle colonie, non potrebbero essere capite da nessuno"
"Nel corso dello svolgimento della storia la lingua con cui sono costrette a esprimersi, così come l’ordine simbolico in cui sono immerse, risultano sempre più inadeguati e scomodi, come i denti finti di Greta, donati da un viaggiatore, che sono troppo grandi e le fanno male."
"La voce viene prestata, non senza difficoltà, da un uomo riammesso nella colonia come insegnante di inglese e matematica, dopo un lungo esilio in Inghilterra, per cui i membri della comunità lo disprezzano come effemminato incapace di dissodare un campo o sventrare un maiale”
"Toews disegna sotto i nostri occhi il lento, sudato, conflittuale travaglio verso l’autocoscienza, con le protagoniste che iniziano parlando di sé confrontandosi agli animali, chiedendosi chi siano. Vediamo venire al mondo dei soggetti e assistendo a tale nascita ci emozioniamo"
Sarebbe facile, purtroppo, citare altri casi in cui gli uomini hanno perpetrato immani violenze sulle donne (es. in guerra storicamente.org/bourke), ma l'abiezione di quanto è successo nella colonia mennonita di Manitoba ha un valore simbolico messo ben in luce da Carla Fronteddu
La gabbia mentale, prodotta da barriera linguistica, isolamento fisico, indottrinamento religioso (con cui vengono inculcate superstizioni anziché educare una persona a pensare) e regole che soffocano l'autonomia, rappresenta l'introiezione dell'oppressione da parte della vittima
Sono meccanismi di plagio delle menti usati da tutte le comunità religiose e suggestivamente messi in scena nel film The Village, 2004 di M. Night Shyamalan Solo una ragazza non vedente troverà la forza per vedere le cose in modo nuovo svelando le menzogne
Non si tratta necessariamente di comunità isolate, ma anzitutto di comunità chiuse, che impongono rigide regole d'ingresso e punizioni in uscita, nonché norme che pretendono di decidere ogni dettaglio della vita dei propri membri, fondandosi sull'idea superstiziosa della purezza.
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