, 19 tweets, 7 min read Read on Twitter
Una statua.
Pochi mesi fa mi hanno dedicato una statua al Greenwich Village a New York per il 50° anniversario.
E’ stata collocata esattamente in fondo alla strada dove si trova un famoso bar.
Chi sono e perché quella statua in mio onore nei pressi di un bar?
Un lunga storia
Sono nata a New York il 2 luglio 1951.
E per chi ha origini portoricane e venezuelane può capitare di nascere in un taxi di fronte al Lincoln Hospital.
Ma gli può capitare anche di peggio.
Per esempio essere abbandonato dal padre appena nato.
Josè Rivera credo si chiamasse.
“Però almeno una mamma l’avevi”.
Insomma.
Solo fino a tre anni, Quando mia madre si suicidò lasciandomi sola con la nonna.
Lo so. Avevo almeno una nonna. Ma non per molto. Quando si accorse dei miei modi femminili mi gettò in strada. Avevo solo 11 anni.
E così iniziai a vivere per strada. Crescendo entrai in contatto con la comunità Drag queen della mia città.
Una città dove le persone come noi non potevano certo esprimere le loro idee.
Né per strada, né sul lavoro e nei bar e per la maggior parte neanche in casa propria.
A New York esistevano però alcuni bar frequentati da omosessuali e transgender.
La polizia era solita entrare giornalmente minacciando e arrestando chi si baciava o si teneva per mano.
O chi indossava abiti non conformi al proprio genere sessuale.
All’inizio vi ho detto che mi hanno dedicato una statua a Greenwich Village a New York nei pressi di un bar.
Quello che ancora non vi ho detto è che io mi chiamo Sylvia Rivera, transgender.
Il bar in questione? Lo Stonewall Inn.
Quella che in fondo era la mia vera casa.
Oggi, 28 giugno 2019, ricorre il 50° anniversario di quello che avvenne quel venerdì 28 giugno 1969 proprio allo Stonewall Inn.
Una vera rivolta contro la polizia ricordata come l'inizio del Movimento di liberazione omosessuale.
Vi hanno raccontato che fui io, esausta dalle vessazioni delle forze dell’ordine, a iniziare la rivolta scagliando una bottiglia contro un agente.
Effettivamente essere pungolati da un manganello della polizia non era il massimo.
Sinceramente non ricordo se lanciai una bottiglia o una scarpa col tacco quando quei nove agenti di polizia fecero irruzione nello Stonewall Inn arrestando chiunque non indossasse vestiti considerati "adatti al genere".
Ma qualcosa lanciai sicuramente.
Troppe le continue richieste da parte della polizia di soldi.
Volevano essere pagati altrimenti ci avrebbero arrestato. Non solo. Minacciavano di rendere noti tutti i nomi dei clienti.
Clienti che invece volevano mantenere l’anonimato.
Con me, a guidare quella rivolta c’era anche lei, Marsha P. Johnson.
La statua è dedicata anche a lei.
Quella sera successe il finimondo. Molti clienti del Stonewall lanciarono contro la polizia bottiglie e altri oggetti fino a quando le tensioni non si trasferirono in strada.
Nella prima notte vennero arrestate 13 persone.
Ma la protesta continuò nei giorni seguenti. Ormai eravamo esasperati, noi comunità lgbt, per come venivamo trattati.
John D’Emilio definì quei giorni “la caduta della forcina che si udì in tutto il mondo“.
"I moti di Stonewall”.
Una vera rivolta tra gruppi di omosessuali e la polizia a New York.
In seguito io, Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson fondammo l’organizzazione STAR (Street Transvestite Action Revolutionaries), un gruppo dedicato ad aiutare giovani drag queen senzatetto.
Sono morta a New York il 19 febbraio 2002 al St. Vincent's Manhattan Hospital per un tumore al fegato. L'ultima domenica era collegata ad una pompa di morfina.
Circondata da attivisti gay venuti a chiedermi consigli, passai la notte a rimproverarli.
Per poi morire. A 50 anni.
Vi garantisco che la mia non è stata una vita facile. Se è vero come è vero che ho tentato molte volte di togliermi la vita, Una volta persino camminando sul foume Hudson.
Ero stanca di essere discriminata, offesa, definita la feccia dell'umanità.
Lo sapete. I diritti non si ottengono da un giorno all’altro, si tratta di processi lunghi, che a volte durano decenni.
Quanto tempo serve per perderli? Poco, a volte pochissimo.
State attenti. e difendete i diritti di tutti.
50 anni fa l’ennesimo blitz della polizia scatenò una rivolta.
Il 28 giugno 1969 e nella settimana successiva trans, lesbiche, gay, drag queen decisero che era giunto il momento di dire basta a quella che era una vera e propria oppressione da parte della polizia.
IL 28 giugno 1969 io, Sylvia Rivera, transgender, decisi di dire basta.
Basta con discriminazioni e la necessità di nascondersi.
E iniziai la rivolta di Stonewall lanciando una bottiglia contro la polizia.
O era una scarpa col tacco?
L'anno dopo, in commemorazione dei moti di Stonewall, venne organizzata una marcia dal Greenwich Village a Central Park.
Da allora, i gay pride in tutto il mondo scelgono il mese di giugno per commemorare "la caduta della forcina che si udì in tutto il mondo"
Missing some Tweet in this thread?
You can try to force a refresh.

Like this thread? Get email updates or save it to PDF!

Subscribe to Johannes Bückler
Profile picture

Get real-time email alerts when new unrolls are available from this author!

This content may be removed anytime!

Twitter may remove this content at anytime, convert it as a PDF, save and print for later use!

Try unrolling a thread yourself!

how to unroll video

1) Follow Thread Reader App on Twitter so you can easily mention us!

2) Go to a Twitter thread (series of Tweets by the same owner) and mention us with a keyword "unroll" @threadreaderapp unroll

You can practice here first or read more on our help page!

Follow Us on Twitter!

Did Thread Reader help you today?

Support us! We are indie developers!


This site is made by just three indie developers on a laptop doing marketing, support and development! Read more about the story.

Become a Premium Member ($3.00/month or $30.00/year) and get exclusive features!

Become Premium

Too expensive? Make a small donation by buying us coffee ($5) or help with server cost ($10)

Donate via Paypal Become our Patreon

Thank you for your support!