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Spiegone #Siria

(Perché ho capito il #coronavirus, ma laggiù sta succedendo davvero il finimondo)

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Partiamo da #Idlib. Negli ultimi mesi ne avete già sentito parlare perché è il territorio in cui è stato scovato e ucciso Abu Bakr al Baghdadi, il leader dello Stato islamico (ve lo ricordate lo Stato islamico?). 👇
È il cuore agricolo del nord-ovest della Siria, una distesa di colline e di uliveti puntellata di città di medie e piccole dimensioni i cui nomi sono destinati a dirci poco. La maggioranza è musulmana sunnita, con un’importante minoranza cristiana. 👇
A nord ci sono la Turchia e la regione di Afrin, che pure è controllata dalla Turchia (e dai suoi alleati siriani) dal 2018. A est, a una manciata di chilometri, c’è Aleppo: seconda città del paese, per secoli uno degli snodi commerciali più importanti del Medio Oriente. 👇
A ovest c’è la provincia di Latakia:
* roccaforte della comunità alawita di Bashar al Assad;
* unico accesso al mare della Siria;
* territorio in cui si trovano il porto di Tartus e la base aerea di Hmeimim, i principali avamposti militari della Russia nella regione. 👇
A sud ci sono le forze di Assad che avanzano e spingono. Dopo nove anni di guerra civile hanno ripreso il controllo di quasi tutta la Siria. La regione di Idlib è l’ultima interamente controllata da nemici, perché a est ci sono i curdi ma i curdi non sono mai stati nemici. 👇
Chi sono i nemici? Un’eterogenea galassia di gruppi ribelli sunniti più o meno islamisti. A dominare è Hayat Tahrir al Sham (Comitato di liberazione del Levante), che fino a due anni e mezzo fa si faceva chiamare Fronte al Nusra ed era il ramo ufficiale di al Qaeda in Siria. 👇
Col tempo sono andate crescendo di numero e rilevanza le milizie armate e sostenute dalla Turchia. 👇
Un ultimo riferimento geografico per spiegare perché Idlib sia una posta in palio così alta: vi si incrociano due autostrade di vitale importanza. La M4 collega Latakia ad Aleppo, la M5 collega Aleppo a Damasco. Per Assad vincere a Idlib significa vincere la guerra. 👇
Per questa ragione negli ultimi mesi l’Esercito arabo siriano non ha mai smesso di attaccare. E non ha mai smesso di essere sostenuto dall’aviazione russa. Dall’altra parte la Turchia non ha mai smesso di opporsi, con ogni mezzo, all’offensiva. 👇
Erdogan dice di voler evitare nuova ondata di profughi. Lo dice alle cancellerie europee, sul tema piuttosto sensibili. Ma è anche un problema interno: i 4 milioni di siriani già accolti sono invisi alla popolazione turca e diventati strumento di propaganda dell’opposizione. 👇
Erdogan, però, vuole soprattutto sedersi al tavolo delle trattative per il futuro della Siria in una posizione di forza. Vuole controllare quel che accade a sud dei suoi confini, tenere a distanza i curdi, mantenere un’influenza sulle regioni già conquistate militarmente. 👇
Nel settembre d2018 Putin ed Erdogan hanno firmato a Sochi un accordo per rendere la regione di Idlib zona “demilitarizzata”. L’intesa prevedeva stop all’avanzata dei governativi e arretramento dei gruppi radicali. 👇
Intendersi su chi e che cosa siano i gruppi radicali è affare complicato e, ca va sans dire, l’accordo non ha mai retto. 👇
A dicembre 2019 è iniziata nuova offensiva delle forze di Assad che ha costretto alla fuga 1 milione di civili. La Turchia (in base ad accordo Sochi che permette di mantenere punti di osservazione a Idlib) ha inviato convogli militari nell’area che sono finiti sotto attacco. 👇
Ieri l’episodio più grave: almeno 33 militari turchi sono rimasti uccisi in un attacco aereo. Erdogan, per evitare di finire in guai più seri, ha puntato il dito contro i siriani e non contro i russi (che pure hanno il completo controllo dello spazio aereo nell’area). 👇
Ma parallelamente, non avendo trovato l’auspicato sostegno europeo contro Putin, ha annunciato l’apertura delle frontiere ai profughi diretti in Europa. E ha lasciato che nella notte gruppi di dimostranti andassero a protestare sotto la sede dell’ambasciata russa ad Ankara. 👇
La Turchia è spalle al muro. I suoi punti di osservazione a Idlib sono accerchiati e sotto attacco. Senza una soluzione politica non ne esce, ma senza alleati non c’è modo di spingere gli avversari a trattare. 👇
Stamane Erdogan ha chiesto l’intervento della Nato, ma forse si è ricordato troppo tardi di farne parte. 🔚
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